È scontro a Messina sulla cosiddetta direttiva Carrubba, la disposizione organizzativa numero 4 del 12 agosto 2026 che, secondo alcuni consiglieri delle sette Circoscrizioni comunali, starebbe limitando il loro ruolo istituzionale e la possibilità di interloquire direttamente con gli uffici dell’amministrazione. I consiglieri circoscrizionali firmatari del documento hanno annunciato una dura presa di posizione contro quella che definiscono una misura capace di “mettere il bavaglio” alla loro attività politica e amministrativa. La protesta nasce dopo una risposta ricevuta da un consigliere da parte del Dipartimento Servizi Ambientali, che avrebbe richiamato proprio le indicazioni contenute nella direttiva.
Direttiva Carrubba, i consiglieri contestano il nuovo iter per le segnalazioni
Secondo quanto denunciato dai consiglieri delle Circoscrizioni di Messina, la direttiva numero 4 del 12 agosto 2026 avrebbe introdotto un nuovo sistema per la gestione delle segnalazioni provenienti dai rappresentanti eletti nei territori. Nel comunicato viene spiegato che il cosiddetto “dicta Carrubba”, articolato in dieci pagine, vorrebbe disciplinare, “scambiandoci per dipendenti comunali“, le modalità di gestione e trasmissione delle richieste avanzate dai consiglieri circoscrizionali. Secondo la ricostruzione fornita dagli stessi consiglieri, “le segnalazioni dovrebbero essere preliminarmente sottoposte al presidente della Circoscrizione, al quale spetterebbe il compito di verificare eventuali sovrapposizioni con altre richieste, riunire quelle relative allo stesso argomento, individuare l’assessorato o il dipartimento competente e procedere successivamente alla trasmissione. Una procedura che, secondo i firmatari del documento, non rappresenterebbe soltanto un’indicazione interna di carattere organizzativo, ma avrebbe conseguenze concrete sull’attività politica dei consiglieri eletti”.
Il caso del Dipartimento Servizi Ambientali fa scattare la protesta
La contestazione è esplosa dopo un episodio che i consiglieri definiscono “particolarmente grave. A seguito di una richiesta di intervento presentata da un rappresentante circoscrizionale, il Dipartimento Servizi Ambientali avrebbe risposto richiamando la necessità che la richiesta fosse presentata attraverso la firma del presidente della Circoscrizione”. Per i consiglieri si tratta di un precedente “che rischierebbe di modificare il rapporto tra gli eletti nei territori e la macchina amministrativa comunale”. “Si tratta di un fatto di una gravità assoluta“, dichiarano i consiglieri delle sette Circoscrizioni, sottolineando di “non avere alcuna intenzione di accettare limitazioni al proprio ruolo di rappresentanti dei cittadini. Secondo i firmatari, un consigliere circoscrizionale, in quanto titolare di una carica elettiva, dovrebbe poter segnalare direttamente problematiche del territorio e acquisire informazioni utili allo svolgimento del proprio mandato”.
“Non spegnerete la nostra voce libera”: la dura presa di posizione contro l’amministrazione
La protesta si rivolge direttamente all’amministrazione comunale, dal sindaco alla giunta, con un riferimento particolare all’assessore al Decentramento Amministrativo. Nel comunicato i consiglieri affermano: “mettetevi il cuore in pace, dal Sindaco, alla Giunta Comunale, in primis l’Assessore al Decentramento Amministrativo, che probabilmente per il solo fatto di aver svolto in passato anche il ruolo di consigliere circoscrizionale al pari del Sindaco, forse farebbe meglio a spogliarsi di questa delega e rimetterla al primo cittadino, passando per i Dipartimenti e le partecipate: non spegnerete la nostra voce libera ed incondizionata”. Una posizione molto dura, con cui i consiglieri rivendicano il diritto a svolgere il proprio mandato senza vincoli ritenuti incompatibili con la rappresentanza democratica.
Annunciata una conferenza stampa: “Cancellare un’autentica eresia istituzionale”
I consiglieri delle sette Circoscrizioni di Messina hanno annunciato che nei prossimi giorni, dopo la ripresa dell’attività istituzionale successiva alla pausa estiva, illustreranno pubblicamente il percorso che intendono intraprendere. L’obiettivo dichiarato è quello “di contestare la direttiva e promuovere iniziative per superare quello che definiscono un provvedimento non coerente con il ruolo dei rappresentanti territoriali”. Nel comunicato si legge che in conferenza stampa verrà annunciato il percorso per “cancellare un’autentica eresia istituzionale, degna probabilmente di ben altri regimi ed assolutamente sganciata dai dettati normativi vigenti”.
I consiglieri annunciano il coinvolgimento degli organi regionali
La vicenda, secondo quanto annunciato dai rappresentanti circoscrizionali, non resterà confinata al confronto interno al Comune di Messina. I consiglieri dichiarano infatti di voler portare la questione anche all’attenzione delle sedi regionali, coinvolgendo gli organi istituzionali competenti: “riteniamo ci sia una vera e propria emergenza democrratica, che non limiteremo al contesto comunale ma che anzi, anticipiamo, porteremo la vicenda anche all’attenzione delle sedi regionali, investendo i competenti organi istituzionali, perché la libertà nell’espletamento del nostro ruolo significa la libertà di essere rappresentanti della nostra gente che invoca quotidianamente risposte concrete ai propri bisogni e difficoltà e ai quali farebbe bene l’Amministrazione Comunale tutta a concentrarsi piuttosto che tentare di cucire bavaglia istituzionali surreali“, rimarca il documento.
La protesta vede la firma di consiglieri appartenenti alle diverse Circoscrizioni cittadine, tra cui Alessandro Cacciotto, Raffaele Verso, Francesco Pagano, Alessandro Costa, Nicola Cucinotta, Salvatore Scandurra, Salvatore Arena, Maddalena Maria Bonanno, Domenico Cassisi, Emanuele Maurotto, Santi Previti, Giuseppe La Scala, Mario Barresi, Giovanni Danzi, Claudia Minutoli, Francesco Tomasello, Giovanni Russo, Giusy Micalizzi, Andrea Zumbo, Emanuele Carlo e Gabriele Ferrante. La questione apre dunque un nuovo fronte di confronto politico a Messina sul tema del decentramento amministrativo, del ruolo delle Circoscrizioni e dei rapporti tra rappresentanti eletti e strutture comunali.


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