“Salute d’aMARE” a Villa San Giovanni: un fiume d’umanità per una nuova cultura della cura e della prevenzione

Piazza delle Repubbliche marinare gremita per l’incontro promosso dall’assessore Maria Grazia Melito: prevenzione, cura e ascolto al centro del dibattito

Una piazza gremita e una forte partecipazione emotiva hanno accompagnato “Salute d’aMARE”, l’incontro pubblico organizzato dall’assessore alla Salute del Comune di Villa San Giovanni Maria Grazia Melito, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e del sindaco della Città dello Stretto Giusy Caminiti. Piazza delle Repubbliche marinare ha ospitato un confronto dedicato a una delle sfide più importanti del presente e del futuro: la sanità e la cura della persona. Un vero e proprio “fiume d’umanità” si è riversato tra i presenti, in un appuntamento che ha voluto avvicinare istituzioni, professionisti sanitari e cittadini, lanciando un messaggio chiaro: costruire una nuova cultura della salute attraverso la prevenzione, l’ascolto e una presa in carico completa dell’individuo.

L’incontro, moderato dallo scrittore Giovanni Suraci, ha visto la partecipazione del sindaco Giusy Caminiti, del direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria Maddalena Berardi, dell’oncologo Rocco Giannicola, della psiconcologa Francesca Lucia Ceravolo, della farmacista cosmetologa e presidente dell’associazione “Ricomincio Da Me” Myriam Mazza e dell’assessore comunale alla Salute Maria Grazia Melito. Un parterre istituzionale e scientifico di alto livello che ha posto al centro del dibattito la necessità di ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini, creando le condizioni per una maggiore consapevolezza sui temi della prevenzione e della cura.

Prevenzione e stili di vita: “Scegliere la salute prima della cura”

Uno dei temi principali emersi durante l’incontro è stato il valore della prevenzione, considerata lo strumento più efficace per contrastare l’insorgenza delle malattie o intercettarle nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono maggiori. Investire in screening periodici e in corretti stili di vita significa non soltanto salvare vite, ma anche preservare la qualità del tempo delle persone, riducendo il peso psicologico sulle famiglie e la pressione economica sul sistema sanitario.

Il confronto ha evidenziato come parlare di salute non significhi soltanto affrontare l’assenza di malattia, ma imparare quotidianamente a prendersi cura di sé e degli altri. Nel corso dell’incontro sono stati analizzati anche i dati epidemiologici nazionali, dai quali emerge come i tumori rappresentino oggi circa il 26% della mortalità in Italia, con un’incidenza purtroppo in crescita. Al centro della riflessione, però, è emersa la necessità di non ridurre il paziente a una statistica o a una diagnosi. Dietro ogni persona malata ci sono una storia, una famiglia, affetti e progetti di vita che devono essere considerati nella loro complessità dalle istituzioni sanitarie e politiche.

Il significato di “Salute d’aMARE”: malattia, prevenzione, cura e comunità

Da questa visione nasce il significato più profondo del progetto “Salute d’aMARE”, inteso come un percorso capace di unire malattia, prevenzione, cura, mente, corpo e comunità. Durante il dibattito si è passati dal tema della paura legata alla malattia all’importanza dell’ascolto psicologico, dal rapporto con il proprio corpo che cambia fino al ruolo fondamentale dei caregiver e dei nuclei familiari nel percorso di cura. L’obiettivo emerso è quello di una sanità sempre più vicina alla persona, capace di accompagnarla non soltanto dal punto di vista clinico, ma anche umano ed emotivo.

L’incontro ha affrontato anche gli aspetti più concreti legati al lavoro quotidiano del personale sanitario, evidenziando la necessità di sostenere maggiormente il ruolo dei medici di medicina generale e degli specialisti. Due le direttrici indicate durante il confronto: da una parte la necessità di alleggerire i professionisti dai carichi burocratici che sottraggono tempo alla relazione con i pazienti, dall’altra l’esigenza di garantire ambienti e presidi adeguati per lo svolgimento delle attività cliniche e degli screening sul territorio.

La persona al centro della sanità del futuro

Il messaggio conclusivo dell’iniziativa è stato quello di una sanità che deve mettere al centro l’essere umano nella sua totalità. La comunità di Villa San Giovanni, grazie alla sensibilità degli amministratori e alla partecipazione dei cittadini, ha ribadito l’importanza di una cura che non si limiti alla dimensione clinica. La vera assistenza, infatti, significa accompagnare la persona durante il percorso terapeutico, riconoscendo che ogni individuo non coincide mai soltanto con la propria diagnosi, ma porta con sé emozioni, relazioni, sogni e una propria identità. È questo, secondo quanto emerso da “Salute d’aMARE”, il mandato più alto della sanità del futuro: prendersi cura della persona nella sua interezza.