La città di Reggio Calabria rinnova il suo antico legame alla Madonna della Consolazione, patrona della città, con la consegna del cero votivo da parte dell’amministrazione comunale. Un rito antico che, secondo un atto notarile dell’epoca risale al 1571, quanto la città era infestata dalla peste, che fu debellata per intercessione della Vergine. Una cerimonia che ha visto per la prima volta come sindaco Francesco Cannizzaro, eletto tre mesi fa. Con l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Fortunato Morrone, hanno preso parte alla celebrazione mons. Edgar Peña Parra, nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, il nuovo vescovo della diocesi di Locri-Gerace mons. Cesare Di Pietro, mons. Santo Marcianò, vescovo della diocesi di Frosinone-Anagni e l’arcivescovo emerito di Reggio Calabria mons. Mondello. Nell’affidare il futuro della città di Reggio Calabria alla Madonna della Consolazione il primo cittadino ha ricordato la 23enne Anthea Ranieri, deceduta in un incidente stradale.
Nel suo intervento il sindaco ha ricordato due figure importanti della città, l’arcivescovo Giovanni Ferro e don Italo Calabrò. Successivamente il sindaco Cannizzaro ha affermato ai giornalisti: “il mio intervento è rivolto alla città e all’Avvocata nostra per affidare quelle che sono le speranze, le preoccupazioni, le raccomandazioni della nostra società civile, della nostra città. Ho voluto evidenziare i disagi che ancora alle nostre latitudini insistono, penso alle periferie. Ho fatto riferimento ad Arghillà perchè credo che sia il luogo simbolo del riscatto di questa città e non dobbiamo farcela unendo le forze istituzionali, le sinergie con le autorità competenti, con le forze di Polizia, con la Chiesa che ha un ruolo e continua ad avere un ruolo strategico. La coincidenza vuole che proprio domani nella nostra città arriverà il Ministro degli Interni con il quale abbiamo attivato una prima attività per dare un segnale di vicinanza dello Stato ad Arghillà. Io ho citato Arghillà non perchè deve venire meno l’attenzione sulle altre aree periferiche ma Arghillà è un luogo simbolo perchè lì alberga purtroppo un disagio sociale, giovanile, una dispersione scolastica purtroppo tanta criminalità e credo che proprio da questi luoghi Reggio debba rialzare la testa. Non possiamo pensare solo al centro storico e alle cose ben visibili alla collettività, dobbiamo prima di tutto pensare alle periferie, è una missione del mio mandato, della mia amministrazione e così sarà. Partiremo dalle periferie, Arghillà sarà il luogo simbolo del riscatto ma ovviamente anche il centro e le zone collinari saranno rese vivibili, attrattive, ricche di servizi come credo che sia doveroso da parte di un’amministrazione comunale per i propri cittadini”.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?