Reggio Calabria ricorda Silvio Favale: donati tre defibrillatori per salvare vite e mantenere viva la sua missione

L’iniziativa nata dagli amici e colleghi Maurizio Cozzupoli, Saverio Musolino e Vincenzo Cortese ha portato alla raccolta fondi anonima per acquistare tre dispositivi salvavita destinati alla comunità reggina, alla Croce Rossa e alla Città Metropolitana

Il ricordo di Silvio Favale si trasforma in un gesto concreto al servizio della comunità. Da un’iniziativa nata spontaneamente dagli amici e colleghi Maurizio Cozzupoli, Saverio Musolino e Vincenzo Cortese è partita una raccolta fondi volontaria e anonima che ha permesso di acquistare non uno, ma tre defibrillatori, grazie anche alla sensibilità di aziende che hanno deciso di sostenere la causa. Un gesto che vuole andare oltre la semplice commemorazione e che rappresenta la prosecuzione ideale della missione di Silvio: proteggere, soccorrere e salvare vite. I dispositivi saranno infatti messi a disposizione di realtà importanti del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la cardioprotezione della città di Reggio Calabria.

Silvio Favale era un infermiere, un collega e un amico molto stimato, ricordato da chi lo ha conosciuto per la sua professionalità, la sua disponibilità e la grande attenzione verso gli altri. Nel corso della sua carriera ha prestato servizio in reparti particolarmente delicati come Rianimazione, Emodialisi e Cardio Anestesia, mettendo sempre al centro il benessere dei pazienti.

Tre defibrillatori donati alla comunità reggina in memoria di Silvio

La raccolta fondi ha consentito di acquistare tre strumenti salvavita che avranno una destinazione precisa. Un defibrillatore è stato donato alla Piccola Opera Papa Giovanni XXIII, un secondo alla Croce Rossa Italiana di Reggio Calabria, mentre un terzo sarà consegnato il 25 settembre 2026 alla Città Metropolitana, con l’installazione prevista nel cuore della città, in Piazza de Nava. Una scelta simbolica ma allo stesso tempo estremamente concreta: portare strumenti capaci di fare la differenza nei momenti di emergenza proprio nei luoghi frequentati quotidianamente dai cittadini.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di trasformare il dolore per una perdita in un’opportunità per gli altri, mantenendo vivo lo spirito di servizio che ha caratterizzato la vita professionale e umana di Silvio Favale. “Queste donazioni e iniziative non sono simboliche: vogliono rappresentare la continuazione viva del lavoro di Silvio, cioè quello di proteggere, soccorrere e salvare vite”, si legge nella lettera firmata dai suoi amici.

Silvio Favale, un infermiere che aveva fatto della cura degli altri una missione

Chi ha lavorato accanto a Silvio lo ricorda come una persona capace di unire competenza e umanità. La sua professione non era soltanto un lavoro, ma una vera e propria missione quotidiana, vissuta con passione e dedizione. “Per lui essere infermiere non era solo svolgere una professione, ma rappresentava una vera e propria missione”, viene sottolineato nel ricordo scritto dai colleghi, evidenziando come il suo modo di operare abbia lasciato un segno profondo nei pazienti e nelle famiglie che ha incontrato. Il valore della sua figura emerge anche nelle parole dedicate alla sua capacità di essere un punto di riferimento nei momenti più difficili: “Silvio non era solo un infermiere. Era sempre presente, un rifugio sicuro nelle ore di paura, una mano pronta per chi soffriva e una mano tesa per chi ne avesse bisogno”.

Non solo defibrillatori: formazione e prevenzione per salvare vite

Il progetto nato in memoria di Silvio Favale non si è fermato alla donazione dei dispositivi. Accanto ai defibrillatori, infatti, sono state promosse altre iniziative dedicate alla prevenzione e alla formazione. Grazie alla collaborazione di un collega e amico, Giuseppe Casile, insieme al suo team e all’associazione Help, è stato donato un corso di formazione BLSD destinato a venti persone. L’attività si è svolta nello stesso giorno della consegna del primo defibrillatore alla Piccola Opera Papa Giovanni XXIII. È stato inoltre organizzato un corso di sopravvivenza in mare presso il Lido Calypso di Bocale, un ulteriore tassello di un percorso orientato alla sicurezza e alla diffusione della cultura del soccorso.

Il nome di Silvio Favale continuerà a vivere attraverso la solidarietà

L’eredità di Silvio Favale continuerà quindi a vivere attraverso strumenti concreti che potranno aiutare altre persone. Ogni defibrillatore installato e ogni cittadino formato alle manovre salvavita rappresentano un prolungamento del suo impegno quotidiano. “Anche se Silvio non può più aiutarci con la sua opera, questi strumenti e la formazione delle persone manterranno vivo il suo impegno nelle strade della nostra città, offrendo aiuto a chi ne ha bisogno, come avrebbe fatto lui”, scrivono gli amici nel messaggio dedicato alla sua memoria.

Un esempio di come il ricordo di una persona speciale possa trasformarsi in un patrimonio per tutta la collettività. A Reggio Calabria il nome di Silvio Favale resterà legato non soltanto al professionista stimato da colleghi e pazienti, ma anche a un gesto di generosità capace di continuare a proteggere e salvare vite.