Messina al centro della tutela del Mediterraneo: nasce il progetto per una rete delle Aree Marine Protette tra Sicilia e Tunisia

L’Università di Messina protagonista di GoInAMP-Med, il programma Interreg NEXT Italia-Tunisia che punta a creare modelli condivisi di governance ambientale e sviluppo sostenibile delle aree protette marine

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  • GoInAMP-Med
    Foto di Andrea Paguni
  • GoInAMP-Med
    Foto di Andrea Paguni
  • Prof.ssa Vittoria Berlingo
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Costruire una rete delle Aree Marine Protette del Mediterraneo e sviluppare principi e prassi amministrative condivise di governance, mettendo a confronto le esperienze maturate sulle due sponde del Mediterraneo, in Sicilia e Tunisia. È questa una delle prospettive centrali di GoInAMP-Med, progetto finanziato dal Programma Interreg NEXT Italia-Tunisia, che vede tra i partner il Dipartimento di Giurisprudenza ‘Salvatore Pugliatti’ dell’Università degli Studi di Messina e che ha ospitato, nella Sala Senato dell’ateneo messinese, in un incontro istituzionale e scientifico, la delegazione tunisina impegnata nel progetto, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle Agenzie ambientali e delle Aree Marine Protette.

COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA – I lavori sono stati aperti dal prorettore dell’Università di Messina Antonino Germanà e conclusi dalla professoressa Cinzia Ingratoci, vicedirettrice del Dipartimento di Giurisprudenza ‘Salvatore Pugliatti’ dell’ateneo.

‘GoInAMP-Med è un progetto di cooperazione transfrontaliera particolarmente importante – ha sottolineato il Prorettore  dell’Università di Messina, Antonino Germanà, aprendo i lavori – perché si inserisce nella più ampia strategia di internazionalizzazione dell’ateneo, nella quale il Mediterraneo rappresenta uno spazio prioritario di formazione, ricerca e cooperazione istituzionale. I rapporti tra l’Università di Messina e le Università tunisine poggiano su relazioni consolidate da diversi decenni e GoInAMP-Med offre l’opportunità di svilupparle ulteriormente, aprendole a nuove forme di collaborazione tra Università, istituzioni ambientali e territori”.

GLI OBIETTIVI – A fare il punto sul percorso scientifico del progetto è stata la professoressa Vittoria Berlingò, ordinario di Diritto amministrativo e responsabile scientifica di GoInAMP-Med e delegata all’internazionalizzazione per il Dipartimento di Giurisprudenza: “la giornata di Messina rappresenta una tappa importante, perché mette a sistema il lavoro svolto in questi mesi tra Sicilia e Tunisia verso la costruzione di una rete delle Aree Marine Protette del Mediterraneo. La presenza della delegazione tunisina, composta da rappresentanti delle Agenzie nazionaliambientali, del Ministero dell’Ambiente, dal Ministero della Difesa e delle Aree Marine Protette, conferisce a questo confronto anche una significativa dimensione istituzionale”.

“Come partner del progetto – ha proseguito Berlingò – il Dipartimento di Giurisprudenza, grazie all’unità di ricerca composta anche dai professori Francesco Astone, Anna Romeo, Francesco Siciliano e Ferdinando Croce, lavora sui modelli di governance delle Aree Marine Protette, mettendo a confronto ordinamenti ed esperienze per individuare principi, strumenti e pratiche amministrative condivise, adattabili alle specificità dei diversi contesti. In questa fase stiamo approfondendo alcune delle sfide più urgenti emerse dal progetto: governance collaborativa e multilivello, innovazione tecnologica nel monitoraggio ambientale e sviluppo locale sostenibile”.

“L’obiettivo è però anche guardare oltre GoInAMP-Med, trasformando le relazioni costruite dal progetto in forme più stabili di cooperazione tra Università, istituzioni ambientali e Aree Marine Protette. Una prospettiva che trova oggi, nelle strategie europee per il Mediterraneo, una cornice particolarmente favorevole. Significativa, in questo senso, è anche la partecipazione degli studenti del Corso di laurea specialistica in Diritto dell’innovazione e della sostenibilità: costruire una governance mediterranea significa, infatti, anche formare nuove competenze giuridiche e amministrative capaci di accompagnare le transizioni ambientale e digitale nel Mediterraneo”, evidenzia.

LA TERZA MISSIONE DI UNIME – Sul rapporto tra tutela ambientale e territorio si è soffermata la professoressa Anna Romeo, delegata del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza per la Terza Missione. “GoInAMP-Medmostra concretamente come le Aree Marine Protette possano essere non soltanto luoghi di conservazione della biodiversità, ma anche laboratori di innovazione territoriale e sviluppo locale sostenibile. È una prospettiva che interpreta pienamente la Terza Missione dell’Università: far circolare la conoscenza prodotta dalla ricerca e dalla formazione, costruendo relazioni con istituzioni, enti gestori e comunità locali”. “Il progetto – ha aggiunto Romeo – ha già favorito nuove collaborazioni con le singole Aree Marine Protette, portando l’Università nei territori e consentendo agli studenti di confrontarsi direttamente con amministrazioni, operatori e problemi reali. La sfida è adesso consolidare queste relazioni, affinché possano continuare a produrre conoscenza, partecipazione e opportunità di sviluppo sostenibile anche oltre la durata del progetto”.

IL CONFRONTO CON LA DELEGAZIONE – Particolare rilievo ha assunto il confronto con la delegazione tunisina. Imed Ben Yakhlef, Direttore amministrativo presso l’Agence Nationale de Protection de l’Environnement (ANPE), ha evidenziato il valore della visita in Sicilia come occasione di confronto tra esperienze amministrative differenti e, al tempo stesso, complementari: “Il confronto con il sistema siciliano – ha osservato Ben Yakhlef – ci permette di conoscere altre modalità di gestione e di mettere in comune le rispettive esperienze. In Tunisia la governance delle Aree Marine Protette coinvolge una pluralità di soggetti pubblici e territoriali, insieme alle organizzazioni della società civile. Il nostro obiettivo è confrontare queste esperienze con quelle italiane per individuare soluzioni capaci di migliorare la gestione delle aree protette”. 

Gli altri interventi: Vincenzo Infantino, direttore generale di Arpa Sicilia; Rosario Alescio, presidente di Logos; Davide Bruno, direttore dell’AMP Isola di Ustica e presidente RAMPS; Giovanni Mangano, presidente dell’AMP Capo Milazzo e Francesco Collura, direttore dell’AMP Plemmirio. Il confronto di Messina ha così evidenziato uno dei principali terreni di sperimentazione di GoInAMP-Med: la costruzione di una rete mediterranea delle Aree Marine Protette può diventare, progressivamente, anche una rete di conoscenza e di capacità istituzionale, nella quale amministrazioni, Università, enti gestori e comunità possono condividere esperienze, metodologie di monitoraggio e buone pratiche per la tutela e la gestione sostenibile del patrimonio marino.