La rimodulazione dei voli internazionali dell’aeroporto di Reggio Calabria apre un nuovo dibattito sul futuro dello scalo e sulle prospettive turistiche della città. A intervenire è Alessandro Gioffrè d’Ambra, storico della scienza, reggino, viaggiatore e responsabile volontario delle Relazioni Internazionali e dei Portavoce all’Estero del Club per l’UNESCO “Re Italo”, che ha affidato a una lunga riflessione la propria analisi sul rapporto tra trasporti, turismo e sviluppo del territorio. Al centro dell’intervento c’è la preoccupazione per la progressiva riduzione dei collegamenti europei del “Tito Minniti”, ma anche la convinzione che il rilancio dell’aeroporto non possa essere affidato esclusivamente alle decisioni di una singola compagnia aerea.
“Apprendiamo, verso la fine dell’Estate, che l’aeroporto di Reggio, dopo oltre due anni di voli per l’Europa, sarà servito nel prossimo Inverno da una sola rotta internazionale. Questo non perché manchino i passeggeri: tutte le persone reggine ci siamo accorte dell’aumento del turismo in città e in provincia e d’altronde il “Tito Minniti” ha chiuso il 2025 sfiorando il milione di passeggeri, i quali sino a pochi anni fa invece a stento superavano i 300 mila. È per lo più un turismo diverso rispetto a quello che c’era nel periodo pre low-cost: giungono visitatori di tutte le età, magari alloggiando in qualche camera in periferia e mangiando nelle rosticcerie o persino al supermercato” ha scritto Gioffrè d’Ambra.
Secondo il rappresentante del Club per l’UNESCO “Re Italo”, il fenomeno del turismo low-cost non dovrebbe essere considerato una minaccia, ma una risorsa da comprendere e valorizzare, seguendo l’esempio di numerose destinazioni internazionali. “Questa nuova tipologia di turista avrà disorientato gli operatori del turismo calabrese, che probabilmente erano abituati a visitatori ultra-sessantenni che alloggiavano in alberghi in centro e pranzavano lautamente in ristoranti oppure a scolaresche e pensionati che si fermavano mezza giornata per visitare il Museo, pranzare e fare una passeggiata sul Lungomare prima di rientrare a Tropea o a Taormina. Il “turismo low-cost” è però una risorsa, presente nell’intera Europa e non solo (ho avuto modo di notarlo anche in Sud America, Nord Africa, Caucaso, Mediterraneo…), che va considerata e implementata.”
“La Calabria deve prepararsi a ogni tipologia di buon turismo”
Gioffrè d’Ambra sottolinea come la crescita turistica richieda una visione più ampia, capace di intercettare visitatori differenti e di costruire servizi adeguati alle nuove esigenze. “Se la Calabria vuol essere una regione con una sincera vocazione turistica – non solo meta di decine di migliaia di Calabresi emigrati che rientrano quanto spesso riescano, dall’area Padana, dal Nord Europa, dall’Australia o dal Canada – deve considerare ogni tipologia di “buon turismo” e prepararsi adeguatamente a riceverlo; Sicilia, Campania, Puglia lo fanno egregiamente da decenni a quanto sembra (pensiamo solo agli aeroporti di Napoli e di Catania che hanno chiuso il 2024 con 12 milioni di passeggeri ciascuno e adeguano i loro terminal per raggiungerne 20) e la confinante Basilicata non è da meno“.
Lo storico della scienza distingue però il turismo sostenibile e interessato alla scoperta dei territori dal cosiddetto turismo di massa privo di attenzione verso cultura e ambiente. “È vero che andrebbe evitato il “cattivo turismo”, quello di masse di persone che si muovono come un fiume in piena, poco interessate ad arte, cultura o natura, che non hanno idea neppure di quali lingue si parlino nel luogo dove passano le vacanze, alle quali interessa solo staccare dal lavoro svolgendo attività, rilassanti o spericolate che siano, in spiaggia o in discoteca, mangiando in qualche fast-food. Ma per il momento, ritengo, siamo lontani da queste masse anonime e possiamo concentrarci su chi viene per godere del paesaggio e dell’arte, del mare e della montagna, delle cittadine costiere e dei borghi arroccati, delle architetture e delle culture.”
Dal Comitato ProAeroporto alla richiesta di una strategia di lungo periodo
Nella sua riflessione Gioffrè d’Ambra ricorda anche le battaglie condotte negli anni passati per il rilancio dello scalo reggino, attraverso il Comitato ProAeroporto e le iniziative del Club per l’UNESCO “Re Italo”. ““L’Aeroporto deve Volare” si leggeva una decina d’anni fa; partecipai con interesse al Comitato ProAeroporto, alle battaglie del quale il Club per l’UNESCO “Re Italo” ha partecipato per alcuni anni, essendo presenti anche ad una protesta presso la sede della Giunta Regionale; raccogliemmo slogan “Voglio Volare a Reggio” da ogni parte del mondo, da persone sia reggine che straniere“.
Secondo Gioffrè d’Ambra oggi la situazione è cambiata: esiste un nuovo terminal e la Regione Calabria ha favorito l’arrivo di diversi voli Ryanair, ma la progressiva cancellazione di alcune rotte rischia di riportare lo scalo a una dimensione prevalentemente nazionale. “Oggi esiste un nuovo terminal, al passo con le più recenti tecnologie; la struttura non è completata e, evidentemente, va ancora restaurata la parte preesistente; però è già qualcosa.”
Il riferimento è anche alla visita a Reggio Calabria del responsabile Ryanair, che secondo Gioffrè d’Ambra aveva riconosciuto il potenziale turistico del territorio. “La Ryanair ci sta forse abbandonando; qualcuno o qualcosa boicotta forse l’aeroporto a prescindere. Ma il punto cruciale è: il turismo di una provincia non può dipendere da una compagnia aerea!”
Un piano voli fino al 2056 e la promozione internazionale di Reggio
La proposta avanzata è quella di una strategia di lungo periodo capace di coinvolgere più compagnie aeree e valorizzare la posizione geografica di Reggio Calabria nel Mediterraneo. “È essenziale un piano di sviluppo turistico che guardi non al prossimo anno, bensì ai prossimi 15 o 30 anni. Sono necessari piani adeguati per il futuro, che coinvolgano decine di compagnie aeree; pensiamo ad altre low-cost: Vueling, WizzAir, PegasusAirlines, Eurowings, Norwegian, EasyJet… che tra loro non entrano in conflitto, operando su rotte differenti.”
Gioffrè d’Ambra racconta anche la propria esperienza personale da viaggiatore, sottolineando il potenziale di attrazione internazionale della città. “Personalmente ho viaggiato con 44 compagnie aeree presso circa 95 aeroporti; almeno una metà di queste volerebbe su Reggio, se fosse a conoscenza della città. È necessaria una promozione a livello globale dell’area di Reggio“. Il responsabile del Club per l’UNESCO “Re Italo” ricorda inoltre il lavoro svolto dall’associazione attraverso pubblicazioni e materiali informativi distribuiti nel mondo, ma sottolinea la necessità di un maggiore impegno istituzionale. “Ma è la politica a doversi muovere in quanto purtroppo le associazioni non hanno la stessa forza“.
Reggio e il turismo dei pensionati europei: una risorsa ancora da valorizzare
Un altro segmento individuato da Gioffrè d’Ambra è quello dei pensionati europei con disponibilità economica e tempo per viaggiare, una fascia di visitatori che potrebbe trovare a Reggio Calabria un’offerta completa tra mare, montagna, cultura e natura. “Esiste una risorsa turistica, proveniente da molti paesi europei, costituita da persone pensionate che hanno diritto, necessità, voglia e possibilità di viaggiare; queste persone, potendo scegliere, optano con piacere per una località come Reggio, dove c’è letteralmente “tutto”: mare, monti, spiagge, cascate, borghi, monumenti, siti archeologici, musei, festival, cucina et cetera; cultura e natura, arte e paesaggio, storia e anima.” Secondo lo storico della scienza anche le infrastrutture esistenti rappresentano un patrimonio da sfruttare meglio, dal porto alla rete ferroviaria, fino all’autostrada e all’aeroporto. “Oltre a ciò abbiamo le infrastrutture (ferrovie, autostrada, porto, aeroporto) che, tutte insieme, non sono scontate nemmeno in città di maggiori dimensioni. Pensiamo a come utilizzarle al meglio“.
La riflessione si chiude con un appello alla politica affinché costruisca una strategia complessiva per il turismo reggino, superando una visione emergenziale e puntando su obiettivi di lungo periodo. “Smettiamola dunque di dire o pensare che a Reggio non funzioni questo o quello (immaginiamo piuttosto come sia pesante la vita in città come quella “fogna chic” che è la rumorosa New York) e sproniamo i Politici a realizzare un piano del turismo che preveda la promozione della città, l’arrivo di turisti e il piano dei voli da oggi fino al 2056.” “Io, nel caso in cui avessi tutte le competenze necessarie lo farei; ma sarebbe comunque inutile, non occupando alcun posto di potere” si chiude la riflessione.


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