Meloni rivendica quattro anni di governo tra economia, sicurezza e Ucraina: “ho protetto la Nazione”

Il presidente del Consiglio rivendica il lavoro dell’esecutivo su risparmi, confini, imprese, famiglie e sicurezza. Nell’intervista al Foglio affronta anche guerra in Ucraina, Europa e rapporti con gli avversari politici

A quattro anni dall’inizio dell’esperienza di governo, Giorgia Meloni traccia un bilancio del lavoro svolto dall’esecutivo e rivendica quello che definisce il principale risultato della sua azione politica: aver “protetto la Nazione” in una fase segnata da crisi economiche, tensioni internazionali e trasformazioni sociali profonde. In una lunga intervista rilasciata al Foglio, il presidente del Consiglio affronta i principali temi dell’attualità politica italiana e internazionale, ripercorrendo le scelte compiute dal suo governo e rispondendo anche alle critiche degli avversari. Il punto centrale del ragionamento del premier riguarda il concetto di protezione dell’Italia, declinato in diversi ambiti: dall’economia alla sicurezza, dall’immigrazione alla politica estera.

Il più grande motivo di orgoglio è quello di aver protetto la Nazione in anni molto difficili, e di averlo fatto in ogni ambito. Di aver protetto i risparmi degli italiani di fronte al rischio di una tempesta finanziaria, di aver protetto i confini della Nazione dall’immigrazione illegale di massa mentre tutto intorno a noi l’instabilità dilagava. Di aver protetto le imprese italiane dal rischio di moltiplicarsi dei provvedimenti ideologici dediti alla desertificazione industriale”, ha dichiarato Meloni.

Famiglie, lavoratori e salari: “abbiamo protetto chi aveva bisogno”

Nel corso dell’intervista, il presidente del Consiglio ha poi ampliato il quadro delle politiche rivendicate dall’esecutivo, citando gli interventi a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e del sistema produttivo. Secondo Meloni, il governo avrebbe agito per affrontare le emergenze e sostenere la crescita economica, con particolare attenzione al mercato del lavoro e al potere d’acquisto. “Sono orgogliosa di aver protetto le famiglie, intervenendo ogni volta in cui era necessario di fronte alle emergenze. Di aver protetto i lavoratori, rendendo più vantaggioso per le aziende assumerli o tenerli. E di aver protetto i salari, che hanno ripreso a crescere più dell’inflazione”, aggiunge Meloni. Nel suo intervento il premier ha citato anche il tema della sicurezza interna, collegandolo al ruolo delle forze dell’ordine: “di aver protetto le forze dell’ordine, perché loro possano proteggere i cittadini in modo più efficace dalla criminalità. E di aver protetto il nome di un’Italia che oggi è ascoltata e rispettata. E potrei fare molti altri esempi”.

Guerra in Ucraina, Meloni: “la storia non si è fermata”

Ampio spazio nell’intervista è stato dedicato anche alla guerra in Ucraina e al ruolo dell’Europa nello scenario internazionale. Il presidente del Consiglio ha definito il conflitto un momento di svolta per il continente europeo, sostenendo che l’invasione russa abbia riportato al centro il tema della sicurezza e della difesa nazionale. Il tentativo russo di conquistare Kiev ha risvegliato l’Europa da un lungo torpore e dalla illusione che fosse al riparo dai grandi rischi del passato. La guerra in Ucraina ha dimostrato che la storia si è tutt’altro che fermata e che è finita l’era nella quale il Vecchio Continente poteva delegare ad altri la propria sicurezza“, prosegue Meloni.

Meloni ha quindi sottolineato la risposta europea, pur riconoscendo difficoltà e contraddizioni nel percorso comune: “nonostante molte contraddizioni e tentennamenti, l’Europa ha saputo reagire in modo ben più determinato di quanto ci si potesse immaginare, sicuramente più di quanto Mosca si aspettasse. Ed è vero che l’incredibile resistenza ucraina ha fatto riscoprire a molti europei il senso dell’identità e del patriottismo”.

Il sostegno all’Ucraina e il tema della difesa: “l’ho fatto per Roma”

Il premier è tornata anche sulla scelta politica di sostenere l’Ucraina, spiegando che tale posizione non sarebbe stata dettata da ragioni elettorali, ma da una valutazione strategica legata agli interessi italiani. “Quando ti definisci un patriota la prima domanda a cui devi rispondere è: sei in grado di mettere la Patria prima di te stesso? E’ questo il punto. Ecco, per me in questi anni sarebbe stato elettoralmente più vantaggioso non sostenere l’Ucraina, piuttosto che farlo. Solo che io non ho sostenuto l’Ucraina per Kiev, io ho sostenuto l’Ucraina per Roma“, sottolinea. Meloni ha spiegato che, secondo la sua visione, la difesa dell’ordine internazionale rappresenta un interesse diretto dell’Italia: “perché, come ho detto molte volte, l’Italia avrebbe tutto da perdere in un contesto internazionale in cui vengono meno le regole della pacifica convivenza tra le nazioni e torna a prevalere la legge del più forte. E, purtroppo, un assaggio di quello scenario lo stiamo avendo in questi anni”.

Sul tema delle spese militari, il presidente del Consiglio ha paragonato gli investimenti nella difesa alle spese che una famiglia sostiene per proteggere la propria abitazione: “per una nazione le spese militari somigliano alle spese che una famiglia sostiene per la sicurezza della propria casa. Certo che è impopolare dire che bisogna spendere anche in difesa. Ma purtroppo è necessario”. E ha aggiunto: “e vado fiera del fatto che, su questo punto, Fratelli d’Italia non ha mai fatto demagogia. Penso che in ogni caso sia molto più saggio fare in modo di non essere facilmente attaccabili che non confidare sul fatto di non essere attaccati“.

Le critiche agli avversari politici attraverso i titoli di film e serie tv

Nel corso dell’intervista al Foglio, Giorgia Meloni ha dedicato spazio anche ai suoi principali avversari politici, utilizzando il riferimento a film e serie televisive per descrivere i protagonisti della politica italiana. Alla domanda su quale titolo consiglierebbe ai diversi leader, la premier ha risposto: “a Conte e Schlein consiglio ‘Una poltrona per due’, e non credo che serva spiegare il perché. A Renzi ‘Ritorno al futuro’, per la nostalgia degli anni che furono. A Calenda ‘L’ultimo dei Mohicani’, per la tenacia con cui si oppone agli estremismi della sinistra“.

Poi il riferimento a Roberto Vannacci: “a lui consiglierei ‘Il Mago di Oz’, perché l’uomo che proietta la sua immagine gigantesca, alla fine del film, è un po’ quello che mi capita di pensare quando vedo quei video fatti con l’AI di lui muscoloso condottiero e poi lo ritrovo a fare le gare di nuoto con Renzi“. Infine, un parallelo dedicato agli alleati di governo: “A Tajani e Salvini consiglio ‘Stranger Things’, serie meravigliosa, perché guardare quella comitiva all’apparenza improbabile che combatteva una battaglia più grande di lei mi ha fatto spesso sorridere, pensando a questi anni”.

Immigrazione e identità europea: la posizione di Meloni sui nuovi equilibri politici

Un altro tema affrontato dal presidente del Consiglio riguarda la crescita dei movimenti politici che mettono al centro identità nazionale, controllo dei confini e contrasto all’immigrazione illegale. Meloni ha commentato anche quanto accaduto in Sassonia e più in generale il dibattito politico europeo. “Da anni, in Europa sono cresciuti quei movimenti politici che pongono in primo piano la difesa dell’identità, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, il pericolo dell’islamizzazione dell’Europa. Nei confronti di questi movimenti, molto spesso la reazione dell’establishment è stata quella di provare a creare dei ‘cordoni sanitari’, non invece di affrontare nel merito le questioni“, puntualizza.

Secondo il premier, la risposta non sarebbe nell’esclusione politica ma nell’affrontare direttamente i temi sollevati dai cittadini: “come si vede, è una strategia che non funziona. Funziona, invece, ascoltare quelle istanze e rispondere. E’ quello che sta facendo il centrodestra in Italia, con soluzioni serie e non demagogiche: in tema di lotta all’immigrazione clandestina, di difesa dei confini, di tutela delle fasce più fragili, di attenzione alle periferie, di centralità del lavoro”. Meloni ha infine sottolineato le differenze tra il quadro politico italiano e quello di altri Paesi europei: “Da noi il contesto politico è radicalmente diverso da quello che vediamo in Germania e in altre Nazioni“.