Il risanamento di Messina entra in una nuova fase. Non più soltanto demolizione delle baracche e liberazione delle aree, ma un percorso destinato a stabilire quale futuro dare agli spazi restituiti alla città. È questo il cuore di “Messina Rigenera”, la nuova iniziativa annunciata dal sindaco Federico Basile e avviata attraverso un atto di indirizzo rivolto ad ArisMè, approvato dalla Giunta comunale. L’obiettivo è costruire un metodo condiviso attraverso il quale definire, area per area, gli interventi di rigenerazione urbana, partendo dalle caratteristiche dei quartieri e soprattutto dalle esigenze delle comunità che li abitano. Il documento approvato non individua ancora le opere da realizzare, ma stabilisce il percorso attraverso il quale si arriverà alle future scelte urbanistiche. Un processo che, secondo l’Amministrazione, dovrà coinvolgere direttamente i cittadini e superare una logica di programmazione esclusivamente verticistica.
Messina Rigenera, Basile: “il risanamento non può essere soltanto sinonimo di demolizione delle baracche”
È lo stesso sindaco Federico Basile a spiegare il cambio di prospettiva che l’Amministrazione intende imprimere al percorso di risanamento della città. “Il risanamento non può essere soltanto sinonimo di demolizione delle baracche. La sfida più grande è decidere cosa vogliamo che diventino quelle aree e, attraverso esse, costruire insieme la visione per Messina del futuro. Con questo intento oggi è nato “Messina Rigenera”. Attraverso un atto di indirizzo rivolto ad ArisMè in giunta abbiamo voluto introdurre un nuovo metodo per scrivere insieme a voi messinesi una nuova pagina del percorso virtuoso di vivibilità della nostra città. Il documento non stabilisce oggi quali opere realizzare, ma definisce un metodo condiviso per arrivare a quelle scelte urbanistiche, partendo dalle caratteristiche dei territori e dai bisogni delle comunità”, rimarca Basile.
Comune, ArisMè e cittadini: i tre pilastri del nuovo metodo
Il progetto Messina Rigenera poggia su tre elementi principali, chiamati a svolgere funzioni differenti ma complementari. Il primo riguarda il Comune di Messina, che avrà il compito di indicare la visione complessiva e garantire il coordinamento della programmazione. Il secondo elemento centrale sarà A.Ris.Mè, destinata ad assumere un ruolo operativo ancora più importante nella fase successiva alla demolizione delle baracche. Basile spiega: “tre sono gli elementi centrali. Il Comune indica la visione e tiene insieme la programmazione. A.Ris.Mè assume un ruolo centrale nel coordinamento operativo, mettendo a sistema la conoscenza delle aree, i dati, le esigenze dei territori e il lavoro dei diversi dipartimenti. I messinesi diventano parte attiva e volitiva del processo. Circoscrizioni, residenti, università, associazioni, istituzioni, ordini professionali e realtà del territorio saranno puntualmente coinvolti nella costruzione delle scelte”.
“La rigenerazione non sarà calata dall’alto”
È proprio il coinvolgimento dei territori uno degli aspetti sui quali il sindaco insiste maggiormente. L’Amministrazione intende evitare che la trasformazione delle aree liberate venga decisa esclusivamente negli uffici comunali, senza un confronto preventivo con chi quei quartieri li vive quotidianamente. “È questo il punto più importante: la rigenerazione non sarà calata dall’alto. Ogni area dovrà essere letta per le sue peculiarità, per ciò che già esiste intorno e soprattutto per ciò di cui ha bisogno la comunità che la vive”, puntualizza Basile.
Parchi, piazze, sport e servizi: cosa potrà nascere nelle aree liberate dalle baracche
Il progetto non individua ancora opere specifiche, ma indica una serie di possibili destinazioni per gli spazi restituiti alla città attraverso il risanamento. Il sindaco chiarisce: “Parchi, piazze, sport, cultura, servizi, mobilità, verde, socialità: non un modello uguale per tutti, ma una risposta costruita sui territori”. Il futuro delle aree dovrà quindi dipendere dalle caratteristiche specifiche dei diversi quartieri e dalle necessità delle comunità locali. In alcuni territori potrebbe emergere la necessità di nuovi spazi verdi, in altri quella di servizi o strutture sportive, in altri ancora di luoghi destinati alla cultura e alla socialità.
Dalla demolizione delle baracche alla nuova città
Il progetto segna anche un passaggio simbolico importante nel lungo percorso del risanamento di Messina. Per anni l’obiettivo prioritario è stato quello di superare la realtà delle baraccopoli, trasferire le famiglie e procedere alla demolizione delle strutture. Con l’avanzamento degli interventi, però, emerge ora una nuova questione: cosa fare delle aree che progressivamente vengono liberate. È su questo terreno che l’Amministrazione vuole innestare la nuova fase della rigenerazione urbana, utilizzando il risanamento come occasione per ridisegnare parti della città.“Messina Rigenera è, in questo senso, la Messina che verrà. Una città che non si limita a cancellare le tracce del proprio passato, ma utilizza quella trasformazione per creare nuove opportunità e restituire qualità urbana“, conclude Basile.


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