Si avviano a riprendere i lavori parlamentari e per il Partito Socialista Democratico Italiano si chiude un’estate caratterizzata da numerosi appuntamenti politici, istituzionali e culturali. Il partito ha tracciato un bilancio delle attività svolte negli ultimi mesi, rilanciando il proprio impegno sui temi della giustizia sociale, della tutela ambientale, della libertà e della tradizione socialdemocratica fondata sulla figura di Giuseppe Saragat. Tra gli appuntamenti più significativi viene ricordato l’evento istituzionale dello scorso 25 giugno a Palazzo Montecitorio, organizzato nell’ottantesimo anniversario della storica elezione di Saragat alla presidenza dell’Assemblea Costituente. In quell’occasione il segretario nazionale del PSDI, Mario Calì, ha rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana un ringraziamento per l’invito rivolto alla delegazione ufficiale del partito e per l’attenzione riservata alla comunità socialdemocratica.
Durante i mesi estivi il PSDI ha proseguito la propria attività attraverso incontri con esponenti politici e sindacali, in continuità con le battaglie referendarie degli ultimi anni contro l’autonomia differenziata e la separazione delle carriere in magistratura. Tra gli incontri citati dal partito figurano quello a Palazzo Madama con il senatore Francesco Giacobbe, quello al Nazareno con i vertici del Partito Democratico, Marta Bonafoni e Igor Taruffi, e quello presso Palazzo Gentiloni Silveri, sede nazionale del PSDI, con Christian Ferrari ed Enrico Gulluni, dirigenti della CGIL.
La Festa de l’Umanità e il richiamo alla tradizione antifascista
Grande soddisfazione viene espressa anche per la partecipazione alla Festa de l’Umanità, organizzata quest’anno in Toscana con incontri, dibattiti, concerti e momenti di aggregazione. L’edizione è stata inaugurata simbolicamente il 24 luglio da Luciano Gianluca Calì, direttore della manifestazione e giornalista radiotelevisivo, in una giornata particolarmente significativa per il richiamo storico alla seduta del Gran Consiglio del fascismo del 25 luglio 1943 e alla nascita della tradizione della Pastasciutta Antifascista della famiglia Cervi. La manifestazione ha alternato momenti conviviali, come l’AperiPasta Antifascista, alla musica dal vivo della band Smokin’ Amps e a momenti di approfondimento culturale, tra cui il confronto con il giornalista Sacha Biazzo, autore del libro “The Wise Guy” dedicato all’ascesa di Donald Trump e ai suoi controversi rapporti con ambienti mafiosi italo-americani e con il faccendiere Jeffrey Epstein.
Calì: “Il dovere di rappresentare la tradizione socialdemocratica”
Il segretario nazionale del PSDI Mario Calì ha sottolineato il valore storico del percorso del partito e il legame con la figura di Saragat. “Noi Socialisti Democratici che abbiamo oggi il privilegio e la gravosa responsabilità di rappresentare lo storico Partito Socialista Democratico Italiano fondato l’11 gennaio 1947 a Palazzo Barberini da un grande Padre della Patria, sentiamo forte il dovere quotidiano di articolare nel tempo presente gli esempi e gli insegnamenti del quinto Presidente della Repubblica, il primo socialista, a partire dall’invito a dare “un volto umano a questa repubblica” pronunciato il 25 giugno del ’46 a Montecitorio nella seduta inaugurale dell’Assemblea Costituente. Essere stato invitato a guidare la delegazione del PSDI dal presidente della Camera dei Deputati, alla presenza del presidente Sergio Mattarella, ha reso giustizia alla indiscutibile statura morale, politica e civile di Giuseppe Saragat”, ha dichiarato Calì.
Il partito guarda ora al prossimo appuntamento congressuale. Durante la riunione dell’Ufficio di Segreteria del 31 agosto sono stati avviati i lavori preparatori per il XXX Congresso Nazionale del PSDI, che si terrà a Roma in occasione dell’ottantesimo anniversario della costituzione del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani. Un passaggio considerato centrale dal partito dopo la lunga battaglia conclusa il 31 dicembre 2021 con il riconoscimento ufficiale della titolarità politica e legale della guida di Mario Calì alla guida della storica formazione nata a Palazzo Barberini.
La battaglia sulla tutela del simbolo e dell’identità del partito
Nel suo intervento Calì ha inoltre affrontato la questione della tutela del nome e del simbolo del PSDI, denunciando quello che definisce un tentativo di utilizzare la denominazione storica del partito da parte di soggetti esterni. “A fronte dell’acclarata continuità politica, che personalmente mi vede rappresentare il PSDI con orgoglio e responsabilità nelle competizioni elettorali nazionali da oltre vent’anni – riprende Mario Calì – per lo storico Partito Socialista Democratico Italiano risulta pertanto intollerabile il tentativo perseguito negli ultimi mesi da alcuni personaggi, estranei al partito e legati ad interessi bellicisti e neoliberisti, indaffarati nel tentativo di accreditarsi nell’alveo del centro-destra mediante la recente costituzione a Milano di un vero e proprio clone del nostro partito, riportante il medesimo nome e simbolo anche nei falsi profili social, nonostante il diritto alla tutela dell’identità della denominazione e dell’emblema del nostro partito politico sia riconosciuto dalla giurisprudenza attraverso l’art. 7 del Codice Civile. Questi personaggi, diffidati e querelati per tutelare la comunità delle iscritte e degli iscritti del Partito Socialdemocratico e l’eredità umana e politica saragattiana, sono oggi chiamati a comparire in tre procedimenti giudiziari a Cosenza, Milano e Roma”, ha affermato il segretario nazionale.
Calì ha infine richiamato i valori fondativi del partito, citando le parole poste all’ingresso di Palazzo Barberini: “Solo un movimento come il nostro, capace di dare una risposta concreta ai bisogni dominanti del popolo che sono la libertà, la giustizia e la pace, potrà trascinare la maggioranza dei lavoratori con l’impeto irresistibile di un moto storico”.


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