Il Tribunale di Messina accoglie la domanda risarcitoria patrocinata dall’avvocato reggino Luigi Tuccio. Riconosciuta la responsabilità del Teatro e una maggiorazione del danno biologico per le conseguenze dell’infortunio sull’attività professionale del musicista. Una sedia difettosa, una caduta dal palcoscenico e una grave frattura al braccio destro. A distanza di oltre nove anni dall’incidente, un musicista professionista, noto anche nel panorama internazionale, ottiene giustizia grazie a una sentenza del Tribunale di Messina, che ha condannato la Fondazione Teatro Vittorio Emanuele al pagamento di un ingente risarcimento, oltre interessi e spese processuali.
A patrocinare la causa è stato l’avvocato Luigi Tuccio, del Foro di Reggio Calabria, che ha assistito il musicista nel lungo procedimento civile. La vicenda risale al 6 gennaio 2017, quando il musicista, durante le prove di un concerto al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, precipitava all’indietro dalla pedana sulla quale era stata collocata la sua postazione. A provocare l’incidente era stata la rottura dello schienale della sedia messa a disposizione dal Teatro. La violenta caduta determinava una grave frattura dell’avambraccio destro, rendendo necessario anche un intervento chirurgico.
Particolarmente significativa una circostanza emersa nel corso del processo: nonostante l’infortunio, il musicista aveva comunque partecipato al concerto della stessa sera, esibendosi con una sola mano e con l’altra fasciata. La battaglia giudiziaria e la responsabilità del Teatro La Fondazione Teatro Vittorio Emanuele aveva contestato la richiesta risarcitoria, sostenendo che la responsabilità dell’incidente fosse attribuibile allo stesso musicista. Di diverso avviso il Tribunale di Messina, che, all’esito dell’istruttoria testimoniale, ha accolto la ricostruzione sostenuta dalla difesa del danneggiato. È stato accertato che il musicista occupava una postazione assegnatagli dal direttore d’orchestra e che la caduta era stata provocata dalla rottura di una vite dello schienale della sedia.
Il giudice ha quindi riconosciuto la responsabilità della Fondazione ai sensi dell’articolo 2051 del codice civile, che disciplina i danni cagionati da cose in custodia, escludendo qualsiasi concorso di colpa del musicista. Il risarcimento e il riconoscimento del danno professionale Uno degli aspetti più interessanti della sentenza riguarda la quantificazione del risarcimento. La consulenza medico-legale ha accertato un danno biologico permanente del 12%. Il Tribunale ha tuttavia riconosciuto un’ulteriore maggiorazione del 15%, considerando le particolari conseguenze della lesione sull’attività professionale del musicista. La riduzione della rapidità dei movimenti del polso e della mano destra, infatti, assume una rilevanza specifica per un artista che utilizza quotidianamente tali articolazioni nell’esercizio della propria professione.
Si tratta di un riconoscimento importante sul piano della personalizzazione del danno biologico, distinto dal danno patrimoniale, che il Tribunale non ha invece ritenuto sufficientemente provato. Con sentenza del 19 giugno 2026, la Prima Sezione Civile del Tribunale di Messina ha dunque condannato la Fondazione Teatro Vittorio Emanuele al pagamento del risarcimento del danno biologico con personalizzazione dello stesso oltre interessi legali e rifusione delle spese processuali. La decisione evidenzia l’importanza degli obblighi connessi alla custodia delle attrezzature utilizzate nei luoghi di spettacolo e della valutazione delle concrete conseguenze che un infortunio può determinare sulla vita e sull’attività professionale del danneggiato. Il musicista, nonostante l’infortunio subito ed in attesa dell’intervento chirurgico ha suonato con un braccio fasciato ed una sola mano.


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