“Luce sui Parchi” ha unito archeologia, spettacolo, musica, enogastronomia e promozione del territorio, con eventi ospitati nei principali parchi e siti archeologici regionali. Un percorso che ha avuto nella Locride il suo centro, coinvolgendo luoghi simbolo come Locri Epizefiri, l’antica Kaulon, il Teatro greco-romano di Portigliola e la Villa Romana di Casignana. Nel tracciare il bilancio dell’iniziativa, l’assessore Giovanni Calabrese ha sottolineato il valore strategico della valorizzazione del patrimonio archeologico calabrese.
“Luce sui Parchi ha dimostrato una cosa molto semplice e consegnato una consapevolezza precisa: la storia non deve essere soltanto conservata, deve tornare a vivere nel presente. I nostri siti archeologici non sono semplicemente luoghi da visitare, ma sono luoghi da vivere, conoscere e condividere. Oltre 30 mila presenze in una settimana sono un risultato straordinario, ma soprattutto sono la conferma che esiste una domanda forte di Calabria culturale, identitaria, autentica”. Per Calabrese, il progetto ha dimostrato come i luoghi della cultura possano diventare protagonisti della narrazione turistica regionale, trasformando il patrimonio storico in uno strumento di attrazione e sviluppo.
La Locride protagonista tra archeologia, musica e grandi artisti
L’assessore regionale ha evidenziato il ruolo della Locride, territorio scelto come laboratorio iniziale del progetto, grazie alla presenza di un patrimonio storico e paesaggistico di valore internazionale. “Abbiamo avuto la possibilità di lavorare nella Locride, una terra di una bellezza straordinaria, dove il mare dialoga continuamente con una storia millenaria. Locri Epizefiri, l’antica Kaulon, il Teatro greco-romano di Portigliola, la Villa Romana di Casignana sono luoghi che non hanno bisogno di essere inventati: hanno già dentro di sé una forza, un fascino e un patrimonio che appartengono alla storia del Mediterraneo. Il nostro compito è farli conoscere, renderli sempre più accessibili e soprattutto restituire loro il ruolo che meritano nella narrazione della Calabria”.
Durante gli appuntamenti del progetto, grandi artisti hanno dialogato con i luoghi archeologici, contribuendo a creare un rapporto tra cultura contemporanea e memoria storica. Calabrese ha ricordato gli interventi di Alessandro Siani, Loredana Bertè, Carmen Consoli, Cataldo Perri, Tosca e degli altri protagonisti, sottolineando come l’archeologia possa diventare non una semplice scenografia, ma un elemento centrale della proposta culturale. “In questi giorni abbiamo visto grandi artisti confrontarsi con questi luoghi e abbiamo dimostrato che l’archeologia può essere protagonista e non semplice cornice”, ha affermato l’assessore.
Un lavoro di squadra per costruire un’offerta turistica integrata
Secondo Calabrese, il successo della manifestazione è stato possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti culturali, amministrazioni locali e operatori del territorio. “La buona riuscita di questa manifestazione è anche il risultato di un grande lavoro di squadra. Voglio ringraziare innanzitutto i Parchi Marini Regionali della Calabria, il Ministero del Turismo, la Direzione Regionale Musei Nazionali Calabria, la Soprintendenza per i Beni Archeologici, il GAL Terre Locridee, l’Accademia Senocrito per la direzione artistica, il Dipartimento Turismo della Regione Calabria e Calabria Straordinaria, la Fondazione Calabria Film Commission e tutte le Amministrazioni comunali che hanno creduto nel progetto e hanno messo a disposizione luoghi, energie e competenze”. L’assessore ha sottolineato come l’iniziativa abbia messo insieme cultura, archeologia, spettacolo, enogastronomia, paesaggio e accoglienza, creando un modello di promozione integrata del territorio.
Per la Regione Calabria, “Luce sui Parchi” non rappresenta un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso più ampio che coinvolgerà altri luoghi simbolo del territorio. “Ma questo non è un punto di arrivo. È l’inizio di un percorso che vogliamo portare avanti in tutta la Calabria. La Locride è stata il laboratorio dal quale siamo partiti, ma la sfida regionale è molto più ampia. Vogliamo portare luce sui parchi archeologici, sui parchi marini e sui grandi luoghi della cultura calabrese, dando loro sempre maggiore risalto, visibilità e centralità nella strategia turistica regionale”.
L’obiettivo, ha spiegato Calabrese, non è replicare semplicemente un festival, ma esportare un metodo basato sulla valorizzazione dei luoghi e sul coinvolgimento delle comunità. “Dobbiamo esportare un metodo: mettere il patrimonio al centro, costruire attorno ai luoghi una programmazione culturale di qualità, coinvolgere le comunità e creare occasioni capaci di attrarre visitatori anche oltre la tradizionale stagione balneare”.
Una Calabria da raccontare oltre il mare
L’assessore ha infine ribadito la necessità di costruire una nuova narrazione turistica della regione, fondata sulla capacità di unire mare, archeologia, borghi, musei, paesaggi e produzioni locali. “La Calabria può e deve costruire motivazioni di viaggio autonome dal solo mare. Il mare resta una delle nostre grandi ricchezze, ma pochi chilometri più dentro troviamo archeologia, borghi, musei, paesaggi, produzioni, cultura e identità. È questo il patrimonio che dobbiamo imparare a raccontare insieme”.
Calabrese conclude guardando alla prospettiva futura e alla possibilità di trasformare l’eredità culturale calabrese in una leva permanente di sviluppo. “Quando la storia diventa identità contemporanea, il patrimonio smette di essere soltanto qualcosa da custodire e diventa una straordinaria opportunità per generare cultura, turismo, economia e futuro. È questa la Calabria che vogliamo continuare a costruire: una Calabria capace di valorizzare i propri gioielli, di metterli in rete e di trasformare la propria immensa eredità culturale in una delle principali ragioni per scegliere la nostra regione, dodici mesi l’anno”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?