Un nuovo affondo sulla sanità calabrese arriva dal sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, che interviene con una lunga nota critica nei confronti della gestione commissariale regionale e della riorganizzazione della rete ospedaliera, soffermandosi in particolare sulla recente Delibera 1289 dell’Asp di Cosenza relativa all’Anatomia Patologica. Stasi contesta il modello organizzativo adottato e denuncia quello che definisce un progressivo indebolimento dei servizi pubblici territoriali, collegando la questione alla situazione vissuta dai cittadini e alle difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie.
Il sindaco di Corigliano-Rossano ricostruisce le proprie critiche alla gestione sanitaria regionale, richiamando alcune decisioni assunte negli ultimi anni e sostenendo che abbiano avuto effetti negativi sui presidi territoriali. “In questi anni abbiamo sottolineato più volte come l’operato del Governatore-Commissario sia totalmente finalizzato alla demolizione della sanità pubblica e alla trasformazione definitiva del diritto alla salute dei calabresi in un centro di potere politico-economico. Solo per restare agli ultimi anni, vale la pena ricordare la cancellazione del servizio salvavita di Emodinamica per i cittadini dei territori di Vibo Valentia, Lamezia Terme, Paola e Corigliano-Rossano, ovviamente dopo aver usato, durante la campagna elettorale del 2025, atti che dicevano l’esatto contrario; l’accentramento e, quindi, la soppressione di unità operative importanti negli Spoke; il finanziamento milionario a favore di privati per servizi come l’Assistenza Domiciliare; la totale mancanza di trasparenza nelle procedure di reclutamento e così via”.
Anatomia Patologica, il sindaco contesta la nuova organizzazione
Al centro dell’intervento di Stasi c’è la delibera dell’Asp di Cosenza che riguarda la costituzione dell’Area Funzionale di Anatomia Patologica, con il ruolo di riferimento assegnato all’Azienda Ospedaliera dell’Annunziata di Cosenza e il coinvolgimento dei presidi Spoke di Corigliano-Rossano e Castrovillari. Secondo il sindaco, il provvedimento comporterebbe un ridimensionamento delle strutture territoriali, con un processo di accentramento dei servizi. “Proprio in queste ore, con la Delibera 1289 del Commissario De Salazar – uno degli ultimi atti da Commissario dell’ASP – vengono di fatto soppresse tutte le unità di Anatomia Patologica degli Spoke e trasformate nello sgabuzzino dell’Anatomia Patologica dell’Ospedale di Cosenza, che lo stesso De Salazar aveva già devastato negli anni scorsi. Il tutto secondo il motto: “accentrare, sopprimere, privatizzare”.
Nel suo intervento Stasi torna anche sul tema del rapporto tra sanità pubblica e strutture private, sostenendo che il trasferimento di prestazioni verso il privato riguarderebbe non soltanto interventi urgenti ma anche ricoveri ordinari. “Non da ultimo, ho denunciato la tendenza a trasferire su strutture private non più soltanto pazienti che hanno bisogno di prestazioni urgenti, ma persino banali ricoveri nei reparti “freddi”, come Medicina e reparti analoghi. Una vergogna per la quale l’attuale gestione commissariale-presidenziale resterà nella storia. Tutto questo avviene nel più totale e imbarazzante silenzio di tutti i circoli locali di centrodestra – chissà se almeno all’interno dei partiti gli fanno dire una parola – e con alcune geniali difese da parte di poltronieri regionali che meritano, invece, un sincero riconoscimento.
Tra queste spicca la “teoria della percezione”, secondo la quale la nostra sanità sarebbe ottima ma – per colpa di denunciatori seriali come me – sarebbe “percepita” male. In pratica, secondo tale illuminata teoria del centrodestra, i calabresi non sarebbero altro che degli idioti incapaci di dare un proprio giudizio sulla qualità del servizio sanitario ricevuto – nei rari casi in cui lo ricevono – perché imbambolati da qualche articolo di stampa e da qualche post del Sindaco di Corigliano-Rossano.
La denuncia sulle condizioni igienico-sanitarie dell’ospedale
Nella parte finale della nota, Stasi riferisce di segnalazioni ricevute da alcuni cittadini riguardo a una presunta presenza di zecche in alcuni reparti dell’ospedale di Corigliano-Rossano. Il sindaco precisa che un’emergenza temporanea può verificarsi in qualsiasi struttura, ma sottolinea la necessità di verificare quanto segnalato e garantire adeguati standard igienico-sanitari. “Si tratta, a ben vedere, di un insulto a migliaia di persone, costrette ogni anno a fare migliaia di chilometri e a spendere fior di quattrini – che non hanno – solo per ricevere servizi sanitari minimi, da Paese civile, per i quali già pagano le tasse.
Tale mirabolante teoria mi è tornata in mente proprio in queste ore, dopo essere stato contattato da alcuni cittadini con gravi e delicate condizioni sanitarie, i quali, scioccati, mi hanno segnalato che uno o più reparti del nostro ospedale sarebbero invasi, da più giorni, dalle zecche. Sia chiaro: un’emergenza temporanea, brevissima e improvvisa può accadere dappertutto, ma davvero faccio fatica a credere che la struttura più importante e delicata sotto il profilo igienico-sanitario possa essere invasa dalle zecche per giorni. Pertanto, a questi zelanti cittadini ho risposto come mi è stato insegnato dal centrodestra: probabilmente quelle che hanno visto per giorni – anche addosso ai propri parenti – non erano zecche, ma una “percezione delle zecche”.
“Percezione delle zecche”: Stasi chiede un cambio totale dell’organizzazione sanitaria
Il sindaco conclude la propria nota ribadendo la necessità, a suo giudizio, di una revisione complessiva del sistema sanitario regionale, collegando le criticità denunciate alla gestione politica e amministrativa della sanità. “Se questo fosse vero, non si tratterebbe di uno scandalo. Si tratterebbe semplicemente delle conseguenze dell’abbandono politico delle strutture sanitarie, della precisa scelta di smantellare la sanità pubblica sui territori, trasformando ogni calabrese in un limone da spremere nel momento del bisogno. Una strategia frutto di continui e sistematici atti politico-amministrativi emanati dal Commissario alla Sanità, dalla Giunta Regionale e dai vertici sanitari da loro nominati. Quella della “percezione delle zecche” non è una banale denuncia – i cittadini saprebbero farla meglio di me – ma “solo” la drammatica conferma dell’esigenza urgente di ribaltare totalmente l’organizzazione sanitaria calabrese. E, per farlo, di certo serve una classe politica regionale profondamente diversa da quella attuale”.


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