Un tesoretto da circa 640 milioni di euro per nuova spesa nel bilancio regionale 2026. È questa la cifra principale che emerge dalla manovra di variazione del bilancio predisposta dal governo guidato da Renato Schifani e ora all’esame delle commissioni parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. Il dato arriva dallo studio del Servizio Bilancio dell’Ars, che ha analizzato i 25 articoli del disegno di legge trasmesso da Palazzo d’Orléans, evidenziando la consistenza delle nuove disponibilità finanziarie e gli effetti della variazione sui conti della Regione. La manovra mette in campo risorse significative attraverso maggiori entrate e riduzioni di spesa, creando un margine che potrà essere utilizzato per interventi istituzionali, misure legislative e nuovi provvedimenti durante l’iter parlamentare.
Oltre 640 milioni di nuove risorse disponibili nel 2026
Nel dettaglio, il governo regionale ha previsto per il solo esercizio finanziario 2026 un incremento complessivo delle disponibilità pari a 639,56 milioni di euro. La somma deriva da due principali componenti. Da una parte ci sono 342,20 milioni di euro aggiuntivi sui capitoli di bilancio destinati a “soddisfare esigenze istituzionali e di funzionamento”. Dall’altra vengono stanziati 297,36 milioni di euro in più nel fondo speciale per eventuali interventi legislativi. Proprio quest’ultima voce rappresenta uno degli elementi più rilevanti della manovra, perché costituisce una riserva finanziaria che potrà essere utilizzata nel corso dell’esame parlamentare per sostenere nuovi interventi attraverso emendamenti o successivi provvedimenti. Gli uffici dell’Ars hanno però evidenziato che una parte consistente delle risorse non ha ancora una destinazione definitiva.“Trattandosi di un accantonamento preordinato alla copertura finanziaria di successive misure emendative nel corso dell’iter parlamentare o di futuri provvedimenti legislativi, ne consegue che l’effettivo contenuto dispositivo di una quota prevalente della manovra non risulta ancora definito nel testo iniziale del disegno di legge”, sottolineano gli uffici dell’Assemblea regionale.
La variazione complessiva supera 1,38 miliardi tra 2026 e 2028
Il quadro finanziario della manovra diventa ancora più ampio se si considerano anche gli effetti sulle annualità successive. La variazione complessiva prevista dalla Regione raggiunge infatti 1 miliardo e 380,09 milioni di euro, considerando l’incidenza delle diverse voci anche sui bilanci 2027 e 2028. All’interno di questa cifra rientrano anche 294,52 milioni di euro che il governo regionale ha cristallizzato come conguaglio di imposte dirette e indirette da restituire allo Stato, tra cui l’Iva. Si tratta di una componente tecnica che incide sull’equilibrio complessivo della manovra e riguarda i rapporti finanziari tra la Regione Siciliana e lo Stato.
Maggiori entrate per oltre 555 milioni: il ruolo dell’Irpef e della rottamazione delle tasse
Una parte consistente della copertura della manovra arriva dalle maggiori entrate registrate nel solo 2026, che ammontano complessivamente a 555,79 milioni di euro. Secondo quanto riportato dagli uffici del bilancio dell’Ars, questa componente deriva principalmente dalla regolazione dei rapporti finanziari con lo Stato e da nuove entrate proprie regionali. In particolare, la cifra comprende il conguaglio Irpef relativo all’anno d’imposta 2024, pari a 515,79 milioni di euro, oltre alla stima del maggior gettito derivante dalla definizione agevolata della tassa automobilistica e dalle altre entrate proprie della Regione, per un valore di 40 milioni di euro. Gli uffici dell’Ars spiegano che questa parte della manovra si fonda quindi su risorse aggiuntive effettivamente previste nel bilancio regionale e su una migliore capacità di recupero delle entrate.
Il nodo del piano di rientro dal disavanzo: risparmi per oltre 264 milioni
L’altro elemento che contribuisce alla costruzione del “tesoretto” riguarda le riduzioni di spesa. Secondo l’analisi del Servizio Bilancio dell’Ars, i risparmi sono riconducibili quasi esclusivamente al definanziamento delle quote annuali del piano di rientro dal disavanzo di amministrazione. Per il 2026 la riduzione prevista è pari a 264,34 milioni di euro, una cifra che si ripeterà anche nelle annualità 2027 e 2028. Questa operazione consente alla Regione di liberare risorse che possono essere destinate ad altre finalità, incidendo però sulla programmazione finanziaria pluriennale e sul percorso di riequilibrio dei conti pubblici regionali.
La manovra ora passa all’esame dell’Ars: il confronto politico sulle nuove risorse
Il disegno di legge di variazione del bilancio entra adesso nella fase parlamentare con l’esame nelle commissioni dell’Assemblea regionale siciliana. Il punto centrale del dibattito sarà la destinazione delle nuove disponibilità finanziarie, soprattutto per quanto riguarda il fondo speciale da 297,36 milioni di euro, che rappresenta il principale margine di intervento per eventuali modifiche e nuovi provvedimenti durante l’iter legislativo. La maggioranza dovrà quindi individuare le priorità di utilizzo delle risorse, mentre il confronto politico in aula si concentrerà sull’effettiva destinazione del tesoretto da 640 milioni e sugli interventi che potranno essere finanziati dalla Regione nel corso del 2026.


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