“La Sicilia brucia e la politica deve agire”. È il messaggio lanciato dal sindaco di Taormina Cateno De Luca durante il convegno dedicato alla gestione degli incendi in Sicilia e alla necessità di costruire un nuovo modello di tutela del territorio. Un confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e locali con un obiettivo preciso: superare la logica dell’emergenza e costruire un sistema fondato su prevenzione, monitoraggio, capacità di intervento e programmazione. Al centro del dibattito non soltanto gli incendi boschivi, ma una sfida più ampia legata a siccità, alluvioni, frane ed erosione costiera. De Luca ha evidenziato la necessità di un cambio di approccio: “Serve un nuovo modello di gestione del territorio a salvaguardia dell’ecosistema siciliano”.
De Luca: “ai sindaci servono strumenti per esercitare le responsabilità”
Il sindaco di Taormina ha aperto il confronto richiamando il ruolo centrale degli enti locali nella difesa del territorio. Alla presenza del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e del presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, De Luca ha sottolineato come ai Comuni vengano affidati compiti sempre più importanti nella gestione delle emergenze ambientali. “Grazie al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno per essere intervenuti stamane a Taormina, portando il loro prezioso contributo”, ha dichiarato. Il nodo, secondo il primo cittadino, riguarda la distanza tra responsabilità formali e possibilità concrete di intervento. “Se ai sindaci affidiamo responsabilità precise sulla tutela del territorio, dobbiamo anche dare loro gli strumenti per esercitarle davvero”, ha affermato. Una questione che riguarda, in particolare, la gestione delle aree private non messe in sicurezza e la capacità dei Comuni di intervenire tempestivamente.“I Comuni hanno obblighi precisi, ma spesso non dispongono delle risorse umane, finanziarie e operative necessarie per farli rispettare”, ha sottolineato De Luca.
Schifani: “incendi, siccità e dissesto sono aspetti della stessa sfida”
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha sottolineato la necessità di affrontare i rischi ambientali con una visione complessiva. “Incendi, siccità, alluvioni, frane ed erosione delle coste non possono essere considerati problemi indipendenti. Sono aspetti diversi di una stessa sfida: adattare il governo del territorio a condizioni climatiche che stanno cambiando e costruire un sistema regionale di prevenzione capace di leggere insieme tutti i rischi”, ha dichiarato. Secondo il governatore siciliano, la Regione deve lavorare insieme agli enti locali per costruire una strategia comune. “La Regione è in prima linea su tutti questi fronti, siamo consapevoli che occorre un approccio integrato, dobbiamo fare sistema con le istituzioni del territorio e quindi apprezzo questo momento di confronto istituzionale: siamo al fianco dei sindaci e dei Comuni, con i quali in questi anni abbiamo aperto un’interlocuzione costante e diretta”, ha aggiunto. Tra le proposte emerse durante il confronto, Schifani ha evidenziato quella relativa a un fondo di rotazione per i Comuni, destinato a sostenere gli interventi di prevenzione. “Considero condivisibile la proposta del sindaco di Taormina, esposta in apertura dei lavori, di un fondo di rotazione che consenta agli enti locali di attingere alle risorse necessarie per mettere in campo le attività di prevenzione”, ha spiegato.
Protezione Civile: formazione per tutti i Comuni e più strumenti tecnologici
Il presidente della Regione ha illustrato anche alcune delle azioni già avviate sul fronte della Protezione Civile regionale. “Non possiamo eliminare il rischio, ma possiamo conoscerlo meglio, ridurlo e prepararci prima”, ha affermato Schifani. Tra gli interventi annunciati c’è la formazione dei responsabili della Protezione Civile di tutti i 391 Comuni siciliani, con l’obiettivo di trasformare le allerte in decisioni operative più rapide. “La Protezione civile regionale formerà, a partire da lunedì prossimo, i 391 responsabili di tutti i Comuni dell’Isola per trasformare le allerte in decisioni tempestive, prevenzione concreta e maggiore sicurezza per i cittadini”, ha dichiarato. La strategia regionale riguarda diversi settori: dagli incendi alla gestione delle risorse idriche, fino alla protezione delle coste.
Incendi in Sicilia, nuove tecnologie e potenziamento del Corpo forestale
Sul fronte degli incendi boschivi, la Regione ha illustrato un piano che punta su prevenzione, controllo del territorio e innovazione tecnologica. Tra gli strumenti previsti c’è la nuova Control Room regionale, insieme a un sistema integrato che utilizzerà cartografie, dati satellitari, sensori e piattaforme digitali per individuare tempestivamente gli hotspot e simulare la propagazione delle fiamme. Il progetto, finanziato attraverso il Pon Legalità con circa 25 milioni di euro, nasce dall’accordo con il Ministero dell’Interno e con l’azienda di Stato Leonardo. L’infrastruttura sarà completata con 12 torrette digitali e circa 8 mila sensori distribuiti sul territorio regionale. Parallelamente è previsto il rafforzamento del personale del Corpo forestale della Regione Siciliana. Dopo anni di riduzione degli organici, è stata riaperta la stagione delle assunzioni: i primi 46 nuovi agenti sono già operativi, mentre altri 266 entreranno in servizio entro l’inizio della prossima campagna antincendio. Il piano complessivo prevede oltre 440 nuove unità entro il 2028. Anche il parco mezzi è stato potenziato con 384 nuovi veicoli per un investimento superiore ai 67 milioni di euro.
Siccità, acqua e invasi: la strategia della Regione per affrontare le crisi future
La gestione della siccità in Sicilia rappresenta un altro pilastro della strategia regionale. Secondo quanto illustrato dalla Regione, sono entrati in funzione i dissalatori di Trapani, Porto Empedocle e Gela, mentre sono stati realizzati interventi su pozzi, reti, traverse e sistemi di adduzione. Gli interventi hanno consentito, secondo i dati regionali, un incremento della disponibilità idrica superiore ai 2.300 litri al secondo. Sul fronte delle dighe, nel 2025 sono stati stanziati circa 7,2 milioni di euro per la manutenzione, una cifra superiore alla media degli anni precedenti. I dati più recenti indicati dalla Regione segnalano inoltre una disponibilità negli invasi superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Difesa delle coste, al via nuovi interventi contro l’erosione
Un altro capitolo riguarda la tutela delle coste siciliane, sempre più esposte agli effetti dei fenomeni meteomarini estremi. La Regione sta aggiornando il Piano delle coste alla luce delle nuove criticità emerse e sta programmando interventi attraverso la struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico. Tra le soluzioni individuate ci sono le barriere soffolte e gli interventi di ripascimento delle spiagge. A Messina, ad esempio, è stato avviato un intervento da 10,8 milioni di euro che prevede opere di protezione costiera e recupero dell’arenile. È stata inoltre avviata la progettazione di interventi antierosione lungo 84 chilometri di costa e in 14 Comuni del versante tirrenico.
“La vera sfida è arrivare prima”: il messaggio finale da Taormina
Il confronto di Taormina ha ribadito un concetto condiviso dalle istituzioni presenti: la gestione delle emergenze non può limitarsi alla fase dello spegnimento o dell’intervento dopo il disastro. Come ha spiegato De Luca, “se continuiamo a rincorrere gli incendi quando sono già divampati, continueremo a inseguire il problema, ma vera sfida è arrivare prima”.





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