L’intelligenza artificiale divide gli italiani tra timori e aspettative. È quanto emerge dal nuovo sondaggio realizzato da Termometro Politico, che ha chiesto agli intervistati se siano preoccupati per l’impatto dell’AI e se ritengano che questa tecnologia possa rappresentare un pericolo. La rilevazione, realizzata con metodo CAWI su 2.400 intervistati tra il 10 e il 17 settembre 2026, restituisce un quadro articolato: una parte consistente della popolazione guarda con preoccupazione agli effetti dell’AI sulla società, mentre un’altra considera l’innovazione tecnologica una possibilità concreta per migliorare la vita delle persone.
Il timore più diffuso riguarda libertà, lavoro e disuguaglianze
La risposta più scelta dagli intervistati riguarda il possibile impatto sociale dell’intelligenza artificiale. Secondo il 39,9% del campione, l’AI non distruggerà l’umanità, ma potrebbe rendere la vita delle persone “meno libera e meno umana” e aumentare le disuguaglianze. Questo dato evidenzia come il principale timore non sia necessariamente legato a scenari estremi, ma soprattutto alle conseguenze concrete che la diffusione delle nuove tecnologie potrebbe avere nella vita quotidiana, nel mondo del lavoro e nell’accesso alle opportunità.
Il 27,5% teme rischi estremi: “potrebbe distruggere l’umanità”
Una quota significativa degli intervistati, pari al 27,5%, condivide invece gli allarmi più radicali sull’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Questa parte del campione ritiene che gli avvertimenti sui rischi dell’AI vadano presi seriamente e che la tecnologia potrebbe arrivare a rappresentare una minaccia per l’intera umanità. Si tratta di una posizione che richiama il dibattito internazionale sui possibili scenari futuri legati allo sviluppo di sistemi sempre più avanzati e autonomi.
Il 25,8% vede l’intelligenza artificiale come un’opportunità
Non tutti gli intervistati guardano all’AI con preoccupazione. Il 25,8% considera infatti l’intelligenza artificiale una grande innovazione e ritiene che, se utilizzata correttamente, possa migliorare significativamente la qualità della vita. Questa parte del campione sottolinea quindi il potenziale positivo della tecnologia, dalle applicazioni scientifiche a quelle sanitarie, fino agli strumenti capaci di semplificare attività quotidiane e professionali.
Una minoranza considera l’AI una bolla mediatica
Solo il 4% degli intervistati ritiene invece che l’intelligenza artificiale sia stata sopravvalutata. Secondo questa posizione, l’AI rappresenterebbe soprattutto una grande “bolla mediatica e finanziaria”, con il rischio di provocare anche conseguenze negative sull’economia. Il dato mostra come questa interpretazione sia oggi minoritaria rispetto alle altre visioni emerse dal sondaggio.
Il 2,8% non esprime una posizione
Infine, il 2,8% degli intervistati ha scelto la risposta “Non so/non intendo rispondere”, senza prendere posizione sul possibile impatto futuro dell’intelligenza artificiale.
Il futuro dell’AI tra innovazione e interrogativi
Il sondaggio di Termometro Politico fotografa quindi una società che guarda all’intelligenza artificiale con sentimenti contrastanti. Da una parte emergono le paure legate alla perdita di controllo, alla trasformazione del lavoro e all’aumento delle differenze sociali; dall’altra resta forte la convinzione che l’AI possa rappresentare uno strumento di progresso se governata e utilizzata in modo responsabile. La rilevazione raccoglie le opinioni degli intervistati nel periodo compreso tra il 10 e il 17 settembre 2026 e rappresenta le percezioni del campione sul rapporto tra tecnologia, società e futuro.



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