Il dibattito energetico italiano entra in una nuova stagione. L’annuncio
del disegno di legge quadro per l’energia atomica, unito alle strategie industriali incentrate sui reattori modulari di ultima generazione (SMR) e sul coinvolgimento di grandi player nazionali come Enel, Ansaldo Nucleare e Leonardo, segna una svolta pragmatica verso la sicurezza energetica, il risparmio energetico e la decarbonizzazione del Paese. Una prospettiva che interpella direttamente la storia energetica e ambientale dell’Italia.
L’Avv. Antonio Iaconetti, membro del direttivo nazionale di FareAmbiente e che in passato è stato tra i promotori dei referendum sul nucleare, insieme al Presidente Vincenzo Pepe, osserva oggi questo cambio di passo con un’attenta e costruttiva riflessione. Il contesto è profondamente mutato rispetto al passato: la drammatica emergenza climatica globale, la necessità di affiancare le fonti rinnovabili con un mix energetico stabile e l’urgenza di ottimizzare i consumi attraverso strategie mirate di risparmio energetico impongono un approccio svincolato da vecchi dogmi ideologici. A ciò si aggiunge l’urgenza di colmare il divario dei costi energetici che penalizza le imprese italiane rispetto ai partner europei.
“Oggi non si parla più del nucleare del secolo scorso, ma di tecnologie avanzate, sicure, componibili e pensate per integrarsi con le rinnovabili, favorire il risparmio energetico e rispondere alle reali esigenze del tessuto produttivo“, dichiara l’Avv. Antonio Iaconetti. “Chi ha vissuto la stagione referendaria sa bene quanto il tema fosse legato ai contesti tecnologici e politici di allora. Oggi lo scenario è radicalmente diverso: la creazione di un quadro normativo certo, accompagnato da un’agenzia di controllo indipendente e rigorosa, rappresenta la base solida per una transizione energetica seria e scevra da pregiudizi”.
Gli fa eco il Presidente nazionale di FareAmbiente, il Prof. Vincenzo Pepe: “il nostro movimento ha sempre sostenuto un ecologismo di giudizio e non di pregiudizio, fondato sulla scienza e sul pragmatismo. L’apertura del Governo verso il nucleare pulito e sicuro, unita alle prospettive della fusione e allo sviluppo degli SMR, va esattamente nella direzione giusta: fronteggiare l’emergenza climatica, promuovere una cultura del risparmio energetico, garantire al Paese l’indipendenza energetica, difendere il nostro sistema industriale e raggiungere gli obiettivi climatici senza penalizzare cittadini e imprese“.
Il piano delineato dal Governo e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy rappresenta dunque un banco di prova cruciale per il futuro dell’Italia, dimostrando che una transizione ecologica autentica passa attraverso la scelta razionale delle migliori tecnologie disponibili.


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