L’Aula del Senato ha dato il via libera all’emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma della legge elettorale il nuovo meccanismo delle preferenze con capilista bloccati. Il provvedimento è stato approvato con 97 voti favorevoli, 67 contrari e 2 astensioni, segnando un passaggio importante nell’iter della riforma elettorale attualmente in discussione a Palazzo Madama. La proposta approvata dalla maggioranza modifica il sistema di scelta dei candidati introducendo la possibilità per gli elettori di esprimere preferenze, ma lasciando una posizione di rilievo al capolista bloccato, il cui nome resta fissato in cima alla lista senza possibilità di essere modificato dal voto degli elettori.
Preferenze fino a tre nomi e alternanza di genere
Il nuovo meccanismo previsto dalla riforma della legge elettorale consente agli elettori di esprimere fino a tre preferenze. La norma introduce però il principio dell’alternanza di genere: le preferenze dovranno infatti rispettare una sequenza uomo-donna o donna-uomo. In caso contrario, scatterà l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine della lista. Il sistema punta quindi a consentire una maggiore scelta da parte degli elettori, mantenendo però un equilibrio nella rappresentanza di genere all’interno delle liste elettorali.
Come funzionerà il voto con il nuovo sistema
Secondo quanto previsto dall’emendamento approvato dal Senato, sulla scheda elettorale saranno presenti sei nomi, oltre al meccanismo del capolista bloccato. L’elettore potrà esprimere la propria scelta attraverso una croce accanto a uno dei nomi indicati nella lista. L’alternanza di genere partirà dal primo candidato indicato dopo il capolista, che manterrà quindi una posizione distinta rispetto agli altri candidati. Il nuovo modello introduce dunque un sistema misto: da una parte la possibilità per gli elettori di incidere sulla composizione delle liste attraverso le preferenze, dall’altra la conferma di una figura già individuata dai partiti.
Respinte le proposte delle opposizioni
Nel corso dell’esame in Aula sono state respinte tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni, ad eccezione di un emendamento tecnico di drafting approvato all’unanimità. Il confronto parlamentare si è quindi concentrato soprattutto sul nodo delle preferenze elettorali, tema che aveva già acceso il dibattito politico nelle settimane precedenti. La maggioranza ha scelto di confermare la propria impostazione, introducendo un sistema che combina la presenza di candidati bloccati con la possibilità di scelta da parte degli elettori.


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