La sentenza del Tar Liguria sulla tassa d’imbarco di Genova diventa un nuovo elemento del confronto politico sul futuro della mobilità nello Stretto di Messina e, soprattutto, sulla possibilità di introdurre un regime di gratuità dei traghetti per residenti e imprese dell’area metropolitana. A rilanciare il tema è il segretario provinciale del Partito Democratico di Messina, Armando Hyerace, che legge nella decisione dei giudici amministrativi liguri un principio potenzialmente rilevante anche per la realtà siciliana: la possibilità di prevedere trattamenti differenti quando esistono condizioni territoriali e oggettive differenti. La questione nasce dalla recente decisione con cui il Tar della Liguria ha respinto il ricorso presentato contro il Comune di Genova da Assarmatori, Assagenti, Grandi Navi Veloci, Moby e Stazioni Marittime, riconoscendo la legittimità dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco portuale da 3 euro per passeggero introdotta dall’amministrazione genovese.
Per Hyerace, però, il nodo politico che interessa Messina non è introdurre una nuova tassa. Al contrario, il segretario provinciale del Pd utilizza la pronuncia del Tar per rilanciare la proposta contenuta nel disegno di legge “Messina, Porta del Mediterraneo”, depositato al Senato su iniziativa del senatore Antonio Nicita, che prevede tra le proprie misure anche il traghettamento gratuito per chi vive e lavora nell’area dello Stretto.
Sentenza del Tar sulla tassa d’imbarco, Hyerace: “Un principio importante”
Il punto di partenza dell’intervento di Hyerace è proprio la decisione assunta in Liguria. “La sentenza conferma un principio importante: condizioni particolari possono richiedere strumenti legislativi speciali. La decisione del Tar Liguria sulla tassa d’imbarco introdotta a Genova offre uno spunto che riguarda direttamente anche Messina e lo Stretto”, dichiara il segretario provinciale del Partito Democratico Armando Hyerace. Secondo la lettura proposta dal dirigente dem, la pronuncia rafforzerebbe quindi l’idea che territori caratterizzati da condizioni specifiche possano essere destinatari di strumenti normativi differenziati.
Hyerace: “nessuna nuova tassa per chi attraversa lo Stretto”
Hyerace chiarisce immediatamente un punto per evitare sovrapposizioni tra il caso genovese e la proposta avanzata per Messina. L’obiettivo, sottolinea, non sarebbe trasferire nello Stretto il modello della tassa d’imbarco applicato a Genova, ma utilizzare il principio della differenziazione tra condizioni diverse per costruire una misura di segno opposto: una compensazione economica per chi è costretto ad attraversare lo Stretto per esigenze quotidiane. “Non pensiamo a nuove tasse a carico dei siciliani o di chi attraversa quotidianamente lo Stretto: la nostra proposta va nella direzione opposta. Il disegno di legge “Messina, Porta del Mediterraneo”, già depositato al Senato su iniziativa del senatore Antonio Nicita, prevede la gratuità del traghettamento per i residenti e le imprese dell’area metropolitana dello Stretto attraverso un apposito fondo di compensazione, senza alcuna nuova imposizione a loro carico”, evidenzia.
Residenti e non residenti, il passaggio richiamato dalla sentenza
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di Hyerace riguarda proprio la distinzione tra chi utilizza il trasporto marittimo per ragioni legate alla propria residenza e chi, invece, viaggia per motivi differenti. “Il Tar scrive che la situazione dei residenti e quella dei non residenti presenta diversità oggettive, tali da giustificare un trattamento differenziato in materia di imposizione fiscale. E aggiunge che è analogamente giustificata l’esenzione per i passeggeri che risiedono nelle isole verso le quali la nave è diretta, perché è diversa la condizione di chi prende il mezzo marittimo per tornare a casa da quella di chi si imbarca per vacanza. È il principio esatto su cui si fonda la nostra proposta”.
L’articolo 119 della Costituzione e il principio di insularità
La posizione viene inoltre collegata direttamente all’articolo 119 della Costituzione, modificato nel 2022 con l’introduzione del principio secondo cui la Repubblica riconosce le peculiarità delle Isole e promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. Lo stesso articolo prevede inoltre che lo Stato possa destinare risorse aggiuntive ed effettuare interventi speciali in favore di determinati territori per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale e rimuovere squilibri economici e sociali. Su questo terreno Hyerace costruisce uno dei passaggi politicamente più rilevanti della propria posizione.
“Un principio che trova oggi un fondamento ancora più forte nell’articolo 119 della Costituzione. Da una parte lo Stato può destinare risorse aggiuntive ed effettuare interventi speciali in favore di determinati territori per rimuovere squilibri economici e sociali; dall’altra, si riconoscono le peculiarità delle Isole e si promuovono le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità. È esattamente la logica da cui nasce la proposta di una legge speciale per Messina”. Il riferimento costituzionale è quindi utilizzato dal Pd messinese come uno dei pilastri giuridici e politici per sostenere la richiesta di una legge speciale per Messina.
“Lo Stretto non è un normale sistema di mobilità locale”
Il cuore della rivendicazione riguarda però la particolare natura geografica ed economica dello Stretto di Messina. Secondo Hyerace, non sarebbe corretto trattare il collegamento tra le due sponde come un normale servizio di trasporto locale, perché svolge una funzione che riguarda l’intero sistema di collegamento tra la Sicilia e il continente. “Lo Stretto non è un normale sistema di mobilità locale. È la principale porta terrestre e marittima della Sicilia verso il continente, attraversata ogni anno da milioni di persone, mezzi e merci, e questa funzione determina contemporaneamente costi per chi vive nelle due sponde e costi per la città che sostiene quei flussi. La nostra idea è semplice: chi vive nello Stretto non deve pagare un prezzo aggiuntivo per l’insularità. Deve essere lo Stato, come la stessa Costituzione oggi richiede, a mettere in campo strumenti e risorse capaci di compensare”, puntualizza.
Traghetti gratis per residenti e imprese dello Stretto
La misura probabilmente più immediatamente percepibile dai cittadini è quella relativa alla gratuità del traghettamento. Nel progetto politico illustrato dal Pd, la gratuità dovrebbe riguardare residenti e imprese dell’area metropolitana dello Stretto, finanziata attraverso uno specifico fondo di compensazione e senza introdurre nuovi tributi a carico degli utenti interessati. Il tema della gratuità dei collegamenti marittimi era già stato inserito tra gli elementi centrali del disegno di legge “Messina, Porta del Mediterraneo”, presentato come un intervento organico dedicato allo sviluppo economico, infrastrutturale e occupazionale della città e dell’area dello Stretto. Per Hyerace, la misura non va letta isolatamente, ma all’interno di una strategia più ampia.
Infrastrutture e fiscalità di vantaggio nella legge speciale per Messina
Il disegno di legge, infatti, non si limita ai traghetti. Nella visione illustrata dal Pd, la legge speciale per Messina dovrebbe mettere insieme strumenti differenti: investimenti infrastrutturali, interventi nel settore portuale e logistico, misure per l’occupazione, sostegno alle imprese e forme di fiscalità di vantaggio. Hyerace riassume questa impostazione collegandola direttamente al principio di insularità. “La gratuità del traghettamento, insieme agli investimenti infrastrutturali, alla fiscalità di vantaggio e agli altri interventi contenuti nella legge speciale, risponde a questo principio: trasformare la condizione geografica di Messina e dello Stretto da svantaggio strutturale a opportunità di sviluppo”, prosegue.
Hyerace chiede la calendarizzazione della legge speciale per Messina
L’ultimo passaggio del comunicato è direttamente politico e riguarda il futuro parlamentare del disegno di legge. Hyerace chiede infatti che il provvedimento venga portato avanti in Parlamento e che attorno alla proposta possa costruirsi un sostegno trasversale dei rappresentanti siciliani. “La vicenda di Genova dimostra che gli strumenti speciali per territori che svolgono funzioni speciali sono una scelta che il legislatore può compiere. Per Messina, dopo l’introduzione del principio di insularità in Costituzione, le ragioni per compierla sono ancora più forti. Chiediamo che il disegno di legge venga calendarizzato e che i parlamentari siciliani, di ogni schieramento, lo sostengano con il proprio voto”, conclude.


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