La distanza non spegne il legame con le proprie radici. È questo il messaggio che arriva da Nino Calabrese, professore reggino che da oltre cinque anni vive e lavora in Veneto con la sua famiglia, ma che continua a seguire con attenzione la vita della sua città e a tornare ogni volta che ne ha la possibilità. In occasione delle festività mariane di Reggio Calabria, Calabrese ha scritto alla redazione di StrettoWeb per condividere una poesia dedicata alla Madonna della Consolazione, un omaggio in versi alla tradizione più sentita dai reggini e a quel sentimento di appartenenza che accomuna chi vive in città e chi, pur lontano, continua a sentirsi parte della comunità.
“Gentile Redazione di Strettoweb, sono un vs lettore da sempre nonchè un cittadino libero di Reggio e ormai da oltre cinque anni vivo e lavoro in Veneto con la famiglia, ma la distanza non ha mai affievolito il legame con la mia città e ogni volta che mi è possibile torno per ricaricare le batterie. Di Reggio seguo ogni sviluppo anche grazie a voi che siete le sentinelle e il mio “pane quotidiano” cerco di essere presente con la giusta partecipazione di chi, pur essendo lontano, ne sente profondamente ancora la responsabilità”.
Nel messaggio inviato alla redazione, il professore ha spiegato di voler condividere un testo scritto tempo fa proprio per le celebrazioni dedicate alla Patrona, con l’obiettivo di unire idealmente tutti i reggini, anche quelli che vivono lontano. “Scrivo da tanti anni e per l’occasione di queste nostre festività mariane un po’di tempo fa dedicai alla nostra patrona queste righe che mi piacerebbe condividere con voi e con tutti i lettori per essere sempre uniti ovunque siamo. Grazie mille”.
La poesia in dialetto dedicata alla Madonna
Il componimento, intitolato “Festa i Madonna”, racconta attraverso il dialetto reggino l’attesa della città per il passaggio del quadro della Madonna, la devozione dei fedeli, i ricordi legati alla processione e gli elementi più autentici della festa popolare: dai tamburi alle bancarelle, dai profumi della tradizione gastronomica alla gioia condivisa per una ricorrenza che rappresenta l’identità di un intero territorio.
“Festa i Madonna
Tutta a città nto misi i Settembri
si senti “figghia” comu non mai,
spetta mi passa lu quatru solenni,
pimmi ci poti risolviri i guai.
Spetta a “so mamma” mi ci passa davanti,
pimmi la pria cu tuttu lu cori,
mi ci faci a grazia cu l’aiutu di Santi,
pimmi ci affida a cu campa e a cu mori.
L’aria chiù frisca già esti a li porti,
mi ricordu chi tanti voti chiùviu,
ma ca devozioni sempri chiù forti,
Ill’Erimu o Duomu sempri scindiu.
Tambureddu e organettu, giostri e bancarelli,
sciauru i satizzu e frittuli nta ogni via,
mintimu sta festa tra li cosi chiù belli.
Oggi e sempri “W Maria”.
Attraverso questi versi, Nino Calabrese restituisce l’immagine di una Reggio che si ritrova attorno alla propria Patrona, custodendo una tradizione capace di superare i confini geografici e mantenere vivo il senso di appartenenza anche per chi è costretto a vivere lontano.


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