Si è concluso il percorso estivo di “ReggioFest2026: cultura diffusa”, il progetto dell’Accademia Senocrito, finanziato dal Comune di Reggio Calabria a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. L’iniziativa ha trasformato luoghi quotidiani e piazze cittadine in spazi dedicati alla cultura e alla partecipazione, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alle arti performative e creare un dialogo tra tradizione e linguaggi contemporanei. Tra gli appuntamenti più significativi, il 31 agosto, in Piazza Leopoldo Trieste, si è svolto “Il Racconto di Carmen”, inserito nel Calabria in Opera Festival. La celebre opera di Georges Bizet è stata proposta attraverso una formula che ha unito narrazione, canto lirico e pianoforte, rendendo la vicenda più accessibile e coinvolgente. Protagonisti Andreina Drago nel ruolo di Carmen, Fabio Maria Napoletani in quello di Don José e Giuseppe Zema nei panni di Escamillo, con Andrea Francesco Calabrese al pianoforte e il coordinamento artistico di Franco Marzocchi.
Il corpo, il movimento e le relazioni tra i performer hanno restituito le sfumature emotive del personaggio
Il 6 settembre, sempre in Piazza Leopoldo Trieste, è stata la volta di “Liù, Amore VS Potere”, spettacolo della Naos Dance Company, con direzione e coreografia di Francesca Spataro. Liberamente ispirato alla figura di Liù della Turandot di Giacomo Puccini, lo spettacolo ha reinterpretato attraverso la danza contemporanea i temi dell’amore, del sacrificio e del rapporto con il potere. Il corpo, il movimento e le relazioni tra i performer hanno restituito le sfumature emotive del personaggio, creando un ponte tra il patrimonio operistico e la ricerca coreografica contemporanea. A completare il programma, l’11 settembre, presso la Lega Navale sul Lungomare di Pellaro, si sono svolti i laboratori di percussioni Pop/Etnico e coreografico, dedicati alla partecipazione diretta e alla formazione. I partecipanti hanno potuto sperimentare ritmo, movimento, coordinazione e lavoro di gruppo, entrando in contatto con la pratica musicale e coreografica.
Gli appuntamenti hanno restituito pienamente lo spirito di “Cultura diffusa”, attraverso un programma capace di unire spettacolo e formazione e di portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali, coinvolgendo direttamente il territorio e la cittadinanza. Un percorso che ha messo in relazione memoria e contemporaneità, patrimonio e sperimentazione, offrendo occasioni di incontro con la musica, il teatro e la danza e contribuendo a rafforzare il rapporto tra cultura e comunità.





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