Nuccio Azzarà, noto sindacalista reggino e già candidato con la lista civica “Reggio Protagonista” nella coalizione guidata da Francesco Cannizzaro, interviene con un video pubblicato sui social e apre un nuovo fronte di discussione sul rapporto tra politica, trasparenza e opportunità amministrativa. Al centro del suo intervento c’è il tema degli affidamenti diretti sotto soglia e di alcuni comportamenti che, secondo Azzarà, meritano un approfondimento. Il sindacalista richiama una frase attribuita ad Aldo Moro per introdurre la sua riflessione: “quando si dice la verità non bisogna mai dolersi di averla detta, perché la verità è illuminante e ci rende coraggiosi”.
Azzarà: “il senso critico e il dibattito sono fondamentali per la società civile”
Nel suo intervento, Azzarà parla dei “nervosismi” che, a suo giudizio, emergerebbero in città quando vengono affrontati alcuni temi considerati sensibili. “Richiamo Aldo Moro a proposito dei nervosismi che posso registrare in città quando si mette in evidenza una verità, quando si riprendono ragionamenti e discorsi storici, quando si vanno a toccare equilibri consolidati, quando si affrontano i nervi scoperti del sistema e quando si parla di sanità, scuola e settori fondamentali della vita pubblica”, afferma Azzarà. “Quando si sottolineano determinati aspetti, quando si evidenziano cadute di stile di alcuni politici che non hanno fatto nulla e poi si ritrovano a fare i soloni e i censori nei confronti degli altri, vedo scattare quelli che sembrano veri e propri ordini di scuderia, con personaggi che tentano di censurare un atteggiamento che, dal punto di vista della società civile, è invece fondamentale: il senso critico, il ragionamento, il dibattito, il confronto tra tesi e antitesi”, dichiara Azzarà.
Il nodo degli affidamenti diretti sotto soglia: “devono essere sottoposti anche al giudizio politico”
La seconda parte dell’intervento di Azzarà si concentra sugli incarichi professionali e sugli affidamenti diretti sotto soglia, una modalità prevista dalla normativa per alcune procedure amministrative che consente agli enti pubblici di assegnare determinati incarichi senza ricorrere a gare d’appalto quando ricorrono i requisiti stabiliti dalla legge. Su questo punto il sindacalista sostiene che il rispetto delle norme non esaurisca il tema della valutazione pubblica.“Voglio continuare su questo argomento per dire che, se qualcuno pensa di poter fare lo splendido o il simpatico nei confronti degli altri, deve anche essere disponibile a sottoporsi alle critiche”, afferma. E aggiunge: “di cosa parlo? Parlo di quegli incarichi e affidamenti diretti sotto soglia, cioè quegli affidamenti professionali che avvengono al di fuori delle procedure di gara perché rientrano nei limiti previsti dalla normativa e possono quindi essere assegnati direttamente a professionisti per determinati lavori, ad esempio all’interno dei Comuni”.
Da Campo Calabro a Melicuccà, l’elenco dei Comuni citati nel video
Nel suo intervento Azzarà cita diversi Comuni del territorio reggino, collegandoli al tema degli incarichi affidati direttamente. “Però, quando mettiamo insieme Campo Calabro, Rosarno, Bianco, Africo, Bovalino, Lauriana, Siderno, Galatro e Melicuccà, e consideriamo che questi incarichi sotto soglia possono raggiungere complessivamente cifre anche milionarie, afferma. Proprio su questo aspetto Azzarà chiarisce il proprio punto di vista: “bisogna chiarire una cosa: se un fatto è legittimo dal punto di vista della legge, non significa automaticamente che sia legittimo anche dal punto di vista dell’opportunità e della correttezza del comportamento politico”.
“Continuerò ad approfondire questi temi”: l’annuncio di nuovi interventi
In chiusura del suo intervento, Azzarà annuncia la volontà di proseguire nell’analisi di questi argomenti, sostenendo che alcuni comportamenti pubblici meritino attenzione e confronto. “Per quanto mi riguarda continuerò ad approfondire questi temi, perché ci sono comportamenti che sicuramente mal si conciliano con determinati atteggiamenti, con certe immagini pubbliche e con alcuni modi di presentarsi ai cittadini, magari dopo anni nei quali si è continuato a proporre una determinata narrazione”, sottolinea. Il messaggio finale richiama ancora il tema della trasparenza e del confronto pubblico: “Per quanto mi riguarda, è sempre la verità che ci rende liberi”.


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