Sicilia, Russo (Fdi) sul magistrato Livatino: “un magistrato che ha vissuto la toga come vocazione e servizio allo Stato”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Antimafia ricorda il giudice agrigentino ucciso dalla mafia: “il suo impegno nella ricerca della verità resta un esempio per tutti”

“Sono passati 36 anni dall’omicidio di Rosario Livatino: non era soltanto un magistrato, egli viveva la toga come una vocazione e una forma di massimo servizio verso le istituzioni. Il ricordo di Livatino è vivo in tutti noi. All’alto spirito di servizio unì una grande fede, come riconosciuto anche dalla Chiesa cattolica che lo ha proclamato beato”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione parlamentare Antimafia, Raoul Russo, nel giorno dell’anniversario dell’omicidio Livatino. “La violenza della criminalità organizzata ha privato l’Italia di un magistrato con un altissimo grado di preparazione ma non ha cancellato il ricordo di quel giovane servitore dello Stato a cui tutti dobbiamo guardare nello svolgimento quotidiano delle nostre mansioni – ancora Russo -. Fu indicato come ‘il giudice ragazzino’ per il volto giovane ma i colleghi lo ricordavano per una severità e una preparazione fuori dal comune”.

Il suo lavoro fu prezioso perché accese i fari sugli affari illeciti in una provincia difficile come era in quel tempo quella di Agrigento -. Impegno e costante dedizione nella ricerca della verità: questo era Rosario Livatino. Ricordare oggi Livatino – conclude il capogruppo FdI in Antimafia – significa rinnovare l’impegno contro la criminalità organizzata a tutte le latitudini e in tutti i settori”.