Scopelliti risponde a Vannacci: “Reggio Calabria la nuova Sassonia? Qui non si passa”. Conferma i contatti con FN, ma “la politica non è per improvvisati”

L’ex sindaco di Reggio Calabria e governatore della Calabria conferma a Libero di essere stato contattato dal movimento di Vannacci prima della scelta di Domenico Giannetta. E ribadisce il suo sostegno a Fabio Roscioli

Giuseppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio Calabria ed ex governatore della Calabria, torna a parlare della sfida politica in vista delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre e lo fa in un’intervista a Pietro Senaldi di Libero. Un’intervista che assume un rilievo particolare anche alla luce di quanto già ricostruito da StrettoWeb nei giorni scorsi: Futuro Nazionale aveva contattato Scopelliti per valutare una sua candidatura alle suppletive di Reggio Calabria, prima di orientarsi successivamente su Domenico Giannetta.

Scopelliti conferma dunque un passaggio che era già emerso sulla stampa locale e chiarisce anche le ragioni del suo rifiuto. L’ex sindaco di Reggio spiega infatti di non riconoscersi nella linea politica rappresentata da Futuro Nazionale e da Roberto Vannacci, indicando invece in Giorgia Meloni e nella destra di governo il proprio riferimento politico. Una posizione che assume un significato preciso anche rispetto alla definizione di Reggio Calabria come possibile “Sassonia” di Futuro Nazionale, espressione utilizzata dallo stesso Vannacci.

Nell’intervista, Scopelliti lascia intendere di non condividere l’idea che il movimento di Vannacci possa trasformare Reggio Calabria nella propria roccaforte politica. Al contrario, rivendica l’esistenza di una destra reggina che, a suo giudizio, è maggiormente vicina a Fratelli d’Italia e al modello politico di Giorgia Meloni. Una lettura che si contrappone quindi direttamente a quella proposta da Vannacci, che proprio ieri, in un’intervista al Fatto Quotidiano, aveva indicato Reggio Calabria come la “Sassonia” di Futuro Nazionale.

Scopelliti conferma inoltre il proprio sostegno a Fabio Roscioli, candidato del centrodestra alle suppletive. Non si tratta soltanto di una dichiarazione rilasciata nell’intervista: l’ex governatore calabrese ha infatti già manifestato concretamente il proprio posizionamento politico con la presenza alla conferenza di domenica mattina a Reggio Calabria, appuntamento nel quale è stato presentato ufficialmente il candidato del centrodestra.

Scopelliti: “Sto con il premier”

Il messaggio politico dell’ex sindaco di Reggio è quindi netto. Nel suo ragionamento, la priorità resta il sostegno al governo Meloni e a una destra che considera capace di governare. È in questo quadro che va letto anche il suo riferimento alle prossime scadenze politiche nazionali, dal 2027 al 2029, e alla necessità per il centrodestra di mantenere una prospettiva di governo. Scopelliti riconosce a Vannacci la capacità di intercettare un sentimento presente nell’elettorato, ma lo considera residuale rispetto alla responsabilità richiesta a chi governa.

La distanza tra le due impostazioni emerge soprattutto sul futuro politico di Reggio Calabria. Da una parte Vannacci punta a fare della città una delle principali roccaforti di Futuro Nazionale; dall’altra Scopelliti sostiene che la tradizione politica della città sia riconducibile a una destra diversa, più vicina a Fratelli d’Italia e alla cultura politica incarnata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La questione assume ulteriore rilevanza alla vigilia delle suppletive, perché mette a confronto due prospettive differenti sul rapporto tra il nuovo movimento di Vannacci e il centrodestra tradizionale. Scopelliti, pur non escludendo possibili convergenze su specifici temi, esclude invece la necessità di un accordo politico a Reggio Calabria e conferma la propria collocazione nel centrodestra di governo.

L’intervista di Giuseppe Scopelliti a Pietro Senaldi

Di seguito l’intervista, con le domande di Pietro Senaldi e le risposte di Giuseppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio Calabria ed ex governatore della Calabria.

“Reggio Calabria non è la Sassonia. Il generale non passerà”.

Eppure è una città storicamente di destra e Roberto Vannacci ha appena detto che sarà la Sassonia di Futuro Nazionale…

“Ma è una destra più vicina a Fratelli d’Italia e al mio mondo. Una destra autentica, che ha fatto conoscere a questa città cos’è il buon governo. I reggini sanno scindere il populismo dalla capacità di amministrare”.

Futuro Nazionale però candida un reggino doc, Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia in Regione, mentre il centrodestra schiera Fabio Roscioli, un avvocato romano tesoriere della famiglia Berlusconi…

“Io voto e farò votare Roscioli e non vivo la sua candidatura come un’imposizione dall’alto. La scelta del suo sostituto in Parlamento spettava al nuovo sindaco, Ciccio Cannizzaro, che lascia libero il seggio. Penso sia stato intelligente da parte sua prendere tempo in vista delle Politiche dell’anno prossimo, per far crescere la classe dirigente locale”.

Giannetta?

“Bravo medico. Come altri, è andato in Futuro Nazionale perché non trovava spazio nel centrodestra, come un po’ tutti gli acquisti del generale. C’è chi dice no. Giuseppe Scopelliti, già segretario nazionale della Gioventù, ha governato Reggio Calabria per otto anni. Prima di andare a fare il presidente della Regione. La sua carriera, che allora era ormai proiettata sul processo nazionale, è stata interrotta da un’improvvisa caduta politica che ha anche lui ha definito una carica inaspettata”.

Futuro Nazionale lo ha contattato per una candidatura?

“Sì. Sono stato colpito in coda da una parte dello Stato che costantemente avrebbe dovuto tutelarmi e invece si è prestata a dare corso a un disegno mirato alla mia morte politica”, con la chiusura di quel processo.

Autocandidatura per un rientro in grande stile?

“Io sono disposto a supportare il governo Meloni, indipendentemente dal mio ruolo personale”.

Ma non era più semplice dire sì al generale?

“La politica non è affare da improvvisati. Troppi fenomeni politici emergenti si accontentano di rappresentare istanze personali e ci speculano sopra. Io sono vecchio stampo e so di rappresentare una comunità che sostiene il centrodestra”.

Presidente, lei ha detto no a Vannacci, ma il generale bussa e ha sfidato il centrodestra a lavorare a un programma comune. Suggerisce di aprirgli la porta?

“Comprendo le preoccupazioni di Giorgia rispetto a una forza politica ancora priva di una classe dirigente strutturata e matura. Penso però che sarebbe la pena verificare senza pregiudizi se esistono condizioni per un percorso comune”.

Certe posizioni di Futuro Nazionale però sono irricevibili per la maggioranza…

“Al di là delle posizioni più radicali, non condivisibili, si potrebbero individuare temi su cui costruire convergenze”.

Vannacci dice: senza di me il centrodestra perde. Prendere o lasciare?

“In politica le alleanze non possono nascere solo dalle convenienze elettorali, come dimostrano le difficoltà del campo largo, che è alla paralisi. Il centrodestra dovrebbe aprirsi all’area che più gli è vicina per un confronto su valori e programmi”.

Perché non anche a Reggio Calabria?

“Non ce n’è bisogno”.

A livello nazionale invece…

“Ci sono tutte le condizioni per una, peraltro strameritata, riconferma di Giorgia anche nel 2027. Occhio però: il 2027 è un passaggio importante, ma il vero appuntamento politico sarà nel 2029, con l’elezione del sostituto di Sergio Mattarella al Quirinale”.

Boia chi molla quindi, come disse Ciccio Franco nel 1970 guidando i moti di Reggio Calabria?

“Non sono più quei tempi. Però certo io non mollo mai”.

Si dice che il generale peschi tra i delusi da FdI…

“Governare significa saper affrontare dossier diversi. Giorgia ha saputo farlo con capacità e responsabilità. Spesso bisogna prendere decisioni non facili, coraggiose. Lei, da vera leader non si è tirata indietro e ha recuperato il primato della politica”.

Perché non tutti gli elettori di destra sembrano capirlo?

“Vannacci esprime un sentimento legittimo, seppur residuale. Ma quando governi non puoi fare demagogia e fissarti su singoli aspetti. I problemi vanno affrontati nella loro complessità”.