I borghi italiani non devono essere considerati luoghi da conservare come semplici testimonianze del passato, ma realtà vive nelle quali sperimentare nuovi modelli di comunità e costruire opportunità per il futuro. È il messaggio lanciato dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenuto a Gerace, nel Reggino, durante un’iniziativa dedicata al ruolo dei borghi collinari e montani e al fenomeno del calo demografico.
Al centro dell’intervento del ministro il tema dello spopolamento delle aree interne e la necessità di creare le condizioni affinché i piccoli centri possano tornare ad attrarre residenti, giovani e nuove attività economiche. “I borghi non sono residui del passato da mummificare ma luoghi nei quali sperimentare nuovi modelli di convivenza e guardare al futuro. Sono testimonianze identitarie, comunitarie, conservano l’agricoltura qualificata, l’artigianato, il diritto a vivere nella semplicità. Servono servizi essenziali, collegamenti, trasporti, una sanità efficiente, perché possano essere ripopolati. Questo è l’impegno che abbiamo consacrato come governo nazionale tanto con la Zes unica quanto con i fondi del Pnrr”, ha dichiarato Musumeci.
La sfida contro la desertificazione dei territori
Secondo il ministro, il rilancio dei borghi passa dalla capacità di garantire condizioni di vita adeguate e strumenti moderni, a partire dalla digitalizzazione e da progetti concreti di rigenerazione economica e sociale. “Con la connessione digitalizzata, con progetti concreti di rinascita, dobbiamo rivitalizzare i borghi. Lo spopolamento da una parte, la denatalità dall’altra, un senso di rassegnazione che purtroppo avvilisce noi meridionali, hanno di fatto determinato buona parte della desertificazione”, ha aggiunto Nello Musumeci.
L’obiettivo indicato dal ministro è quindi quello di trasformare i piccoli centri in luoghi capaci di offrire nuove opportunità, valorizzando il patrimonio identitario, le attività tradizionali e le peculiarità dei territori. Un percorso che, secondo Musumeci, deve passare attraverso investimenti pubblici e una strategia di lungo periodo, con il coinvolgimento delle comunità locali e il rafforzamento dei servizi essenziali per contrastare il progressivo abbandono delle aree interne.


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