“I primi mesi di attività della IV Circoscrizione “Reggio Sud” stanno rappresentando anche l’avvio di una nuova fase nel rapporto tra le istituzioni territoriali e il Comitato di Quartiere Ravagnese, S. Elia e Saracinello. Un rapporto che, sin dall’insediamento della Circoscrizione, si è caratterizzato per un’interlocuzione pressoché quotidiana con il Presidente, il Vicepresidente e i consiglieri circoscrizionali e che ha consentito di portare all’attenzione della nuova istituzione territoriale le numerose istanze provenienti dai quartieri.
In questo percorso assume particolare importanza il Masterplan di quartiere “REGGIO DAL BASSO – Master Plan per Ravagnese, S. Elia e Saracinello”, attraverso il quale il Comitato ha cercato, già prima dell’insediamento della nuova amministrazione, di superare la logica delle singole segnalazioni per costruire una visione organica delle esigenze e delle prospettive di sviluppo del territorio. Oggi possiamo affermare che la IV Circoscrizione conosce pienamente quel documento e le principali questioni che esso raccoglie. Questo rappresenta un punto di partenza importante, perché permette al confronto tra Comitato e Circoscrizione di svilupparsi non soltanto sulle emergenze quotidiane, ma anche su una programmazione di più ampio respiro“. È quanto si legge in un comunicato stampa del Comitato di quartiere Ravagnese, S. Elia e Saracinello.
Comitati e Circoscrizioni: due strumenti di partecipazione da far crescere insieme
“Quella che stiamo vivendo è, per molti aspetti, una fase nuova e ancora in costruzione. Le Circoscrizioni sono tornate da poco ad essere protagoniste della vita amministrativa cittadina e, parallelamente, anche i Comitati di quartiere hanno ottenuto un riconoscimento formale attraverso l’approvazione del Regolamento comunale che ne disciplina ruolo e funzioni. Un risultato storico al quale ha contribuito in maniera determinante il lungo lavoro svolto dalla Rete dei
Comitati di Quartiere di Reggio Calabria e che è giusto ricordare sia stato possibile anche grazie ad una scelta politica trasversale: maggioranza e opposizione, pur appartenendo a schieramenti differenti, hanno riconosciuto il valore della cittadinanza attiva e la necessità di attribuirle uno spazio strutturato nella vita della città.
Questo riconoscimento, però, rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. I Comitati non devono essere percepiti dalle istituzioni come soggetti antagonisti o come semplici portatori di proteste. Possono e devono essere, piuttosto, interlocutori utili nella conoscenza dei territori, nell’individuazione delle priorità, nella costruzione delle soluzioni e, successivamente, anche nella verifica dei risultati.
Allo stesso modo, il compito dei Comitati non può essere quello di assumere posizioni irrevocabili o alimentare contrapposizioni fini a sé stesse. Il futuro dei nostri quartieri passa inevitabilmente dal confronto, dalla capacità di ascolto reciproco e dalla ricerca di soluzioni concretamente realizzabili. È questo il modello nel quale crediamo“, aggiunge il Comitato.
Una collaborazione quotidiana che vogliamo rafforzare
“In questi primi mesi il rapporto con la IV Circoscrizione è stato continuo. Il Comitato mantiene un contatto costante con il Presidente, il Vicepresidente e i consiglieri e trasferisce loro segnalazioni, problematiche e proposte provenienti dal territorio. Come Presidente e Vicepresidente del Comitato abbiamo inoltre scelto di partecipare con continuità alle sedute del Consiglio della IV Circoscrizione e del Consiglio comunale. Lo facciamo per due ragioni precise.
La prima è essere costantemente informati sui provvedimenti, sulle discussioni e sugli sviluppi che possono riguardare i nostri quartieri. La seconda è altrettanto importante: riteniamo che l’impegno dichiarato nei confronti della comunità debba trovare riscontro nei comportamenti. Partecipare, seguire i lavori istituzionali, approfondire gli atti e mantenere un’interlocuzione costante richiede tempo, ma è parte integrante della responsabilità che abbiamo assunto nei confronti dei cittadini.
D’altra parte, parliamo oggi di Circoscrizioni che rappresentano territori con oltre trentamila abitanti. È evidente quanto possa essere prezioso, per chi è chiamato ad amministrare realtà così ampie e complesse, poter contare su organizzazioni territoriali capaci di raccogliere istanze, conoscere capillarmente i quartieri e mantenere un rapporto diretto con chi vi abita. Per questo il nostro obiettivo per i prossimi anni è rafforzare ulteriormente il coinvolgimento del Comitato nelle attività che interessano Ravagnese, S. Elia e Saracinello, tanto a livello circoscrizionale quanto comunale“, si legge ancora nella nota a firma dell’ing. Ferraro, presidente del Comitato.
Pythagoras e depuratore: 5 anni per dare risposte
“Naturalmente esistono questioni sulle quali misureremo inevitabilmente anche la capacità delle istituzioni di trasformare il confronto in risultati. Per Ravagnese due delle più importanti sono certamente la scuola Pythagoras e il depuratore. La vicenda della Pythagoras assume per noi un significato particolare, perché proprio dalla mobilitazione per la scuola ha avuto origine il percorso che ha successivamente portato alla nascita del Comitato. Il depuratore rappresenta, invece, una delle più importanti questioni ambientali e di qualità della vita che interessano questa parte della città.
Siamo perfettamente consapevoli che entrambe siano problematiche complesse e che non possano trovare soluzioni definitive nell’arco di poche settimane o di qualche mese. Sarebbe poco serio pretendere il contrario. Ma davanti a noi ci sono cinque anni di legislatura. Ed è altrettanto corretto affermare che arrivare alla conclusione di questo percorso amministrativo senza avere dato una risposta concreta e definitiva a queste due grandi questioni rappresenterebbe un fallimento per tutti. Proprio per questo preferiamo il metodo del confronto costante alla polemica preventiva: individuare i percorsi, seguirne gli sviluppi, sollecitare quando necessario e verificare nel tempo che gli impegni assunti producano risultati“.
Dalla partecipazione dichiarata alla partecipazione praticata
“La sfida dei prossimi mesi sarà quindi quella di affinare ulteriormente questo meccanismo. Circoscrizioni e Comitati sono strumenti relativamente nuovi nel nuovo assetto partecipativo della città ed è naturale che modalità di relazione, competenze, procedure e forme di coinvolgimento debbano ancora trovare il migliore equilibrio possibile. Occorre, in un certo senso, un continuo “tuning” istituzionale: capire ciò che funziona, correggere ciò che può funzionare meglio e costruire progressivamente un modello nel quale Comune, Circoscrizioni e Comitati riescano a dialogare con sempre maggiore naturalezza.
Come Comitato intendiamo fare la nostra parte e auspichiamo che questo approccio venga progressivamente consolidato non soltanto nella IV Circoscrizione, ma nell’intera città. Perché se la partecipazione popolare viene riconosciuta come valore, deve poi trovare una concreta applicazione nei processi decisionali. Ascoltare i cittadini non significa necessariamente accogliere ogni richiesta. Significa però confrontarsi con loro, spiegare ciò che può essere realizzato e ciò che non può esserlo, condividere le difficoltà, individuare le priorità e, soprattutto, mantenere aperto il dialogo.
E il modo più naturale per farlo è riconoscere nei Comitati di quartiere degli interlocutori permanenti delle istituzioni. Non soggetti ostili alla politica, dunque, ma strumenti che possono aiutare la buona politica a conoscere meglio i territori e ad amministrarli meglio. È questa la direzione nella quale intendiamo continuare a lavorare nei prossimi cinque anni: meno contrapposizione, più confronto; meno partecipazione proclamata, più partecipazione praticata; meno distanza tra cittadini e istituzioni, più capacità di costruire insieme le risposte di cui i nostri quartieri hanno bisogno“, conclude il Comitato.


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