Reggio Calabria, l’appello da Gallico Superiore: “ripristinare il collegamento sul torrente Scaccioti è una priorità”

La richiesta alla Città Metropolitana di Reggio Calabria: “una promessa mantenuta e non solo un’occasione per intercettare consensi elettorali”

Da anni convivono con un problema di collegamento che condiziona la vita quotidiana del quartiere. I residenti di Gallico Superiore, nell’area denominata “Pietra della Zita”, tornano a chiedere un intervento definitivo per superare l’isolamento determinato dalla chiusura dell’attraversamento del torrente Scaccioti, nel punto in cui segna il confine con la frazione di Archi. Con una lettera indirizzata al Sindaco della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, gli abitanti del quartiere hanno voluto riaccendere l’attenzione su una situazione che, secondo quanto denunciato, da molti anni penalizza residenti, anziani, attività commerciali e collegamenti con il resto della città. La richiesta principale è chiara: la realizzazione di un cavalcavia sul torrente Scaccioti, un’opera più volte annunciata nel tempo ma mai concretamente realizzata, che secondo i cittadini rappresenterebbe la soluzione più semplice e immediata per restituire piena accessibilità alla zona.

Gallico Superiore, il problema dell’isolamento dopo la chiusura dell’attraversamento sul torrente Scaccioti

Nella lettera inviata alle istituzioni, i residenti spiegano come la chiusura dell’attraversamento abbia progressivamente trasformato il quartiere di Pietra della Zita in una realtà marginalizzata rispetto al resto del territorio. “In qualità di residenti dell’area di Gallico Superiore denominata “Pietra della Zita”, desideriamo ancora una volta rimarcare come, in conseguenza della chiusura – disposta ormai molti anni fa – dell’attraversamento del Torrente Scaccioti nel punto in cui segna il confine con la frazione di Archi, le difficoltà connesse al raggiungimento del loro quartiere lo hanno posto in una condizione di sostanziale marginalità, compromettendo anche la micro-economia connessa alle piccole attività commerciali in esso presenti”, scrivono gli abitanti in una lettera.

Trasporto pubblico assente e difficoltà per anziani e cittadini senza auto

Uno degli aspetti maggiormente evidenziati riguarda la difficoltà di accesso ai servizi di trasporto pubblico. La distanza dalla fermata più vicina rappresenta infatti un ostacolo soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. “Ad oggi, la più vicina fermata dei servizi di trasporto pubblico dista oltre un chilometro e crea serie difficoltà agli anziani e a tutti coloro che non dispongono di un mezzo proprio”. Una condizione che, secondo i residenti, limita fortemente l’autonomia di molti cittadini, costringendo chi non possiede un’automobile a percorrere lunghi tratti a piedi o a dipendere dall’aiuto di altre persone per gli spostamenti quotidiani.

Via Cappelleri e percorsi alternativi: “contorti, illogici e disagevoli”

Attualmente, spiegano i residenti, il quartiere può essere raggiunto praticamente solo attraverso mezzi privati e percorsi alternativi che vengono definiti difficoltosi e poco funzionali. “Sostanzialmente, il quartiere è raggiungibile solo con veicoli privati e seguendo percorsi contorti, illogici e disagevoli come l’attraversamento del tratto sterrato di Via Cappelleri, potenzialmente pericoloso per l’integrità dei veicoli che lo percorrono”.

Il riferimento è in particolare al tratto sterrato di via Cappelleri, indicato dagli abitanti come una soluzione obbligata ma non adeguata alle esigenze di una zona residenziale. Le condizioni del percorso, secondo la segnalazione, rappresenterebbero un ulteriore elemento di disagio e di insicurezza per chi quotidianamente deve raggiungere il quartiere.

La richiesta del cavalcavia sul torrente Scaccioti: “la soluzione più ovvia e immediata”

Al centro della protesta dei cittadini resta quindi la richiesta di realizzare un’infrastruttura di collegamento stabile. Il cavalcavia sul torrente Scaccioti, secondo i residenti, consentirebbe di eliminare l’isolamento e migliorare la mobilità dell’intera area. “La costruzione di un cavalcavia che consentisse di valicare il torrente Scaccioti, più volte annunciata e promessa ma mai realizzata, rappresenterebbe la più ovvia e immediata soluzione del problema e non presenterebbe difficoltà tecniche di rilievo e, oltretutto, ridurrebbe il traffico veicolare che interessa la Strada Statale 18, ripristinando inoltre il servizio di trasporto urbano già offerto in passato dalla linea ATAM numero 119”, evidenzia la lettera. Secondo quanto evidenziato nella lettera, l’opera non avrebbe soltanto una funzione locale, ma potrebbe produrre benefici anche sulla viabilità generale, alleggerendo il traffico sulla Strada Statale 18 e migliorando i collegamenti tra le diverse aree di Gallico e Archi.

L’appello alla nuova amministrazione

I residenti di Gallico Superiore si rivolgono ora alla nuova amministrazione comunale chiedendo che la questione venga affrontata con un impegno concreto e non rimanga soltanto un tema affrontato nei periodi elettorali. “Facciamo pertanto appello alla nuova Amministrazione comunale perché tutto ciò diventi finalmente una promessa mantenuta e non resti solo una utile occasione per intercettare consensi elettorali”, rimarca la lettera.