Incendio all’Oasi Argo di Cirò Marina, LEIDAA in soccorso dei 200 cani: “emergenza di proporzioni colossali”

Il rifugio animalista è stato devastato dalle fiamme: morti sei cani con problemi motori, distrutti due furgoni e le attrezzature dei volontari. Michela Vittoria Brambilla: “faremo di tutto perché questi delinquenti vengano assicurati alla giustizia”

  • Incendio Oasi Argo
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Un incendio ha devastato l’Oasi Argo di Cirò Marina, rifugio per animali che ospita circa duecento cani, lasciando dietro di sé distruzione, perdite e una pesante emergenza per i volontari che da anni si occupano della struttura. A mobilitarsi per sostenere il rifugio è la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente (LEIDAA), che ha annunciato un intervento immediato per portare aiuto agli animali e agli operatori impegnati nella gestione dell’emergenza.“La nostra Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente sta intervenendo rapidamente per portare soccorso ai circa duecento cani dell’Oasi Argo di Cirò Marina, che nelle scorse ore è stata colpita da un terribile incendio, probabilmente di origine dolosa. Un aiuto concreto per i volontari che, con grande forza e determinazione, stanno affrontando un’emergenza di proporzioni colossali”, ha dichiarato l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della LEIDAA e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e la tutela dell’ambiente.

Le fiamme hanno distrutto il rifugio: sei cani morti e danni ingenti

L’incendio è divampato nel pomeriggio all’interno dell’Oasi Argo di Cirò Marina, struttura gestita da Caterina Semerano e punto di riferimento per numerosi animali abbandonati. Le fiamme, domate con grande difficoltà dai Vigili del Fuoco, hanno provocato danni pesantissimi. Il bilancio più drammatico riguarda la morte di sei cani con problemi motori, rimasti vittime del rogo. Oltre alla perdita degli animali, l’incendio ha cancellato strumenti indispensabili per il funzionamento quotidiano del rifugio. Sono state infatti distrutte diverse attrezzature logistiche fondamentali per i volontari e due furgoni utilizzati per il trasporto degli animali. La struttura si trova ora ad affrontare una situazione di emergenza, con la necessità di garantire assistenza ai numerosi cani ospitati e ricostruire quanto andato perduto.

L’ipotesi del dolo e le indagini dei Carabinieri

Sul caso sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire le cause dell’incendio. Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla LEIDAA, il rogo potrebbe avere origine dolosa. Una circostanza che, se confermata dagli investigatori, aprirebbe scenari ancora più gravi per quanto accaduto all’interno del rifugio. “Non posso nemmeno immaginare – prosegue l’on. Brambilla – il dolore provato dai poveri animali rimasti vittime delle fiamme”, ha affermato la presidente della LEIDAA. Brambilla ha poi sottolineato il ruolo delle forze dell’ordine nell’indagine: “I carabinieri della compagnia di Cirò Marina sono tempestivamente intervenuti sul posto e stanno indagando sull’origine di un incendio che, dalle prime ricostruzioni, sembra di origine dolosa”.

“Un avvertimento a Caterina, una donna che ha sempre combattuto per gli animali”

Secondo quanto dichiarato dalla presidente della LEIDAA, l’incendio potrebbe essere collegato all’attività portata avanti negli anni dalla responsabile del rifugio. “Un avvertimento a Caterina, una donna che ha sempre combattuto per la tutela degli animali e contro lo sfruttamento economico del randagismo”, ha dichiarato Brambilla riferendosi all’ipotesi investigativa sulla possibile matrice del rogo. Il lavoro svolto dall’Oasi Argo riguarda infatti il recupero e la tutela di animali abbandonati, un’attività portata avanti attraverso l’impegno quotidiano dei volontari. La devastazione della struttura rappresenta quindi non soltanto un danno materiale, ma anche un duro colpo per una realtà impegnata da anni nella protezione degli animali.

Brambilla: “verranno assicurati alla giustizia e condannati”

La presidente della LEIDAA ha annunciato che l’associazione seguirà la vicenda e si impegnerà affinché eventuali responsabili vengano perseguiti. “Se ciò sarà confermato, faremo di tutto perché questi delinquenti che ammazzano gli animali e distruggono il lavoro dei volontari vengano assicurati alla giustizia e vengano condannati non solo per il reato di incendio doloso, ma anche e soprattutto sulla base della legge Brambilla: la norma, in vigore dal primo luglio del 2025, che tutela gli animali come esseri senzienti e punisce severamente chi fa loro del male”, ha affermato. La vicenda dell’Oasi Argo di Cirò Marina riaccende così l’attenzione sul tema della tutela degli animali e sul ruolo delle strutture che ogni giorno si occupano di accoglienza e assistenza dei cani abbandonati.