Un possibile blocco della circolazione sulle principali autostrade siciliane. È questo lo scenario che emerge dagli atti relativi alla situazione del Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) e che ha fatto scattare un nuovo allarme politico e istituzionale. Al centro della vicenda ci sono gli interventi urgenti di mitigazione del rischio sulla rete autostradale in concessione al CAS, in particolare sulle tratte A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo. A sollevare la questione è il deputato regionale di Sud chiama Nord Pippo Lombardo, dopo quanto emerso durante i lavori della IV Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana dedicati all’esame delle variazioni di bilancio.
“Oltre un mese fa avevamo lanciato l’allarme sul rischio di revoca della concessione al Consorzio per le Autostrade Siciliane. Oggi il quadro che emerge è ancora più grave: non è più in discussione soltanto il futuro della concessione, ma la stessa possibilità di mantenere in esercizio le infrastrutture autostradali. Esiste un concreto rischio di interdizione al traffico e il Parlamento siciliano non può continuare ad apprendere queste informazioni soltanto quando la situazione è ormai arrivata al limite”, evidenzia.
CAS, servono 32,5 milioni per gli interventi urgenti sulle autostrade A18 e A20
La questione nasce dalla documentazione relativa agli interventi necessari per ridurre le condizioni di rischio lungo la rete gestita dal Consorzio Autostrade Siciliane. Nella nota del 14 settembre 2026, protocollo numero 25723, firmata dal direttore generale del CAS Calogero Franco Fazio, viene richiamata la precedente comunicazione del Consorzio del 3 settembre 2026 e viene evidenziata la necessità di garantire la copertura finanziaria per procedere con gli interventi sulle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo. Il fabbisogno complessivo indicato per le opere di mitigazione del rischio ammonta a 32,5 milioni di euro. Una cifra ritenuta indispensabile per affrontare le criticità individuate e consentire l’avvio delle attività previste dalle prescrizioni ministeriali. Il CAS, nella stessa documentazione, sollecita l’attivazione delle risorse economiche necessarie chiedendo “l’immediata assegnazione» di almeno 12 milioni di euro per finanziare i primi interventi già programmati e permettere l’avvio dei lavori entro le tempistiche indicate nella relazione ministeriale”.
Il rischio più grave: la possibile interdizione al traffico delle infrastrutture
È però il passaggio finale della nota del direttore generale del CAS a rappresentare l’aspetto più delicato della vicenda. Nel documento viene infatti evidenziato che, qualora non venissero rispettate le prescrizioni previste, “sussiste il concreto rischio di una totale interdizione al traffico delle infrastrutture”. Una prospettiva che, secondo Lombardo, avrebbe conseguenze pesanti non soltanto sulla mobilità quotidiana dei cittadini, ma anche sul sistema economico regionale.
“Queste parole non lasciano spazio a interpretazioni”, sottolinea Lombardo. “Parliamo di una comunicazione ufficiale del direttore generale del CAS che mette nero su bianco il rischio di una totale interdizione al traffico. Se non si interviene nei tempi prescritti per mitigare le condizioni di rischio, le conseguenze possono riguardare direttamente la percorribilità delle autostrade e, prima ancora, la sicurezza delle migliaia di persone che ogni giorno le utilizzano”, puntualizza.
Il nodo del confronto tra CAS, Regione e Assemblea siciliana
Secondo il deputato regionale di Sud chiama Nord, la situazione sarebbe resa ancora più complessa dalla mancata convocazione della IV Commissione presso la sede del CAS a Messina. Una richiesta avanzata per poter approfondire direttamente la situazione del Consorzio e analizzare il percorso avviato dai vertici dell’ente. Lombardo richiama anche il lavoro svolto dal Consiglio direttivo del CAS, che già nel mese di giugno aveva approvato un Piano di risanamento sul quale, secondo il parlamentare regionale, non sarebbe ancora stato avviato un confronto approfondito tra Consorzio, Governo regionale e Assemblea siciliana. “Un confronto che non è più rinviabile, perché spetta anche alla Regione assumere le determinazioni necessarie sul piano finanziario e individuare le risorse indispensabili per sostenere il percorso di risanamento e rilancio del Consorzio, rendendolo pienamente funzionale e mettendolo nelle condizioni di realizzare gli interventi necessari per garantire la sicurezza e l’adeguamento delle autostrade A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo”, aggiunge.
Lombardo chiede tutti gli atti sui rapporti tra CAS, Regione e Ministero
Il deputato regionale torna quindi a chiedere maggiore trasparenza e la disponibilità immediata di tutta la documentazione relativa ai rapporti intercorsi negli ultimi mesi tra il CAS, la Regione Siciliana e il Ministero competente. “Non è accettabile che l’ARS e la Commissione competente non vengano tempestivamente informate su una questione di questa portata. Chiediamo di acquisire tutta la documentazione e l’intera interlocuzione intercorsa da aprile a oggi, comprese le prescrizioni ministeriali, le risposte del Consorzio, le richieste di finanziamento e ogni atto relativo alle condizioni di sicurezza e agli interventi necessari. I deputati devono avere piena contezza di ciò che sta accadendo”, prosegue Lombardo.
La richiesta: convocare subito la Commissione nella sede del CAS a Messina
Lombardo ribadisce infine la richiesta di una convocazione urgente della IV Commissione presso la sede del CAS a Messina, alla presenza del Governo regionale, dei vertici del Consorzio e degli altri soggetti istituzionali coinvolti. “Prima abbiamo denunciato il rischio sulla concessione. Oggi emerge dagli atti un rischio che riguarda direttamente l’esercizio delle infrastrutture. Non possiamo aspettare il prossimo documento per scoprire che nel frattempo la situazione è ulteriormente precipitata. La Commissione venga convocata immediatamente al CAS, con tutti gli atti sul tavolo. Il Governo chiarisca quali interventi intende finanziare, con quali risorse e in quali tempi”, evidenzia Lombardo. Secondo il parlamentare regionale, l’obiettivo non è creare allarmismo ma intervenire prima che le criticità evidenziate negli atti possano trasformarsi in problemi concreti per la viabilità siciliana. “Qui non si tratta di alimentare allarmismi”, conclude Lombardo, “ma esattamente del contrario: occorre intervenire prima che l’allarme contenuto negli atti si trasformi in conseguenze concrete sulla viabilità. Quando è in gioco la sicurezza di chi percorre quotidianamente le nostre autostrade, trasparenza, tempestività e assunzione di responsabilità devono venire prima di tutto”, conclude Lombardo.


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