Spari tra le case a Barcellona Pozzo di Gotto: cacciatore danneggia un’auto e tenta di nascondere il fucile

L'intervento tempestivo della Polizia di Stato ha evitato il peggio. Denunciato un uomo sorpreso a esplodere colpi a ridosso del centro abitato: sequestrate cautelarmente tutte le armi in suo possesso per prevenire ulteriori abusi

Una tranquilla mattinata di inizio settembre si è improvvisamente trasformata in un momento di forte apprensione per i residenti di una zona periferica di Barcellona Pozzo di Gotto. La tranquillità del quartiere è stata squarciata dal rumore inequivocabile di colpi d’arma da fuoco, esplosi a una distanza allarmantemente ravvicinata dalle abitazioni. A fare le spese di questa grave imprudenza, presumibilmente legata all’attività venatoria, è stato un cittadino del posto. L’uomo, allarmato dai fragori, è sceso in strada facendo un’amara scoperta: il lunotto posteriore della propria autovettura era andato in frantumi, danneggiato verosimilmente dalla ricaduta di un pallino da caccia. Senza esitare, il residente ha richiesto l’intervento della Polizia segnalando la grave situazione di pericolo.

L’intervento della Polizia e le ricerche sul campo

Pochi minuti dopo la segnalazione, una pattuglia della Squadra Volante del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza è giunta sul luogo dell’incidente. Gli operatori hanno immediatamente constatato la veridicità dei fatti, prendendo atto dei danni riportati dal veicolo parcheggiato. Dopo aver rassicurato il proprietario del mezzo, informandolo delle facoltà di legge riguardo alla possibilità di formalizzare una denuncia per i danni subiti, i poliziotti hanno deciso di non limitarsi al semplice sopralluogo. Riconoscendo il potenziale pericolo ancora in corso, gli agenti hanno indossato i giubbotti antiproiettile di protezione individuale e si sono inoltrati con determinazione nel terreno agricolo adiacente alle abitazioni, con il preciso obiettivo di rintracciare il responsabile degli spari.

Il tentativo di fuga e l’occultamento dell’arma

La perlustrazione della zona ha richiesto estrema cautela. Proprio mentre gli agenti si muovevano tra la vegetazione, un ulteriore sparo è rimbombato nell’aria a brevissima distanza, confermando la presenza ravvicinata del tiratore. Guidati dal rumore, i poliziotti sono riusciti a individuare nelle immediate vicinanze due soggetti. Uno dei due, alla vista delle divise, ha palesato un evidente stato di agitazione e ha tentato una mossa disperata per eludere i controlli. L’uomo ha infatti cercato di disfarsi fulmineamente del fucile semiautomatico calibro dodici che portava in spalla, cercando di occultarlo frettolosamente all’interno di alcune tubazioni di irrigazione presenti nel campo. Il tentativo, tuttavia, si è rivelato vano di fronte alla prontezza degli operatori, che hanno subito bloccato i due individui e recuperato l’arma.

Le conseguenze legali e il sequestro cautelativo delle armi

L’uomo che aveva tentato di nascondere il fucile è stato immediatamente condotto presso gli uffici del Commissariato per gli accertamenti di rito e per rispondere delle proprie azioni. Sulla base di quanto constatato direttamente dagli agenti sul posto, il soggetto è stato ritenuto responsabile di condotte penalmente rilevanti. Nello specifico, gli sono state contestate le violazioni relative al porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere e, soprattutto, l’accensione ed esplosioni pericolose, un reato che sanziona severamente chi spara in luoghi abitati o nelle loro adiacenze creando pericolo per la pubblica incolumità. La vicenda, tuttavia, non si è conclusa con la sola denuncia.

Approfondendo i controlli tramite le banche dati, gli agenti hanno accertato che l’uomo era proprietario di diversi altri fucili da caccia. A tutela della sicurezza pubblica e per prevenire in modo assoluto la reiterazione di simili abusi, la Polizia ha proceduto al ritiro cautelativo di tutte le armi in suo possesso, come previsto dalle normative in materia di pubblica sicurezza, informando l’interessato delle tempistiche e delle modalità legali per presentare un’eventuale opposizione al provvedimento presso le autorità prefettizie competenti.