Il Ponte sullo Stretto di Messina continua ad essere al centro del dibattito pubblico anche per il suo impatto sul paesaggio e sulla riqualificazione del territorio. A intervenire sul tema è l’avvocato calabrese Emma Staine, già assessore regionale al Welfare e ai Trasporti della Calabria, che attraverso un intervento sui social ha posto l’attenzione sugli aspetti ambientali ed estetici legati alla realizzazione della grande infrastruttura.
Secondo Staine, il ponte rappresenterebbe non soltanto una soluzione alle attuali criticità del sistema di collegamento tra le due sponde dello Stretto, ma anche un’opera capace di inserirsi nel contesto naturale e paesaggistico dell’area. “Anche se i presunti ambientalisti urlano allo scandalo, il ponte sullo Stretto non solo ridurrà drasticamente l’inquinamento prodotto dall’attuale sistema di traghettamento, superando finalmente l’assenza di continuità stradale e soprattutto ferroviaria, ma si integrerà anche armoniosamente nel paesaggio dal punto di vista visivo”, ha dichiarato l’ex componente della Giunta regionale calabrese.
Il tema dell’impatto visivo e il confronto con il territorio esistente
Nel suo intervento Emma Staine ha evidenziato come il progetto del ponte si inserisca in un’area caratterizzata da una forte identità paesaggistica, ma anche da trasformazioni urbanistiche che, secondo quanto affermato, hanno compromesso in parte il rapporto tra territorio e costruzioni. L’ex assessore ha richiamato in particolare il fenomeno dell’abusivismo edilizio e della crescita urbana senza una pianificazione organica, soprattutto lungo alcune zone della costa siciliana.
“Sarà una grande opera architettonica inserita in uno degli Stretti più belli del mondo, anche se oggi purtroppo compromesso dall’abusivismo edilizio, da costruzioni di dubbio design e da decenni di edificazione priva di un criterio organico, soprattutto sul lato siciliano, dove in molte aree il territorio è stato cementificato in maniera incontrollata”, ha affermato Staine.
Le opere di compensazione ambientale previste dal progetto
Nel suo messaggio l’avvocato calabrese ha inoltre richiamato il ruolo delle opere accessorie previste nell’ambito del progetto del ponte, sottolineando come gli interventi di riqualificazione e compensazione ambientale possano rappresentare un elemento importante per il miglioramento del territorio circostante. Secondo Staine, il collegamento stabile potrebbe diventare anche un’occasione per valorizzare aree oggi caratterizzate da criticità e restituire maggiore qualità agli spazi interessati.
“Il progetto del ponte prevede inoltre numerose opere accessorie di riqualificazione ambientale e di compensazione, capaci di migliorare profondamente la qualità e la dignità del territorio nel raggio di chilometri. Infine, una delle opere architettoniche e ingegneristiche più maestose del suo genere si staglierà nel meraviglioso scenario dello Stretto”, ha concluso Emma Staine. L’intervento riporta così il dibattito sul ponte sullo Stretto anche sul piano del rapporto tra infrastruttura, ambiente e paesaggio, oltre agli aspetti legati alla mobilità e alla continuità territoriale tra Calabria e Sicilia.


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