Reggio Calabria, paura nel carcere di Arghillà: detenuto esce dalla cella per una telefonata e aggredisce due agenti, feriti e con 10 giorni di prognosi

Un detenuto avrebbe aggredito un poliziotto dopo essere uscito dalla cella per una telefonata, colpendo anche il collega intervenuto in soccorso. L’OSAPP denuncia il clima di tensione: “siamo stanchi di assistere a questo quotidiano bollettino di guerra”

“Ancora un grave e inaccettabile episodio di violenza tra le mura
della Casa Circondariale di Reggio Calabria Arghillà. Nella giornata di ieri, intorno alle ore 18:00, due agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti a seguito della brutale e immotivataaggressione da parte di un detenuto. La dinamica dei fatti fotografa chiaramente il clima di costante pericolo e tensione in cui opera il personale. Il detenuto, con il pretesto di effettuare una telefonata, non appena ha varcato la soglia della cella si è scagliato con inaudita violenza contro il poliziotto di servizio, minacciandolo espressamente di morte. Provvidenziale e tempestivo è stato l’intervento di un secondo collega, accorso per sottrarre il poliziotto dalla furia dell’aggressore: durante le concitate fasi di contenimento, l’agente intervenuto è stato colpito con violenti pugni al torace e ha riportato un forte trauma alla spalla”. Lo afferma in una nota il Delegato Regionale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria),Luigi Barbera.

“Pesante il bilancio delle conseguenze fisiche: i due colleghi hanno dovuto ricorrere alle cure sanitarie, riportando rispettivamente 10 e 7 giorni di prognosi. Solo la prontezza e il coraggio dei poliziotti hanno evitato un epilogo ben più drammatico”. Ferma e durissima la presa di posizione dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), per voce del Delegato Regionale Luigi Barbera: “Siamo stanchi di assistere a questo quotidiano bollettino di guerra. La prima linea della Polizia Penitenziaria è ormai lasciata sola ad arginare criticità ingestibili, tra carenze croniche di organico, assenza di tutele adeguate e una violenza diffusa che resta troppo spesso impunita. Non si può rischiare l’incolumità fisica per consentire l’uscita per una semplice telefonata. Esprimiamo piena e incondizionata solidarietà e vicinanza ai due colleghi feriti ad Arghillà, augurando loro una pronta guarigione. Tuttavia, la vicinanza da sola non basta più: chiediamo con forza all’Amministrazione e ai vertici istituzionali interventi concreti, immediati e risolutivi per ripristinare condizioni minime di sicurezza prima che sia troppo tardi”.