Reggio Calabria, blitz contro il lavoro nero: sospese quattro attività tra edilizia e balneazione

L’Ispettorato d’Area Metropolitana accerta diversi lavoratori senza contratto nella provincia reggina: sanzioni per migliaia di euro e stop alle attività fino alla regolarizzazione

Prosegue l’attività di vigilanza dell’Ispettorato d’Area Metropolitana di Reggio Calabria, che nella settimana dal 31 agosto al 6 settembre ha concentrato i controlli sui settori dell’edilizia e dei pubblici esercizi, nella Città di Reggio Calabria e in Provincia. Nel corso delle verifiche sono state accertate diverse situazioni di lavoro nero, con conseguente adozione dei provvedimenti di sospensione delle attività e applicazione delle relative sanzioni. Nella Locride, due lavoratori su due presenti in un cantiere edile sono risultati privi di regolare contratto. È stata pertanto disposta la sospensione dell’attività per lavoro nero. Per la ripresa, il datore di lavoro dovrà versare la somma aggiuntiva di 2.500 euro. La maxi-sanzione ammonta a 7.800 euro. A tali importi si aggiungono le sanzioni amministrative estintive dei reati emersi, relativi all’omessa sorveglianza sanitaria e all’omessa formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Un analogo provvedimento ha interessato un altro cantiere nella zona jonica della provincia reggina. Anche in questo caso, i due operai individuati intenti al lavoro sono risultati privi di regolare contratto, con conseguente sospensione dell’attività e applicazione della maxi-sanzione. In un ulteriore cantiere della zona jonica, un lavoratore su due presenti è risultato in nero. L’azienda è stata sospesa e, per la ripresa dell’attività, il titolare dovrà versare la somma aggiuntiva di 2.500 euro, previa regolarizzazione. La maxi-sanzione è pari a 3.900 euro, cui si aggiungono gli importi delle sanzioni amministrative estintive dei reati di omessa sorveglianza sanitaria e omessa formazione.

Sulla fascia tirrenica, infine, i controlli hanno interessato un lido balneare, dove un lavoratore su quattro è risultato privo di regolare contratto. Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività. Per riprendere il lavoro, il titolare dovrà versare una somma aggiuntiva di 2.500 euro. La maxi-sanzione ammonta a 3.900 euro, cui si aggiungono gli importi delle sanzioni amministrative estintive dei reati di omessa sorveglianza sanitaria e omessa formazione. L’attività di vigilanza proseguirà nei diversi settori produttivi del territorio, con particolare attenzione al contrasto del lavoro sommerso e alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.