Isole minori siciliane, Federalberghi denuncia: “sospensioni e rincari danneggiano territori e turismo”

Dal 10 settembre torna l’incremento sulle tratte statali: “annunci, sospensioni e rincari danneggiano residenti, imprese e turismo”. Chiesto un intervento urgente della Regione Siciliana e del Governo

A meno di un mese dalle rassicurazioni arrivate dalla Regione Siciliana e dall’approvazione delle Deliberazioni di Giunta n. 323 e 324 dell’11 agosto, le isole minori siciliane tornano a fare i conti con una nuova emergenza legata ai collegamenti marittimi. La Società Navigazione Siciliana (SNS) ha infatti comunicato il ripristino, a partire dal 10 settembre 2026, dell’aumento del 18% sulle tariffe dei collegamenti statali Siremar, una decisione che ha provocato la dura reazione di Federalberghi Isole Minori Sicilia. L’associazione denuncia un provvedimento che rischia di colpire pesantemente residenti, pendolari, operatori economici, trasporto delle merci e turisti, riaprendo una questione che sembrava essere stata temporaneamente congelata durante il periodo estivo.

Federalberghi: “le isole minori ripiombano nell’emergenza”

Federalberghi Isole Minori Sicilia esprime “forte preoccupazione per il ritorno dell’aumento tariffario, sottolineando come la decisione della società di navigazione rappresenti una smentita rispetto agli impegni annunciati nelle settimane precedenti dalla politica regionale. Secondo l’associazione, il provvedimento contrasta con le rassicurazioni ricevute dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò, intervenuti dopo le sollecitazioni arrivate dai sindaci delle isole e dalle categorie produttive”. Il nodo principale, secondo Federalberghi, riguarda “la mancanza di una copertura finanziaria definitiva per evitare il rincaro sulle tratte statali. La Deliberazione di Giunta regionale n. 323, infatti, avrebbe garantito soltanto la copertura finanziaria strutturale per le sotto-compensazioni relative ai mezzi veloci regionali, mentre la Deliberazione n. 324 avrebbe rappresentato un atto di indirizzo in vista del futuro assetto previsto per il 2027. Per l’associazione, quindi, la linea statale sarebbe rimasta priva di una reale sterilizzazione economica, trasformando il congelamento estivo dell’aumento in un semplice rinvio destinato ora a riproporsi”.

“Il nuovo aumento si aggiunge al +56% già applicato dal 2022”

Il ritorno del rincaro del 18% rappresenta, secondo Federalberghi, “un ulteriore aggravio per territori già penalizzati dagli aumenti degli ultimi anni. L’associazione ricorda infatti che sulle tratte statali era già stato applicato un incremento del 56% dal giugno 2022, con un impatto significativo sul costo degli spostamenti da e verso le isole minori. Il nuovo aumento porterebbe quindi il costo complessivo dei collegamenti a livelli considerati non più sostenibili, anche alla luce della riduzione delle corse che, secondo Federalberghi, ha interessato diversi collegamenti marittimi. Una situazione che rischia di incidere non solo sulla vita quotidiana degli abitanti delle isole, ma anche sulla competitività del settore turistico, che rappresenta una delle principali fonti economiche dei territori coinvolti”.

Del Bono: “l’incertezza dei collegamenti arreca un danno reputazionale incalcolabile”

Il presidente di Federalberghi Isole Minori Sicilia, Christian Del Bono, ha espresso la posizione dell’associazione evidenziando le conseguenze economiche e sociali dell’instabilità del sistema dei trasporti. “Questo continuo susseguirsi di annunci, sospensioni e rincari proietta sui mercati un’immagine di precarietà e inaccessibilità che scoraggia i visitatori, danneggia la programmazione delle imprese e mina la tenuta sociale dei territori – evidenzia Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Minori Sicilia –. L’aumento del 18% si aggiunge peraltro al +56% già applicato sulle tratte statali dal giugno 2022, portando il saldo complessivo a livelli insostenibili a fronte dei tagli di corse subiti. L’incertezza dei collegamenti arreca un danno reputazionale incalcolabile alle nostre comunità. Occorre un intervento immediato del Governo regionale per bloccare la stangata e restituire stabilità al sistema”, evidenzia. Secondo Federalberghi, infatti, “la questione non riguarda soltanto il prezzo dei biglietti, ma la capacità delle isole minori di garantire continuità nei collegamenti e condizioni adeguate per cittadini e imprese”.

La richiesta di un intervento urgente della Regione e del Ministero

Federalberghi Isole Minori Sicilia ribadisce “le richieste già formalizzate attraverso diverse comunicazioni inviate nei mesi scorsi, comprese le note PEC del 5, 10 e 13 agosto e la Memoria del 23 giugno 2026“. L’associazione chiede “un intervento congiunto della Regione Siciliana e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per bloccare l’aumento e garantire una programmazione stabile dei servizi. In particolare, viene richiesto l’inserimento nei futuri Piani Economico-Finanziari del reintegro totale delle corse statali soppresse dal 2022, facendo riferimento all’articolo 8 della Convenzione del 2016″. Federalberghi attende inoltre risposte “su alcuni punti ritenuti strategici per il futuro dei collegamenti marittimi”.

Le richieste sulle rotte per Ustica e le Eolie e il futuro dei bandi

“Tra le questioni ancora aperte c’è anche quella relativa all’esclusione dal trasferimento previsto dalla Delibera 324 di collegamenti considerati fondamentali, come la tratta per Ustica e la linea Eolie-Napoli. L’associazione chiede inoltre garanzie sulla reale copertura finanziaria statale per evitare nuovi tagli ai servizi e propone l’estensione delle tutele tariffarie ai pendolari del settore privato, così da superare le attuali differenze rispetto ai lavoratori del comparto pubblico. Un altro elemento centrale riguarda l’apertura di un tavolo tecnico-politico permanente presso l’Assessorato regionale e la convocazione tempestiva di un’audizione presso la IV Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, con l’obiettivo di analizzare preventivamente i capitolati dei futuri bandi di gara quinquennali”, conclude la nota.