la prevenzione nutrizionale e inserire il biologo nutrizionista nelle dotazioni organiche del Servizio Sanitario Regionale. Il documento parte da un dato preoccupante: in Sicilia circa il 44% degli adulti è in sovrappeso o obeso, mentre il 33,9% dei bambini presenta eccesso ponderale. A ciò si aggiunge la malnutrizione per difetto, spesso sottodiagnosticata, che interessa fino al 30% dei pazienti ricoverati. Due facce dello stesso problema, che pesano sul sistema sanitario regionale per oltre 1,6 miliardi di euro l’anno.
La risoluzione impegna il governo regionale e l’assessore alla Salute a predisporre un Piano regionale per la prevenzione nutrizionale, con programmi di educazione alimentare, promozione della Dieta Mediterranea e screening nutrizionale all’ingresso nei presidi ospedalieri. Tra gli obiettivi, servizi di Nutrizione Clinica multidisciplinari e percorsi integrati tra ospedale e territorio, con attenzione all’età pediatrica, ai pazienti oncologici e agli anziani.
“La letteratura scientifica internazionale è chiara: la prevenzione nutrizionale è uno degli interventi sanitari con il miglior rapporto costo-beneficio“, dichiara Pellegrino. “Lo screening nutrizionale all’ingresso in ospedale costa appena 2-3 euro per paziente e può ridurre degenze, complicanze e mortalità. Di fronte a una spesa evitabile di oltre 1,6 miliardi l’anno, investire in prevenzione è una necessità.” “La malnutrizione, per eccesso o per difetto, è una delle principali voci di spesa evitabile per la nostra sanità”, aggiunge Vitrano. “Serve un cambio di passo: il biologo nutrizionista deve entrare stabilmente nelle équipe sanitarie, non essere una presenza episodica. Solo così potremo garantire una presa in carico precoce ed efficace dei pazienti a rischio.”


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