Pietropaolo (FdI): “crescono del 37% i giovani che tornano in Calabria dall’estero, la Regione spinge il trend portando a 92 milioni il fondo per il diritto allo studio”

Università in Calabria, 37,6 milioni in più per borse di studio e diritto allo studio: la Regione punta a fermare la fuga dei giovani

Via libera in Commissione Bilancio alla riprogrammazione dei fondi comunitari che porta la dotazione complessiva destinata al sistema universitario calabrese da 55 a oltre 92 milioni di euro. L’intervento consentirà di garantire la copertura totale delle borse di studio per l’Anno Accademico 2026-2027 e si inserisce nella strategia regionale per rafforzare gli atenei, sostenere gli studenti e incentivare il ritorno dei giovani calabresi. A illustrare il provvedimento è il presidente della Commissione Bilancio, Programmazione economica, Affari dell’Unione europea e Relazioni con l’estero del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Pietropaolo, che evidenzia il valore dell’operazione finanziaria e il collegamento tra investimenti nella formazione, attrattività universitaria e nuove prospettive occupazionali.

Con l’approvazione del Parere 16/13ª da parte della Commissione Bilancio, viene dato il via libera alla riprogrammazione delle risorse comunitarie che rafforza in modo significativo il sostegno al diritto allo studio universitario. L’intervento nasce dalla Deliberazione n. 466 della Giunta regionale, con cui è stato disposto un incremento finanziario di 37,6 milioni di euro per il sistema universitario calabrese, compensando l’esaurimento dei fondi straordinari legati a PNRR e POC e assicurando continuità agli strumenti di sostegno agli studenti.

“L’approvazione del parere in Commissione Bilancio blinda 37,6 milioni aggiuntivi per il sistema universitario: un intervento di rigore finanziario e visione politica che salda i dati positivi sull’attrattività delle nostre università con la voglia di ritorno dei ragazzi calabresi, offrendo loro libertà di scelta e concrete prospettive occupazionali. Aumento di 37,6 milioni di euro a sostegno del diritto allo studio universitario: è questo il cuore della Deliberazione n. 466 con cui la Giunta regionale ha disposto un potenziamento finanziario decisivo per il sistema universitario calabrese. Con l’approvazione del Parere 16/13^ da parte della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale, da me presieduta, abbiamo dato via libera a una riprogrammazione dei fondi comunitari che porta la dotazione complessiva dell’azione di riferimento da 55 ad oltre 92 milioni di euro.”

“Un’operazione che compensa l’esaurimento dei fondi straordinari di PNRR e POC, garantendo la copertura totale delle borse di studio per l’Anno Accademico 2026-2027 e così rafforzando l’alleanza con gli atenei calabresi avviata con il Protocollo per il Reddito di Merito. L’obiettivo è frenare la fuga di cervelli e spingere i giovani, per loro parte, a credere e investire nel sistema formativo calabrese”.

Università calabresi in crescita: i dati su attrattività e occupazione

Secondo quanto evidenziato da Pietropaolo, il potenziamento delle risorse si inserisce in un quadro caratterizzato da segnali positivi per il sistema universitario regionale. A sostegno di questa analisi vengono richiamati due recenti rilevamenti: la Classifica Censis delle Università Italiane e il XXVIII Rapporto AlmaLaurea 2026. “Un’alleanza che va di pari passo con due importanti rilevamenti: i dati contenuti nell’ultima edizione della Classifica Censis delle Università Italiane in cui la Calabria si posiziona come una delle regioni del Mezzogiorno con le performance di crescita e stabilità più significative sul piano nazionale. E quelli presenti nel XXVIII Rapporto AlmaLaurea 2026 che sottolineano per il sistema universitario calabrese una crescente attrattività, tassi di occupazione stabili o in miglioramento e un forte gradimento da parte degli studenti.”

Il ritorno dei giovani dalla Calabria all’estero: oltre 4 mila rientri tra il 2021 e il 2025

Nel ragionamento del presidente della Commissione Bilancio trova spazio anche il tema del ritorno dei giovani emigrati. Pietropaolo cita il Focus della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, pubblicato dal Sole 24 Ore, dedicato al rientro dei giovani dall’estero e alle nuove tendenze della mobilità. Secondo i dati riportati, il fenomeno della fuga dei cervelli non sarebbe più un percorso a senso unico: quattro espatriati su dieci tornerebbero infatti in Italia. Il Mezzogiorno rappresenterebbe il 31,7% dei rientri complessivi nazionali, mentre tra il 2021 e il 2025 sarebbero stati 4.303 i giovani tra i 18 e i 39 anni che hanno scelto di trasferire la propria residenza dall’estero in Calabria, con un incremento del 37,5% rispetto al quinquennio precedente. Un dato accompagnato anche dall’aumento del rapporto tra rientri ed espatri: da 24,1 a 33,1 giovani rientrati ogni 100 persone che avevano lasciato il territorio.

La strategia della Regione: formazione, incentivi e nuove opportunità

Per Pietropaolo questi dati rappresentano una sfida per le istituzioni, chiamate a creare condizioni favorevoli affinché il ritorno dei giovani possa tradursi in una scelta concreta e non soltanto in un desiderio legato alle proprie radici. “Si tratta di numeri e di dimensioni che come Istituzioni ci chiamano direttamente in causa e che ci portano ad interrogarci su quali azioni intraprendere per sostenere questo trend, anche in considerazione del fatto che oltre il 67% dei giovani rientra spinto da motivazioni affettive, familiari e identitarie. Un tema legato all’appartenenza e spesso sottovalutato dalle statistiche: per loro tornare vuol dire recuperare prossimità alle proprie relazioni e ai luoghi di origine e recuperare la sensazione di sentirsi “a casa”.”

L’obiettivo dichiarato è collegare la crescita del sistema universitario calabrese alla possibilità per gli studenti di scegliere liberamente se restare o partire, garantendo però strumenti adeguati per chi decide di costruire il proprio futuro in Calabria. “È nostro compito mettere in relazione questa voglia di ritorno con le performance di crescita registrate dal nostro sistema universitario attivando un meccanismo che renda seducente e conveniente per i nostri ragazzi investire nel “sistema Calabria” proprio a partire dalla formazione.”

“Ecco perché la decisione di potenziare l’allocazione di risorse a favore delle borse di studio va in questa direzione: promuovere un sistema di incentivi economici che, da una parte, diano pieno compimento al principio costituzionalmente garantito del diritto allo studio e, dall’altra, mettano i nostri giovani e i nostri studenti nelle condizioni di compiere una scelta in piena libertà. Decidere se andare o restare e, in questo ultimo caso, avere a disposizione gli strumenti per poterlo fare.”

Il ruolo delle imprese per creare occupazione e trattenere i talenti

La Regione indica infine il coinvolgimento del mondo produttivo come elemento fondamentale per completare la strategia, collegando formazione universitaria e possibilità lavorative sul territorio. “La Regione sta dunque rafforzando il proprio impegno a garantire un percorso universitario agevolato da borse di studio e incentivi, premiare le competenze, e, parallelamente, sostenere la crescita del nostro sistema universitario trasformando i dati statistici in un cambio di passo strutturale.”

“A questa strategia sono chiamate a concorrere le nostre imprese: il secondo imprescindibile elemento di un binomio chiamato a rafforzare una relazione osmotica che generi prospettive professionali per cui restare in Calabria non sia più solo una nostalgica chimera o un ripiego, ma un’opzione concreta, voluta, praticabile e conveniente”.