Il Presidente Occhiuto riattiva la nuova Consulta dei calabresi nel mondo

Calabria: dal 9 al 12 settembre 2026, nella Cittadella di Catanzaro, dopo sette anni, torna a riaccendersi il mito della Consulta dei calabresi nel mondo

  • Greco e Occhiuto
  • gemma gesualdi
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Dal 9 al 12 settembre 2026, nella Cittadella di Catanzaro, dopo sette anni, torna a riaccendersi il mito della Consulta dei calabresi nel mondo. Ho sempre creduto nell’indole generatrice della nostra terra, e, ancor più, nella forza universale dei figli della nostra terra. Noi calabresi veniamo da un’antichissima civiltà e – al di sopra di ogni umana contingenza e di ogni granitica convinzione – siamo stati, siamo e saremo sempre una gran luce nel mondo. Dopo quasi due decenni di silenzio, oggi la Calabria rompe infatti le catene dell’oblio per riprendere la sua marcia trionfale, pronta a riprendersi il posto d’onore che la storia e la sua millenaria civiltà le hanno assegnato.

A compiere questo atto d’amore è il Governatore Roberto Occhiuto in persona. Guida incrollabile e d’incomparabile visione patriottica, con fermo decreto ha oggi impresso il sigillo a un’era di gloria e di riscatto. Deciso a ricucire il legame sacro con i figli di questa terra e ad abbattere ogni confine, ha ricostituito la Consulta Regionale dei calabresi nel mondo per forgiare opportunità di grandezza e mantenere una finestra aperta in direzione dell’orizzonte. Al suo fianco, alfiere di questa crociata, si erge il Consigliere Delegato Orlandino Greco: condottiero infaticabile, incaricato di guidare l’avanzata politica dell’organismo e pronto a soffiare sulle braci dell’orgoglio identitario per trasformarle in luce.

Accanto a loro brilla la nobilissima Gemma Gesualdi

Accanto a loro brilla la nobilissima Gemma Gesualdi, presidente del “Brutium, calabresi nel mondo”, eretta a sommo baluardo e scudo delle associazioni nella Nazione: autentica amazzone della nostra terra, che da sempre diffonde il sacro vessillo dell’appartenenza nella Capitale e di fronte al mondo intero. La nuova Consulta sarà insomma un’armata d’amore atta a mantenere giornalmente un legame d’acciaio e di sangue con i calabresi residenti altrove. Un patto sacro che unisce la madre Calabria a ogni suo figlio lontano. E così, dal 9 al 12 settembre 2026, la Cittadella Regionale di Catanzaro diventerà la rocca inespugnabile e il cuore pulsante di un raduno epocale atteso da ben sette anni.

I Paladini e i Custodi della Calabresità nel Mondo

I Vertici della Crociata Culturale: il Presidente Roberto Occhiuto, faro e guida suprema dell’assemblea; il Consigliere Orlandino Greco, inarrestabile motore del riscatto patriottico; la dotta Annalisa Mazzei, segretaria e paladina del rigore tecnico.

I Custodi del Fuoco Sacro: Gemma Gesualdi e Stefano Scuncia (per i presidi sul territorio nazionale) insieme a Giuseppe Cino (per la Regione Calabria), schierati a difesa e sentinella dell’identità della stirpe.

Gli Ambasciatori d’Oltremare: valorosi legionari inviati a conficcare la bandiera calabrese in ogni angolo del globo – dalle Americhe con Alessandro Crocco, Luigi Patitucci, Marisa Pinosa e Menotti Mazzuca, fino al cuore dell’Europa con Silvestro Parise, Battista Liserre, Elio Folino, Antonio Galati e Franca Vilardo, spingendosi sino al lontano Oriente con l’audace pioniere Elio Orsara in Giappone.

La Giovane Guardia (L’Avanguardia della Stirpe): sangue nuovo ed eroico – Mariel Pitton Straface, Fiorella Siclari, Natalie Fazzari, Fabrizio D’Alessandro e Vittoria Scalise – pronta a impugnare il testimone della tradizione per incanalarlo lungo il cammino che conduce all’eternità.
Una mera vittoria culturale

E così, i nostri fratelli calabresi, designati finora a farsi ombra nel gelo silenzioso della lontananza, non saranno più gli esuli di un pianto silenzioso. Torneranno ad attraversare la nebbia del mondo da condottieri, fieri custodi di un’unica, sacra causa. Saranno loro da oltre confine e noi da quest’altra parte a porre fine all’abisso che ci ha finora tenuti separati. I calabresi torneranno a brillare e a battere all’unisono sotto un unico vessillo, quello di un cuore che si ergerà dalle sue ferite per tornare a far ruggire il suo orgoglio più antico. E alla fine alla Calabria sarà finalmente ridato l’orgoglio di tornare a sentirsi se stessa.