Mi scuso per il gioco di parole, è stato necessario affinché si capisse che ciò che state per leggere ha dello straordinario e mai avreste creduto possibile una simile storia. È un po’ come assistere a uno sfavillio che, riaffiorato dalle acque del passato, evoca, con forza emotiva, il capolavoro cinematografico di Comencini “Un ragazzo di Calabria”, dove il piccolo Mimì, un giovane della Locride, inseguiva il proprio sogno correndo scalzo su stradine di pietra, fino ad arrivare a conquistare la medaglia d’oro nei 3000 metri ai Campionati del Mondo. Anche se quanto sto per raccontarvi custodisce una carica ancora più emotiva, così da arrivare a pizzicare le corde della nostra serafica arpa interiore. Protagonista della storia è un ragazzino di Crotone con in cuor suo un sogno. Un ragazzino che, muovendo i suoi primi passi tra il calore delle forgie, inizia a sciogliere il metallo per plasmare le sue prime creazioni. Quelle stesse forme e capolavori sono nati dall’ingegno e dalla passione e l’avrebbero condotto, negli anni a venire, a calcare i teatri più prestigiosi del mondo. Questa vicenda è reale, è straordinaria, ed è animata da un senso viscerale di calabresità. Questa vicenda ha un nome. Quel nome è Michele Affidato: una storia gloriosa passata di diritto a far parte della Storia. Il suo è stato un cammino che lo ha condotto all’intramontabilità. Giorno dopo giorno, il Maestro Affidato tempra e sublima il circuito del suo ingegno, forgiando opere che si ergono a solenne vessillo di una Calabria leggendaria — una terra titanica che negli ultimi tempi, per mano dei suoi figli più eccelsi, marcia senza posa per imporsi, sovrana, sugli scenari più gloriosi del pianeta.
Michele Affidato, oggi riverito e acclamato in tutto il mondo come “l’orafo dei Papi”
Oggi riverito e acclamato in tutto il mondo come “l’orafo dei Papi”, il piccolo Michele mosse i primi passi quando l’orizzonte lasciava già presagire quanto lontano si sarebbe spinta la sua immensa dedizione per l’oreficeria. Il suo è stato un percorso arduo, scolpito nel valore delle privazioni e dell’umano sacrificio, forgiato nella tempera ferrea di chi affida al lavoro e al tempo il compito di coronare il destino degli uomini. E così, quel primo splendente bagliore si è trasformato in una luce inarrestabile, capace di travalicare i confini d’Italia per conquistarne la platea globale. Come un demiurgo che infonde la vita alla materia inerte, Michele Affidato, prima di consegnare le sue opere all’eternità, conferisce loro un’anima schietta, viva e sincera.
Fino alle vette della scena internazionale
Il Maestro Affidato, assegnando al metallo una propria inconfondibile identità, eleva il messaggio della sua terra fino alle vette della grandezza: dalle maestose creazioni d’arte sacra vaticana realizzate per la Santa Sede, accompagnate dalle solenni benedizioni dei Pontefici, ai prestigiosi riconoscimenti d’arte ideati per il Festival di Sanremo, i Nastri d’Argento Grandi Serie, il Magna Graecia Film Festival, il Festival Marateale e il Premio Ausonia, fino alle raffinate Torri d’Argento del Premio Caccuri, alla Medaglia d’Oro Calabria e al suo nobile e costante impegno globale come Ambasciatore UNICEF. Rifulgono, insomma, in ogni sua opera una maestria e un carisma artistico straordinari, che le istituzioni e i borghi storici della sua terra, come ultimamente la suggestiva cornice di Pardesca Vecchia a Bianco (RC), continuano a festeggiare con commossa ammirazione, erigendolo a simbolo vivente dell’eccellenza calabrese nel mondo.
Il cuore della Magna Grecia
Nelle sue creazioni batte il cuore pulsante della nostra terra, vessillo incrollabile della Magna Grecia, dove risuona maestosa la memoria di un popolo e la potenza di una tradizione gloriosa che si rinnova all’infinito. Da quando il cielo sopra la Calabria si è illuminato dell’arte di Affidato, il riflesso incantevole delle sue opere ha conquistato l’anima del mondo. Perché quando il talento nasce dalla passione più pura, si tempra nella dedizione e scala con fierezza le vette della consacrazione, cessa di appartenere al singolo artista: si erge a patrimonio inestimabile dell’umanità e ad orgoglio imperituro di una Calabria sovrana, destinata a brillare nella Storia in ogni luogo e in ogni tempo.



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