Reggio Calabria, “dammi il 3% dell’appalto”: blitz dei Carabinieri nella Locride per una tentata estorsione con metodo mafioso

L’inchiesta della Procura di Reggio Calabria riguarda un cantiere pubblico per la riqualificazione di aree verdi nei comuni della “Valle del Torbido”

A Marina di Gioiosa Ionica (RC) i militari della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un soggetto gravemente indiziato di aver perpetrato una tentata estorsione aggravata dal c.d. “metodo mafioso” in danno di un’impresa edile, aggiudicataria di un appalto pubblico finalizzato alla riqualificazione di aree verdi urbane nei comuni della “Valle del Torbido”.

L’attività investigativa, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica, ha infatti consentito di acquisire gravi indizi della consumazione di una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso finalizzata ad ottenere dai vertici aziendali, la corresponsione del 3% dell’ammontare complessivo del valore dell’appalto sul cantiere di Gioiosa Jonica, così evocando la forza intimidatrice promanante dalla ’ndrangheta. Le indagini, sviluppate anche attraverso attività tecniche e di riscontro, hanno quindi consentito di delineare il quadro investigativo posto a fondamento del provvedimento cautelare.

L’operazione si inserisce nell’ambito della più ampia attività di prevenzione e contrasto alle dinamiche criminali nell’area della Locride, frutto della costante prossimità in favore delle realtà imprenditoriali operanti, in particolare, nel campo dell’edilizia. La misura cautelare è stata eseguita dai militari della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica, sotto la direzione e con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, l’indagato deve ritenersi non colpevole fino ad eventuale sentenza definitiva.