Sigfrido Ranucci respinge l’ipotesi di una sua candidatura politica e chiarisce la sua posizione durante la presentazione a Roma del libro “Il ritorno della casta”. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se stia valutando un ingresso diretto nella politica, il conduttore di Report ha risposto con una battuta, lasciando intendere di non avere alcuna intenzione di intraprendere questa strada. “Io candidarmi? Non ci penso. Poi se mi cacciano proprio dalla Rai….” La frase, pronunciata sorridendo, arriva in un momento in cui il nome del giornalista è stato accostato al dibattito politico dopo la diffusione di un sondaggio che ne ha misurato il consenso potenziale tra gli elettori.
“Temono il giornalismo indipendente”: la difesa di Report
Nel corso dell’incontro dedicato al suo libro, Sigfrido Ranucci ha spiegato che, a suo avviso, il vero tema non sarebbe una sua eventuale candidatura, ma il futuro del programma di inchieste Report. “Non temono che io mi candidi, ma temono che faccia il conduttore di Report, perché temono il giornalismo indipendente”. Una dichiarazione che riassume la posizione del giornalista, da anni alla guida della trasmissione di Rai 3, spesso al centro di dibattiti politici e polemiche per le sue inchieste su istituzioni, politica, economia e poteri pubblici.
Il sondaggio Swg e il consenso: “non ho annunciato né che mi candido e né fatto campagna elettorale”
Durante la presentazione del volume, il giornalista ha commentato anche il sondaggio Swg diffuso da La7, che avrebbe indicato un gradimento del 7% nel caso di una sua eventuale candidatura. Ranucci ha definito il risultato una sorpresa, sottolineando come non abbia mai avviato una campagna elettorale né annunciato una volontà di entrare in politica.
“Il sondaggio è stato una sorpresa, perché io non ho annunciato né che mi candido e né ho fatto campagna elettorale”. Il conduttore di Report ha poi evidenziato altri dati della rilevazione, soffermandosi soprattutto sulla quota di persone che non escluderebbe un eventuale sostegno e su quella degli indecisi. “Più interessante è la parte che riguarda il 23% che alla domanda se mi voterebbe dice ‘può darsi’ o il 30% che dice ‘non saprei’ – ha proseguito -. Ma ancora più interessante, secondo me, è quella parte che non è stata pubblicata che parla della mia credibilità e della credibilità delle inchieste di Report che è sopra il 60% dopo tre mesi di campagne vergognose, la più grande character assassination della storia. Qualcuno dovrà anche dire a questi che hanno scritto tutti questi articoli che hanno sbagliato”, evidenzia.


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