“Stecca di cartone” al Pronto Soccorso di Patti, il Tribunale annulla la sanzione: UGL Salute rilancia l’allarme sulle criticità della sanità

Dopo la decisione del Tribunale del lavoro sulla vicenda del 2024, il sindacato chiede di guardare oltre il singolo episodio: “non basta cercare un responsabile, bisogna risolvere i problemi organizzativi del sistema”

La vicenda della cosiddetta “stecca di cartone” al Pronto Soccorso dell’ospedale Barone Romeo di Patti torna al centro del dibattito dopo la decisione del Tribunale del lavoro di Patti, che ha annullato la sanzione disciplinare adottata dall’ASP di Messina nei confronti della dirigente medica coinvolta nell’episodio del luglio 2024. Una vicenda che due anni fa aveva avuto una forte risonanza mediatica, dopo la diffusione dell’immagine di una soluzione di emergenza utilizzata all’interno del reparto, diventata rapidamente il simbolo delle difficoltà vissute dalla sanità pubblica e, in particolare, dal settore dell’emergenza-urgenza. Sulla questione interviene oggi UGL Salute Messina, che sin dalle prime ore aveva invitato alla prudenza e aveva chiesto di non limitare l’analisi alla ricerca di un singolo responsabile, ma di approfondire anche le condizioni organizzative nelle quali gli operatori sanitari erano chiamati a lavorare.

La posizione di UGL Salute Messina: “avevamo chiesto prudenza e accertamento dei fatti”

Il sindacato ricorda come, già nel 2024, avesse evidenziato la necessità di distinguere le eventuali responsabilità individuali dalle problematiche più ampie legate all’organizzazione dei servizi sanitari. “Nel 2024, mentre si cercavano immediatamente responsabilità individuali, avevamo invitato tutti alla prudenza”, dichiara Antonino Sciotto, Segretario provinciale UTL-UGL Messina. “Avevamo chiesto che fossero accertati i fatti e garantita la sicurezza dei pazienti, ma avevamo anche detto chiaramente che non si poteva affrontare una vicenda del genere senza interrogarsi sulle condizioni nelle quali lavoravano gli operatori. Oggi possiamo dirlo con chiarezza: avevamo ragione a chiedere prudenza. Prima di individuare nel singolo lavoratore il responsabile di ciò che non funziona, bisogna verificare se a non aver funzionato sia stata anche l’organizzazione”, evidenzia. Secondo Sciotto, il tema centrale riguarda il rapporto tra professionisti sanitari e strutture nelle quali operano. “Prima di puntare il dito contro un professionista bisogna accertarsi che l’organizzazione gli abbia fornito strumenti e condizioni adeguate per svolgere il proprio lavoro”.

La fotografia della “stecca di cartone” e il problema delle cause profonde

L’immagine che nell’estate del 2024 fece il giro dei media nazionali è diventata, secondo il sindacato, il simbolo di una difficoltà che va oltre il singolo episodio. “Quella fotografia fece il giro dei giornali e diventò il simbolo di qualcosa che non avrebbe dovuto accadere. Ma una fotografia racconta l’effetto, non necessariamente la causa”, afferma Fabrizio Denaro, Segretario provinciale UGL Salute Messina. “Già allora scrivemmo che, nella fretta di individuare un responsabile e sull’onda mediatica del caso, rischiavamo di perdere di vista un problema organizzativo e di sistema. A distanza di due anni quella domanda resta: perché un medico di un Pronto Soccorso si è trovato nella condizione di dover utilizzare una soluzione di emergenza? È da questa domanda che bisognava partire”.

Sanità, personale e organizzazione: “le responsabilità non possono ricadere solo sui lavoratori”

UGL Salute Messina sottolinea che la tutela dei pazienti e quella degli operatori sanitari devono procedere insieme, senza contrapposizioni. “I lavoratori della sanità devono rispondere delle proprie responsabilità professionali, questo non è in discussione”, prosegue Denaro. “Ma con altrettanta chiarezza diciamo che le responsabilità dell’organizzazione non possono essere trasformate in responsabilità dei lavoratori. Se mancano materiali, personale o condizioni organizzative adeguate, il problema non si risolve trovando qualcuno da sanzionare. Si risolve intervenendo sulle cause”. Secondo il sindacato, il caso della “stecca di cartone” dovrebbe quindi spingere a una verifica più generale sulle dotazioni, sugli organici e sulla gestione dei servizi sanitari.

Il sindacato chiede un cambio di approccio: “guardare oltre quel pezzo di cartone”

Sul rapporto tra aziende sanitarie e personale interviene nuovamente Antonino Sciotto, che richiama la necessità di una valutazione complessiva delle responsabilità. “Un’Azienda sanitaria deve certamente verificare eventuali errori, ma deve avere la stessa determinazione nel verificare le proprie carenze organizzative. Non possiamo chiedere agli operatori di tenere in piedi servizi in difficoltà e poi lasciarli soli quando quelle difficoltà diventano un caso mediatico. Difendere un lavoratore non significa negare le responsabilità: significa pretendere che siano accertate tutte, anche quelle dell’organizzazione”.

Per UGL Salute Messina, la vicenda di Patti deve diventare un punto di partenza per affrontare questioni come la programmazione sanitaria, la disponibilità dei materiali, il rafforzamento degli organici e il miglioramento dell’organizzazione dei reparti. “Nel 2024 chiedevamo di guardare oltre quel pezzo di cartone. Oggi lo chiediamo ancora con maggiore forza”, conclude Denaro. “La sanità pubblica non si difende con la ricerca del colpevole del giorno, ma mettendo professionisti e strutture nelle condizioni di funzionare. Tutela dei lavoratori e sicurezza dei pazienti sono due facce della stessa medaglia: quando l’organizzazione non funziona, a pagarne il prezzo sono entrambi”, sottolinea.