Nuovo sbarco di migranti a Lampedusa, dove nelle scorse ore sono arrivati 58 cittadini stranieri soccorsi nel Canale di Sicilia dalla nave della Ong Sea Punk1. Il gruppo, composto da persone provenienti da diversi Paesi africani e asiatici, viaggiava su un piccolo barchino di circa 7 metri quando è stato raggiunto dall’imbarcazione impegnata nelle operazioni di soccorso. Tra i migranti sbarcati al porto dell’isola ci sono 11 donne e tre minorenni, mentre le nazionalità dichiarate comprendono ivoriani, eritrei, gambiani, nigeriani, malesi e sudanesi. Dopo l’arrivo sulla terraferma, tutti sono stati sottoposti alle prime verifiche previste dalle procedure di accoglienza.
Il viaggio partito dalla Libia e il soccorso nel Canale di Sicilia
Secondo quanto ricostruito, il gruppo era partito da Sabratha, in Libia, la sera di quattro giorni fa, affrontando la traversata del Mediterraneo centrale a bordo di un’imbarcazione precaria. Il barchino, con a bordo quasi sessanta persone, è stato successivamente individuato e soccorso dalla Sea Punk1, una nave impegnata nelle attività di assistenza e salvataggio nel Mediterraneo. La rotta dalla Libia verso l’Italia continua a rappresentare una delle principali direttrici delle partenze attraverso il Mediterraneo centrale, un percorso caratterizzato da lunghi tratti in mare aperto e da condizioni spesso difficili per chi affronta la traversata su mezzi non adeguati.
I controlli sanitari e il trasferimento all’hotspot di Lampedusa
Una volta arrivati al porto commerciale di Lampedusa, i 58 migranti hanno effettuato un primo triage sanitario, come previsto dai protocolli di accoglienza e sicurezza. Terminati gli accertamenti iniziali, il gruppo è stato trasferito all’hotspot di contrada Imbriacola, la struttura che sull’isola ospita i migranti in attesa delle successive procedure amministrative. All’interno del centro, al momento, risultano presenti 135 ospiti, tra cui 45 minorenni non accompagnati. La presenza significativa di giovani senza familiari al seguito rappresenta uno degli aspetti più delicati nella gestione degli arrivi, richiedendo percorsi specifici di tutela e assistenza.


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