Maltrattamenti in famiglia a Reggio Calabria, la Corte d’Appello riduce la condanna da 3 anni e 4 mesi a 2 anni

Accolte le tesi difensive dell’avvocato Marco Ielo: riconosciute le attenuanti generiche e valorizzato il vizio parziale di mente dopo la nuova perizia medico-legale disposta in secondo grado

Significativo ridimensionamento sanzionatorio nell’ambito di un complesso processo per maltrattamenti in famiglia. La Corte d’Appello di Reggio Calabria, con sentenza pronunciata il 17 settembre 2026, ha accolto le tesi difensive dell’Avv. Marco Ielo e ha rideterminato la pena nei confronti dell’imputato, riducendo la condanna dai 3 anni e 4 mesi di reclusione inflitti in primo grado a soli 2 anni.

Il quadro accusatorio e la linea difensiva in primo grado

La vicenda trae origine dalle contestazioni per condotte maltrattanti – sia fisiche che psicologiche – ai danni della moglie e dei figli per un arco temporale di circa trentacinque anni, con le contestate aggravanti dell’ubriachezza abituale e della presenza dei figli minori.

Già nel giudizio di primo grado dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria (sezione G.I.P./G.U.P., sentenza del 17/12/2025 all’esito del giudizio abbreviato), la strategia ricostruttiva tracciata dall’Avv. Marco Ielo, suffragata da Ctu medico legale disposta dal Tribunale, aveva consentito di far emergere il quadro di sofferenza psicofisica dell’uomo: il Giudice aveva infatti escluso l’aggravante dell’ubriachezza (art. 94 c.p.) e riconosciuto la diminuente del vizio parziale di mente (art. 89 c.p.) sulla base della CTU svolta in sede di incidente probatorio, giungendo a una condanna a 3 anni e 4 mesi.

La decisiva svolta in Appello curata dall’Avv. Marco Ielo

Ritenendo necessario valorizzare maggiormente la reale portata del vizio di mente dell’assistito, l’Avv. Marco Ielo del Foro di Reggio Calabria ha proposto impugnazione in Appello, tracciando una linea difensiva incentrata sulla necessità di un ulteriore ed esaustivo approfondimento clinico-peritale. La Corte d’Appello ha accolto la puntuale istanza della difesa, disponendo la rinnovazione della perizia medico-legale in secondo grado.

Il verdetto e il risultato conseguito

All’esito del giudizio, i Giudici d’Appello hanno recepito alcuni motivi di doglianza presenti all’interno del quadro prospettato dall’Avv. Marco Ielo. La Corte ha riconosciuto in favore dell’imputato le circostanze attenuanti generiche, giudicandole prevalenti – unitamente alla diminuente del vizio parziale di mente di cui all’art. 89 c.p. – rispetto alla residua aggravante accertata, rideterminando la sanzione in soli 2 anni di reclusione, riducendo pertanto di un anno e quattro mesi la condanna pronunciata in prima istanza e definendo in modo più favorevole la posizione del proprio assistito.