La Notte dei Ricercatori, Corte dei Conti e Università Mediterranea: il dialogo fra trasparenza e snellimento della burocrazia | INTERVISTE 

Al via La Notte delle ricercatrici e dei ricercatori 2026. L'Università Mediterranea di Reggio Calabria ha ospitato un importante incontro di confronto con la Corte dei Conti fra rapporto con le istituzioni, importanza della trasparenza e necessità di snellire la burocrazia

  • Guido Carlino e Rettore Zimbalatti
    Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
  • Guido Carlino
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  • Guido Carlino
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  • Guido Carlino
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  • Guido Carlino e Rettore Zimbalatti
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  • Guido Carlino e Rettore Zimbalatti
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  • Roberto Occhiuto
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  • Rettore Zimbalatti
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  • Wanda Ferro
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  • Roberto Occhiuto e Wanda Ferro
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  • Superscienceme Università Mediterranea
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  • Superscienceme Università Mediterranea
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  • Superscienceme Università Mediterranea
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  • Superscienceme Università Mediterranea
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  • Evoluzione dei controlli e riforma della responsabilità erariale
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Al via il programma di SuperScienceMe 2026, la Notte delle ricercatrici e dei ricercatori 2026, presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. La tredicesima edizione si snoderà attraverso un programma fatto di convegni, incontri, laboratori aperti, esperimenti, cinema, musica, attività rivolte a studenti, famiglie e cittadini. L’obiettivo è avvicinare il pubblico ai luoghi e ai protagonisti della ricerca, raccontarne l’impatto sulla vita quotidiana e favorire un dialogo diretto tra comunità scientifica e territorio, senza tralasciare l’attenzione per il sociale.

L’iniziativa conferma una consolidata e rinnovata sinergia tra la Regione Calabria, che ha inteso finanziare l’evento, l’Università della Calabria, l’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’Università degli Studi della Basilicata e gli istituti calabresi e lucani del Consiglio nazionale delle ricerche.

L’Aula Magna Quistelli ha ospitato, nel pomeriggio odierno, il convegno sull’Evoluzione dei controlli e riforma della responsabilità erariale, promosso dalla Presidenza della Corte dei conti. Presenti il Rettore Giuseppe Zimbalatti, il Presidente della Corte dei Conti Guido Carlino, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e l’On. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno.

Zimbalatti: “messaggio di trasparenza e legalità, oltre che di erogazione di importanti contributi formativi”

Il Rettore Giuseppe Zimbalatti ha dichiarato: “un grande ringraziamento al presidente della Corte dei Conti Guido Carlino per questa scelta di svolgere a Reggio Calabria questo importante convegno di studi nel quale sono presenti e sono relatori insigni giuristi provenienti un po’ da tutti i mondi compreso quello accademico, tant’è che come Università siamo ben rappresentati da due relatori, da due, da due professori.

È molto importante questa apertura perché siamo consapevoli di quanto serva ai nostri giovani soprattutto far arrivare la voce diretta dello Stato attraverso gli organismi più significativi e più rappresentativi dal punto di vista della legalità e della trasparenza. Pertanto, un grande grazie va alla Corte dei Conti per questa opportunità che viene data sia all’università e in generale, ma in particolare all’Università di Reggio Calabria.

Questo evento è inserito, anzi direi che apre le celebrazioni della Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori che convenzionalmente in Europa, ormai da oltre un decennio, si svolge l’ultimo venerdì di settembre, ed è un modo molto importante perché avvicina il mondo della ricerca e dell’alta formazione a un mondo straordinariamente importante che è quello della responsabilità giuridica e a cui si rifà ovviamente tutto il mandato della Corte dei Conti stessa.

Per cui iniziare la Notte dei Ricercatori con questo evento per noi è molto significativo dal punto di vista del messaggio di trasparenza e legalità, oltre che di erogazione di importanti contributi formativi“.

Carlino: “semplificare sì, ma senza sacrificare legalità e tutela delle risorse pubbliche”

Il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, ha dichiarato: “l’iniziativa offre un’importante occasione di confronto su questioni che occupano oggi una posizione centrale nel dibattito istituzionale. Il rapporto tra semplificazione amministrativa, controlli, attività consultiva e responsabilità nella prospettiva del buon andamento della pubblica amministrazione. Saranno approfonditi i profili di contabilità pubblica, una materia che unisce in sé due peculiari caratteristiche: quella di rappresentare un organico corpo normativo, in continuo adeguamento alle istanze sociali ed economiche provenienti dalla comunità, e quella di essere presidiata dalla Corte dei Conti.

Da diverso tempo il legislatore ha promosso una politica di semplificazione amministrativa tesa ad accelerare i tempi dei procedimenti pubblici, a ridurre la burocrazia, a valorizzare le performance e i risultati, unitamente al rafforzamento delle responsabilità decisionali. Ha infatti avviato un processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione basato sul cambiamento dei percorsi decisionali, toccando la gestione delle risorse, la razionalizzazione e la digitalizzazione dei provvedimenti, ma anche la formazione del personale.

Questa particolare concentrazione sul risultato ha richiesto il passaggio da una logica focalizzata esclusivamente sulla regolarità formale degli atti, ad una logica orientata all’efficienza, all’efficacia e alla tempestività dell’azione amministrativa. Una tale evoluzione che non deve prescindere dalle garanzie costituzionali che assicurano trasparenza, legalità e corretto utilizzo delle risorse della collettività richiede dirigenti e funzionari capaci di assumere decisioni rapide ed efficaci.

Questo avviene in particolare nei settori strategici, come quelli degli investimenti e degli appalti pubblici che rappresentano ambiti molto delicati dell’azione amministrativa perché coinvolgendo ingenti risorse finanziarie e interessi economici rilevanti, comportano rischi di corruzione, di mala gestio e trovano l’antidoto più efficace nella necessità di rispettare i principi di concorrenza, trasparenza e buon andamento.

L’accelerazione della semplificazione amministrativa nel nostro paese ha registrato una forte spinta con la gestione dell’emergenza Covid-19 e dei successivi interventi legati al PNRR. L’esigenza di spendere rapidamente significative risorse pubbliche ha comportato l’adozione di numerose misure di semplificazione che hanno certamente favorito una maggiore celerità decisionale, ma che hanno reso ancora più essenziale la necessità della presenza di controlli tempestivi, efficaci e indipendenti, capaci di prevenire inefficienze. In questo scenario è intervenuta la legge 7 gennaio 2026 numero 1 che con l’intento di dare risposta alla necessità di un modello amministrativo alla semplificazione, all’innovazione, alla celerità impatta in modo rilevante sull’assetto delle funzioni di controllo consultive giurisdizionali di competenza della Corte dei Conti, introducendo nuovi strumenti e ridefinendo, tra l’altro, il quadro della responsabilità amministrative.

La finalità che certamente ispira l’intervento normativo, quella di assicurare una più efficiente azione amministrativa, non esime dal constatare che alcune delle disposizioni introdotte dalla legge appaiono suscettibili di generare effetti di segno opposto, incidendo su strumenti e garanzie tradizionalmente funzionali al perseguimento del buon andamento della corretta gestione delle risorse pubbliche. La riforma, infatti, intervenendo sui presupposti delle responsabilità dei pubblici agenti e ponendo modesti limiti percentuali e rituali al risarcimento del danno, finisce paradossalmente per entrare in tensione con gli stessi principi ispiratori che ne costituiscono il fondamento.

Non va dimenticato, infatti, che il danno erariale deriva dalla lesione di un interesse pubblico e che la conseguente responsabilità amministrativa mira a reintegrare le risorse della collettività che possono essere nuovamente destinate al finanziamento di servizi essenziali dalle scuole agli ospedali fino alle molteplici prestazioni che si ripercuotono concretamente sulla qualità della vita dei cittadini perché si curano servizi efficienti, rendono effettivi diritti fondamentali, promuovono lo sviluppo del Paese e rafforzano il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

L’attenuazione della funzione risarcitoria propria della giurisdizione contabile determina pertanto la realizzazione di minori entrate difficilmente recuperabili in altra sede, accollando alla comunità tutta il prevalente costo dei danni recati alle casse pubbliche dal dipendente infedele.

La previsione poi di meccanismi di definizione favorevole per il decorso dei termini per l’esercizio delle funzioni consultive di controllo, il cosiddetto silenzio assenso, traducendosi anche in un’automatica esenzione da responsabilità, potrebbe snaturare tare funzioni trasformandole da presidio tecnico giuridico di legalità a momento procedurale svuotato di effettività. Le funzioni consultive di controllo, infatti, hanno tradizionalmente costituito uno strumento di orientamento e supporto le amministrazioni, contribuendo a creare un contesto di certezza giuridica grazie al quale gli amministratori possono operare con maggiore consapevolezza e sicurezza.

L’obiettivo di maggiore efficienza dell’azione amministrativa andrebbe pertanto perseguito senza sacrificare i principi posti a tutela della legalità dell’interesse pubblico, valorizzando una cultura della responsabilità consapevole nella quale il funzionario agisce con competenza e diligenza, evitando di fare affidamento su strumenti di copertura preventiva rispetto a possibili responsabilità future. In questo contesto le sezioni della Corte dei Conti chiamate a sviluppare un percorso ermeneutico volto a preservare la coerenza con l’ordinamento e contestualmente a valorizzare le ragioni tutela dell’erario e della sana gestione finanziaria stanno evidenziando rilevanti criticità interpretative nell’applicazione della legge 1 del 2026.

Ricomporre le disarmonie del quadro normativo dai contorni poco definiti è un compito che il giudice contabile assolve per fornire criteri interpretativi idonei a guidare le condotte degli operatori pubblici sulla base di regole chiare, certe, riducendo in tal modo il grado di imprevedibilità degli esiti giudiziari, dunque il disorientamento di chi ne subisce le conseguenze. Ritengo che il confronto scientifico e istituzionale promosso da questo convegno possa offrire un contributo prezioso per accompagnare l’attuazione della riforma e per individuare soluzioni interpretative in ossequio ai valori costituzionali che presidiano la gestione delle risorse pubbliche. L’obiettivo comune deve essere quindi quello di creare, di costruire un’amministrazione più efficiente, ma anche più responsabile, più rapida nelle decisioni, ma sempre trasparente e rispettosa della legalità.
In questa prospettiva il controllo e la giurisdizione contabile continueranno a rappresentare strumenti essenziali di garanzia per i cittadini e per la tutela dei bilanci pubblici che costituiscono ovviamente il fondamento concreto dell’azione dello Stato al servizio della collettività”.

Occhiuto: “rapporto positivo con Corte dei Conti ha permesso di migliorare mia amministrazione”

Durante il suo intervento, il presidente Roberto Occhiuto ha dichiarato: “per me, ma ritengo per ogni presidente di Regione in Italia, il giorno più bello dell’anno non è certamente quello nel quale si presenta l’udienza di Parifica della Corte dei Conti. Io però ho cercato di vivere questo rapporto con la Corte dei Conti in un modo che potesse essere il più positivo possibile per la mia amministrazione, cioè nel senso che in una regione che scolta deficit pluriennali, forse anche pluridecennali di capacità amministrativa, avere la Corte dei Conti che in qualche modo indicando le ombre e le cose che non funzionano dà anche una direttrice in ordine alle cose da migliorare, per l’amministratore che vuole migliorare la qualità della sua amministrazione è un’opportunità preziosa.

Devo dire che è proprio grazie al contributo che la Corte dei Conti nell’esercizio delle sue funzioni ogni anno ha svolto in sede di giudizio di parifica, io ho avuto modo di concentrare di far concentrare l’attenzione dei miei dirigenti sulle questioni sulle quali la Corte dei Conti di volta in volta accendeva dei fari molto utili per me, per esempio in tema di contrasto di ammontare dei contenziosi, accantonamenti, in termini di anticipazioni di liquidità da parte delle aziende del sistema sanitario regionale.

Sono tutte questioni che mi hanno aiutato a rendere un po’ più performante l’amministrazione che ho l’onore di guidare, tant’è che nell’ultimo giudizio di Parifica abbiamo potuto insieme verificare che la Calabria, che è una regione sempre additata tra le ultime d’Italia, è una regione che ha, per esempio, registrato un avanzo di amministrazione tra i più alti d’Italia, perché abbiamo avuto un avanzo di amministrazione di circa 300 milioni di euro.

Se ci fosse stato un rapporto di pregiudizio tra chi governa territorio e chi istituzionalmente è chiamato a svolgere una funzione di controllo nei confronti del del governo, dell’amministrazione di quel territorio, forse questi risultati non li avremmo ottenuti. Quindi io credo che se il buon amministratore utilizza le funzioni della Corte dei Conti come una traccia di lavoro nella sua azione amministrativa, può migliorare la qualità della sua amministrazione“.

Ferro: “Corte dei Conti fondamentale, ma importante anche facilitare l’attività degli amministratori”

Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, ha dichiarato: “il tema scelto è di particolare rilievo perché tiene insieme l’evoluzione dei controlli, la responsabilità erariale, la semplificazione e il buon andamento. Sono aspetti diversi, però sono aspetti dello stesso problema, ovvero quello di mettere la Pubblica Amministrazione nelle condizioni di utilizzare bene le risorse, di rispettare le regole e di dare risposte tempestive ai cittadini e alle imprese. Negli ultimi anni questa esigenza, lo ha detto il presidente Carlino, è diventata ancora più evidente dal Covid in poi, ma ancor di più per quanto riguarda l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la gestione dei fondi europei e la necessità di poter colmare ritardi infrastrutturali e sociali hanno richiesto alle amministrazioni una capacità di programmazione di spesa molto maggiore rispetto al passato.

Sono cresciute le risorse disponibili, ma sono anche aumentate le complessità delle procedure, la quantità degli adempimenti e la responsabilità che viene affidata a chi deve trasformare le risorse in opere e servizi. La semplificazione non può certamente tradursi nella rinuncia, su questo voglio essere chiara, ai controlli di legalità che restano indispensabili per tutelare le risorse pubbliche e garantire la correttezza dell’azione amministrativa.

Allo stesso tempo le regole devono essere sufficientemente chiare da consentire a chi amministra di comprendere quali decisioni assumere e quali da queste decisioni sono le responsabilità che ne derivino. È un po’ per citare una frase che ho sempre sentito, ovvero che i controlli non sono burocrazia, sono un presidio di legalità. Su questo punto voglio ricordare che la Corte costituzionale 2024 ha riconosciuto l’esistenza di una vera e propria così chiamata fatica dell’amministrare, una fatica generata dal complesso intreccio di leggi, regolamenti e norme di diverso rango che può alimentare la famosa paura della firma e quella forma di burocrazia difensiva per cui rinviare una scelta finisce per apparire più prudente rispetto a quella di assumere una scelta.

È una condizione che riguarda in modo particolare gli amministratori locali, sindaci, assessori, dirigenti comunali che si confrontano ogni giorno con norme che cambiano, competenze che si sovrappongono, scadenze essere avvicinate e strutture amministrative spesso insufficienti. Devono occuparsi degli appalti, servizi sociali, edilizia scolastica, viabilità, protezione civile, gestione dei rifiuti, rigenerazione urbana e sicurezza dei territori. Nei piccoli comuni, non di rado, tutto questo ricade, su pochi funzionari chiamati a seguire contemporaneamente procedimenti di materie molto diverse e di crescente complessità.

Sappiamo perfettamente che il TUEL è un testo di fattura straordinario dal punto di vista legislativo, ma che è rimasto un po’ fermo per 20 anni, quindi auspico che poi anche la Corte dei possa darci il parere su questa legge delega di 11 articoli non è una delega in bianco. Chi conosce la realtà come me degli enti locali, di cui ho anche delega al Ministero d’Interno, sa quanto sia difficile amministrare in queste condizioni.

Un’opera che non parte, un finanziamento che non viene utilizzato, un servizio che arriva in ritardo, hanno conseguenze molto rilevanti, ma soprattutto conseguenze per tutta la comunità. Per questo occorre garantire certezze agli amministratori pubblici, velocizzare l’azione politica e soprattutto l’amministrazione pubblica e tutelare i funzionari che operano che voglio sottolineare in buona fede. Tutelare chi agisce correttamente non significa attenuare il principio di responsabilità.

Chi esercita una funzione pubblica deve rispondere delle proprie decisioni e dell’impiego delle risorse che gli sono state affidate. È però necessario che la responsabilità sia definita attraverso criteri chiari e proporzionati, capaci di distinguere le condotte realmente gravi dagli errori che possono maturare nell’applicazione di una disciplina incerta o nell’esercizio di funzioni particolarmente complesse.

La stessa Corte Costituzionale ha indicato la necessità di una più equa ripartizione del rischio connesso all’azione amministrativa, richiamando, tra i possibili e papabili strumenti una definizione più precisa della colpa grave, il potere riduttivo del giudice, il rafforzamento dei controlli e forme di tutela per chi si attiene alle indicazioni ricevute. In questo quadro assumono particolare importanza il controllo preventivo di legittimità e la funzione consultiva della Corte dei Conti.
Poter affrontare in anticipo i profili più dedicati di un atto, di un procedimento, aiuta le amministrazioni a potersi muovere con maggiore sicurezza, previene gli errori e riduce il rischio di un contenzioso successivo.

Il controllo può così accompagnare il percorso amministrativo fin dalle fasi iniziate e decisive, offrendo punti di riferimento utili soprattutto nei procedimenti più complessi e negli investimenti di maggiore rilievo. La funzione della Corte dei Conti è assolutamente centrale. La tutela dell’equilibrio finanziario, la verifica della corretta gestione delle risorse, la giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica costituiscono garanzie essenziali per tutti i cittadini. Il contributo della magistratura contabile è prezioso anche per favorire i comportamenti amministrativi consapevoli e uniformi in un ordinamento nel quale non sempre è semplice ricomporre norme nazionali, discipline europea e competenze territoriali.

Abbiamo bisogno di una pubblica amministrazione che sappia assumersi la responsabilità delle proprie scelte e che disponga degli strumenti necessari per poterlo fare con competenza, onestà e serietà, regole comprensibili, controlli efficaci e tempi compatibili con le esigenze dei territori sono condizioni essenziali per dare piena attrazione al principio costituzionale, al buon andamento“.