“Il Partito democratico ha partecipato al dibattito pubblico promosso da Anas in questi giorni sul documento di fattibilità della nuova SS106 tra Catanzaro e Reggio Calabria. È stato un confronto importante, che deve servire a individuare, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni e dei territori interessati, la soluzione migliore per un’infrastruttura fondamentale per il futuro della fascia ionica e dell’intera area metropolitana di Reggio Calabria”. È quanto affermano la Federazione metropolitana del Partito democratico di Reggio Calabria e il segretario metropolitano Peppe Panetta, intervenendo sul confronto avviato sulle quattro alternative di fattibilità della nuova SS106 Catanzaro-Reggio.
Per il Pd metropolitano la nuova Catanzaro-Reggio dovrà essere “un’infrastruttura moderna, sicura e capace di ridurre realmente tempi e distanze. La nostra indicazione è quella di una strada interamente di categoria B e, quindi, con doppia carreggiata a due corsie per senso di marcia. Tra le quattro alternative sottoposte al confronto riteniamo, dunque, che debbano essere approfondite in particolare quelle che mantengono queste caratteristiche lungo l’intero tracciato”.
Centrale anche il nodo dell’arrivo a Reggio Calabria. “La soluzione prescelta dovrà affrontare seriamente il collegamento con il sistema autostradale e l’ingresso in città, valutando gli svincoli necessari e garantendo un accesso efficace al centro urbano e all’aeroporto. La nuova SS106 deve essere parte di un sistema infrastrutturale integrato e non interrompersi alle porte di Reggio”. Il dibattito in corso si intreccia con l’iter del nuovo Piano regionale dei trasporti, già passato al vaglio della Commissione consiliare competente e destinato ad approdare in Consiglio regionale nella prossima seduta per l’approvazione.
“Il confronto con il Piano del 2016 è significativo. Allora si indicava espressamente l’interlocuzione con la Commissione europea per l’inserimento della Statale Jonica 106, nel tratto da Catanzaro Lido fino al ricongiungimento con l’A2, nella rete europea TEN-T comprehensive, definendo questo collegamento un’infrastruttura invariante del Piano. Nel nuovo documento, invece, per il corridoio Catanzaro-Reggio Calabria si prevede uno “studio di fattibilità per il miglioramento delle prestazioni e dei profili di accessibilità”. Per noi è un evidente passo indietro nella programmazione strategica, proprio mentre il dibattito pubblico dovrebbe rappresentare l’occasione per rilanciare concretamente l’opera”.
Resta, soprattutto, la questione delle risorse. La documentazione sottoposta al dibattito costruisce le stime temporali ipotizzando un finanziamento di 500 milioni di euro all’anno. Sulla base di questa ipotesi vengono indicati tempi di costruzione di 27 anni per l’alternativa 1, 20 per la 2, 16 per la 3 e 14 per la 4.
“Ma un’ipotesi finanziaria non equivale alla disponibilità effettiva delle risorse. Chiediamo che già a partire dalla prossima manovra finanziaria siano individuati i primi finanziamenti per la Catanzaro-Reggio, all’interno di un piano pluriennale che garantisca risorse e tempi certi. Altrimenti il rischio è che tutto si riduca ancora una volta a uno spot da campagna elettorale”.
“Il Partito democratico – conclude Panetta – farà la propria parte. I nostri eletti a tutti i livelli istituzionali e nelle assemblee degli enti locali si faranno carico di promuovere un confronto per individuare la soluzione migliore nell’interesse dei territori interessati. Il dibattito pubblico deve condurre a una scelta condivisa, ma subito dopo devono arrivare progettazione, finanziamenti e un cronoprogramma certo. La fascia ionica e Reggio Calabria hanno bisogno di sapere quale strada si vuole realizzare, con quali risorse e in quali tempi“.


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