Le dichiarazioni di Roberto Vannacci durante il comizio di Piazza Duomo a Reggio Calabria continuano a suscitare reazioni nel dibattito politico e cittadino. A intervenire è stato Nuccio Azzarà, già sindacalista reggino, che ha commentato i toni utilizzati dal Generale durante l’iniziativa organizzata da Futuro Nazionale a sostegno del candidato Mimmo Giannetta alle elezioni suppletive. Azzarà ha rivolto una dura critica a Vannacci, contestando in particolare i riferimenti rivolti al sindaco di Reggio Calabria e il modo in cui è stato impostato l’intervento davanti alla piazza.
Nel suo intervento, Azzarà ha fatto riferimento anche alla consegna simbolica di un ipotetico tapiro d’oro, utilizzando una frase diretta rivolta al Generale: “Caro generale Vannacci, ma che mi combina? Le avrebbe detto Staffelli consegnandole un tapiro d’oro grande quanto una casa. Ma secondo lei il popolo di Reggio ha l’anello a naso? Ma secondo lei può venire mai da Viareggio e venirci a raccontare le favolette, ma non solo, offendendo il popolo di Reggio e offendendo il primo cittadino di questa città?”. Il sindacalista ha quindi criticato il contenuto dell’intervento, sostenendo che il confronto politico dovrebbe concentrarsi maggiormente su programmi e proposte.
“Non ha argomentazioni politiche? Non ha da parlare del suo programma?”
Azzarà ha poi proseguito la propria riflessione mettendo al centro il tema del linguaggio politico utilizzato durante la manifestazione. “Ma non ha argomentazioni politiche? Non ha da parlare di quello che può essere il suo programma? Deve per forza inveire? Deve fare vedere per forza quello che è l’aspetto più brutto del suo carattere e forse quello più vero? Senza argomenti?”. Le parole del sindacalista si riferiscono in particolare alla parte dell’intervento di Vannacci in cui il Generale aveva chiamato il pubblico a una scelta simbolica tra Barabba e Reggio Calabria, chiedendo per tre volte alla folla quale figura scegliere.
Proprio su questo passaggio Azzarà ha concentrato una parte della sua critica, ricordando che alla fine il popolo scelse Barabba. Il sindacalista ha utilizzato questo episodio per costruire la propria replica alle parole pronunciate dal Generale durante il comizio, collegandolo al dibattito nato dopo la manifestazione. L’intervento si inserisce nel clima di confronto politico che sta accompagnando la campagna elettorale per le elezioni suppletive di Reggio Calabria, caratterizzata nelle ultime ore anche da diverse prese di posizione sulla presenza di Vannacci in città.
La conclusione di Azzarà: “Tanti auguri generale”
In chiusura del suo intervento, Azzarà ha rivolto un ultimo messaggio al Generale, con parole molto dure sul piano personale e politico. “Tanti auguri generale e io mi auguro che finalmente la cresta le possa essere in qualche modo tagliata, perché se lo merita di tutto cuore. Non è cosa avere come rappresentante dei cittadini italiani un buzzurro”. Le dichiarazioni del sindacalista hanno aggiunto un ulteriore elemento al dibattito seguito all’appuntamento di Piazza Duomo, dove l’intervento di Vannacci aveva già provocato reazioni contrastanti tra sostenitori e contestatori presenti in piazza.


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