San Lucido: dall’abisso del litorale affiora “Il bacio del mare”, opera di Enzo Spina

L’opera segna un nuovo percorso artistico della Costa Tirrenica

Nel cuore di San Lucido, lungo la panoramica Via Roma — dove la roccia si affaccia sullo spettacolo del mare — si è tenuta una suggestiva cerimonia di cultura e memoria: l’inaugurazione de “Il Bacio del Mare”, opera del maestro Enzo Spina. La scultura, svelata davanti a un pubblico numeroso e attento, si innalza come una stele di oltre due metri per un peso di tre quintali. Realizzata con una fusione di cemento e polvere di marmo, l’opera raffigura due figure che si cercano e si fondono. Ma sembra rappresentare pure l’unione tra l’uomo e il mare, trasformandosi in un messaggio universale di convivenza e intesa.

Madrina dell’evento è stata la curatrice cutrese Rosanna Vetturini, per conto di Art Global associazione culturale di Roma, diretta e fondata dalla cosentina Angiolina Marchese. Nel suo intervento la Vetturini ha sottolineato il profondo valore artistico dell’opera, destinata a diventare un punto di riferimento e un simbolo d’identità per il borgo negli anni a venire.

Il pieno sostegno delle istituzioni locali

L’iniziativa ha ricevuto il pieno sostegno dell’Amministrazione Comunale di San Lucido, guidata dal Sindaco Dott. Cosimo De Tommaso. A testimoniare il valore territoriale dell’evento era presente anche il Vice Sindaco di Pizzo, Dott. Sergio Vincenzo Pagnotta, a simboleggiare un legame culturale e di amicizia tra le due località della costa tirrenica. Alla cerimonia, benedetta da Don Luciano Fiorentino, hanno partecipato autorità civili e militari, associazioni locali e rappresentanti del Comune di Cosenza.

Con lo svelamento di questa opera, San Lucido ha eretto un faro spirituale sul Tirreno. In questo abbraccio di pietra e mare, la Calabria riafferma la sua vera essenza non come semplice custode di vestigia passate, ma come vulcano inestinguibile di pensiero, forma e visione artistica. “Il Bacio del Mare” trasforma la materia in mito e la memoria in profezia. È un po’ come il grido orgoglioso di una terra capace di sfidare il tempo, di plasmare l’ignoto per mostrare al mondo, attraverso la propria immortale forza e sublime, la sua vera identità.

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