L’UE vuole vietare social, IA e videogiochi online agli under 15: il piano storico per proteggere i ragazzi dalla rete

La Commissione Europea prepara l’“EU Kids Act”: accesso graduale ai servizi digitali, controlli sull’età, stop ai design che creano dipendenza e nuove tasse per le piattaforme

L’Unione Europea prepara una svolta senza precedenti nella gestione del rapporto tra minori e mondo digitale. La Commissione Europea punta infatti a introdurre il divieto di accesso ai social network, alle piattaforme di condivisione video, ai chatbot basati sull’intelligenza artificiale e ai giochi online per i ragazzi con meno di 15 anni, in quello che viene definito il più ampio piano mai elaborato a livello europeo per la protezione dei bambini dai rischi della rete.

La proposta emerge da un documento della Commissione Europea visionato da Reuters e rientra nell’iniziativa denominata “EU Kids Act”, che sarà presentata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dalla responsabile europea per il digitale Henna Virkkunen. L’annuncio ufficiale è atteso nei prossimi giorni, con la possibilità che alcuni dettagli vengano anticipati già durante il discorso sullo stato dell’Unione Europea dedicato alle future politiche comunitarie.

Social, TikTok, YouTube e ChatGPT nel mirino: l’UE vuole limitare l’esposizione dei più giovani

La crescente diffusione di piattaforme digitali come Facebook e Instagram di Meta, TikTok, YouTube di Google e strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT ha alimentato in molti Paesi il dibattito sui possibili effetti sulla salute mentale, sulla sicurezza e sulla privacy dei minori.

La Commissione Europea parte dall’idea che bambini e adolescenti debbano poter beneficiare delle opportunità offerte dal digitale, ma con regole più rigide per evitare fenomeni come dipendenza da smartphone, esposizione a contenuti dannosi, manipolazione degli algoritmi e sfruttamento commerciale dei dati personali.

Nel documento viene spiegato: “L’approccio dell’Unione deve consentire ai minori di sfruttare l’enorme potenziale dei servizi digitali, proteggendoli al contempo da abusi e sfruttamento. È necessario limitare l’accesso delle aziende tecnologiche ai nostri figli, e non viceversa”.

Il principio alla base della proposta è quindi un cambio di paradigma: non saranno più soltanto le famiglie a dover gestire i rischi della rete, ma anche le grandi aziende tecnologiche dovranno assumersi responsabilità precise.

Accesso digitale a fasce d’età: cosa cambierebbe per bambini e adolescenti

La proposta dell’EU Kids Act prevede un sistema di accesso progressivo ai servizi digitali basato sull’età degli utenti. Le regole saranno differenti in base alla tipologia di piattaforma e al livello di rischio associato.

I ragazzi dai 15 anni in su potranno creare autonomamente account personali sulle piattaforme digitali. Per la fascia compresa tra i 13 e i 14 anni, invece, sarà possibile accedere ai social media e alle piattaforme video soltanto attraverso account introduttivi autorizzati dai genitori, con numerose limitazioni.

Questi profili saranno sottoposti a controllo parentale, con contatti ridotti, limiti temporali di utilizzo e strumenti specifici per monitorare l’attività online.

Per i bambini tra i 3 e i 12 anni, gli account saranno completamente gestiti dai genitori e potranno essere utilizzati esclusivamente servizi pensati per l’infanzia, caratterizzati da elevati standard di sicurezza. I minori di 3 anni, invece, non potranno accedere ai servizi digitali.

I dettagli della proposta potrebbero comunque cambiare prima della presentazione definitiva.

Le piattaforme dovranno verificare l’età e pagare una tassa di vigilanza

Uno degli aspetti più rilevanti del piano europeo riguarda gli obblighi imposti alle aziende tecnologiche. Secondo il documento, le società dovranno versare una tassa di vigilanza destinata a finanziare le attività di controllo e l’applicazione delle nuove norme da parte delle autorità competenti.

Le piattaforme dovranno inoltre introdurre sistemi più efficaci per la verifica dell’età degli utenti. I social network e le piattaforme di condivisione video dovranno controllare l’età al momento della creazione di un nuovo account, mentre le piattaforme di videogiochi online dovranno effettuare la verifica prima del download dei giochi.

Tra gli obblighi previsti dalla bozza figurano anche il divieto di utilizzare design progettati per creare dipendenza, algoritmi capaci di alimentare feed dannosi e meccanismi che incentivano un utilizzo eccessivo delle piattaforme.

Le aziende dovranno inoltre mettere a disposizione strumenti semplici e immediati per consentire ai minori di segnalare contenuti pericolosi, oltre a sistemi avanzati di controllo parentale.

L’Europa prepara una nuova legge: serviranno mesi per l’approvazione definitiva

La proposta della Commissione Europea dovrà ora affrontare un lungo percorso legislativo. Nei prossimi mesi Bruxelles lavorerà insieme agli Stati membri dell’Unione Europea e al Parlamento Europeo per definire il testo definitivo prima dell’eventuale approvazione.

La Commissione non ha rilasciato commenti ufficiali sul documento, mentre le grandi piattaforme digitali sostengono di aver già adottato misure preventive per limitare l’accesso dei più giovani. Molte aziende fissano infatti a 13 anni l’età minima per iscriversi ai social network, in linea con gli standard attualmente più diffusi.

Il nuovo piano europeo, però, punta ad andare oltre, introducendo un sistema uniforme in tutta l’UE e spostando parte della responsabilità dalle famiglie alle aziende che gestiscono gli ambienti digitali frequentati quotidianamente da milioni di ragazzi.

Se approvato, l’EU Kids Act potrebbe rappresentare una delle più importanti regolamentazioni mondiali sul rapporto tra minori, social network e intelligenza artificiale, segnando un nuovo capitolo nella battaglia europea per un internet più sicuro.