La Corte d’Appello di Reggio Calabria, Prima Sezione Penale, ha assolto A.C., riformando la sentenza con la quale il Tribunale di Reggio Calabria lo aveva condannato alla pena di sei mesi di arresto, oltre al pagamento delle spese processuali, per l’omesso versamento della cauzione di 3.000 euro, imposta nell’ambito di una misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza. Dopo la pronuncia di primo grado, l’Avv. Simona Figliucci del Foro di Palmi, ha proseguito l’azione difensiva proponendo appello e censurando, quale profilo centrale, la ritenuta sussistenza dell’elemento soggettivo della fattispecie contestata.
La difesa ha posto all’attenzione della Corte la concreta condizione economica dell’imputato, sostenendo che il mancato versamento non fosse riconducibile a una condotta penalmente rimproverabile, ma a una effettiva impossibilità di adempiere, documentata dagli atti e sostenuta dai principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità. La Corte ha accolto la prospettazione difensiva, riconoscendo la condizione di assoluta precarietà economica di A.C. e ritenendo escluso il coefficiente psicologico richiesto dalla fattispecie, anche sotto il profilo della colpa. Da qui la riforma della sentenza di primo grado e l’assoluzione pronunciata il 24 settembre 2026 con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?