Psichiatria di Polistena, l’associazione “CivicaMente” propone una “stanza soffice” per migliorare accoglienza e sicurezza del reparto

L’associazione incontra il nuovo primario Pasquale Romeo e avvia un confronto sugli interventi possibili nel presidio ospedaliero: “Prendersi cura della Psichiatria significa prendersi cura di persone che troppo spesso restano invisibili”

Una “stanza soffice” per il reparto di Psichiatria dell’ospedale di Polistena. È questa una delle ipotesi emerse durante il sopralluogo effettuato dalla delegazione dell’associazione CivicaMente – Cultura e Solidarietà insieme al nuovo primario dell’Unità Operativa di Psichiatria del Presidio Ospedaliero di Polistena, dottor Pasquale Romeo. L’incontro, avvenuto su invito del nuovo responsabile del reparto, ha rappresentato un momento di confronto sulle possibili azioni da mettere in campo per migliorare gli ambienti della struttura, la loro funzionalità e la capacità di offrire maggiore accoglienza e comfort sia ai pazienti sia agli operatori sanitari impegnati quotidianamente nel servizio.

La visita all’interno dell’Unità Operativa di Psichiatria si inserisce nel percorso che CivicaMente sta portando avanti con l’obiettivo di offrire un contributo concreto e collaborativo a sostegno dell’Asp, delle attività di tutela della salute pubblica e del presidio ospedaliero di Polistena. L’associazione punta a rafforzare una rete di partecipazione civica capace di affiancare il lavoro delle istituzioni sanitarie, attraverso proposte e iniziative orientate al miglioramento degli ambienti ospedalieri e alla valorizzazione dell’accoglienza.

Laruffa: “Dietro quelle porte ci sono persone, famiglie e situazioni di fragilità”

Il co-fondatore di CivicaMente, Cesare Laruffa, ha sottolineato l’importanza di rivolgere attenzione anche a un reparto spesso poco visibile agli occhi della comunità, ma che affronta quotidianamente situazioni delicate e complesse. “Il reparto di Psichiatria – dichiara Cesare Laruffa, co-fondatore di CivicaMente – è una realtà che, per le sue caratteristiche, rimane spesso poco visibile alla comunità, ma dietro quelle porte ci sono persone, famiglie, professionisti sanitari e situazioni di particolare fragilità che meritano attenzione, dignità e vicinanza.”

Tra le proposte discusse durante il sopralluogo figura anche la possibile realizzazione di una “stanza soffice”, uno spazio appositamente attrezzato e protetto pensato per contribuire alla gestione dei momenti di particolare criticità, garantendo maggiore sicurezza e tutela. Secondo CivicaMente, una soluzione di questo tipo potrebbe rappresentare un elemento significativo per il reparto, considerando che non è ancora presente in numerose strutture sanitarie analoghe.

“Ascoltare, individuare i bisogni e trasformare le idee in interventi reali”

L’associazione ribadisce la volontà di proseguire con un metodo basato sull’ascolto e sulla collaborazione tra cittadini, realtà associative, professionisti, imprese e istituzioni. “Il nostro metodo – prosegue Laruffa – resta quello che abbiamo cercato di seguire sin dalla nascita di CivicaMente: ascoltare, individuare i bisogni e, quando possibile, provare a trasformare le idee in interventi reali. Non vogliamo limitarci a raccontare i problemi del nostro territorio, ma contribuire a costruire soluzioni attraverso la collaborazione tra cittadini, associazioni, professionisti, imprese e istituzioni”.

Da qui l’appello rivolto dall’associazione alla comunità, con l’invito a partecipare al percorso di miglioramento del presidio ospedaliero. “Invitiamo cittadini, associazioni, attività economiche, professionisti e istituzioni che condividono questo spirito a collaborare con noi. Ognuno, secondo le proprie possibilità, può offrire un contributo. Migliorare il nostro Ospedale significa migliorare un patrimonio che appartiene a tutti e costruire un sistema di solidarietà capace di affiancare e sostenere il lavoro delle istituzioni sanitarie”.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato da CivicaMente sul Presidio Ospedaliero di Polistena, attraverso attività rivolte alla valorizzazione degli spazi, al miglioramento dell’accoglienza e al sostegno di pazienti e operatori. L’associazione ribadisce infine il valore sociale dell’attenzione dedicata alla salute mentale e alle persone che vivono condizioni di fragilità. “Prendersi cura della Psichiatria significa prendersi cura di persone che troppo spesso restano invisibili. Significa restituire centralità alla dignità della persona, senza distinzioni e senza lasciare indietro nessuno. Ed è proprio da qui che deve partire una comunità che vuole definirsi solidale”.