La sicurezza europea, la guerra in Ucraina, il futuro dell’intelligenza artificiale, la crisi in Medio Oriente e la necessità di una riforma delle Nazioni Unite. Sono stati questi i temi al centro dell’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani al Consiglio di sicurezza dell’Onu, durante il quale il rappresentante italiano ha ribadito la posizione di Roma sui principali scenari di crisi internazionale.
Nel suo discorso, Tajani ha evidenziato il rischio legato alla crescente minaccia ibrida della Russia, ma allo stesso tempo ha sottolineato la necessità di evitare un’escalation e mantenere aperto il canale diplomatico. “La crescente minaccia ibrida della Russia mette a repentaglio la sicurezza europea” ha dichiarato il ministro degli Esteri, aggiungendo: “È fondamentale evitare qualsiasi escalation e vogliamo essere molto chiari: l’Italia non è in guerra con la Federazione Russa”.
Tajani: “la Russia deve impegnarsi seriamente nei negoziati”
Nel suo intervento a New York, il ministro ha insistito sulla necessità di un ritorno al confronto diplomatico tra le parti coinvolte nel conflitto ucraino. “È giunto il momento che la Russia si impegni in modo serio e costruttivo nei negoziati” ha affermato Tajani, spiegando che l’Italia continuerà a sostenere ogni iniziativa orientata alla ricerca di una soluzione pacifica.
“Mosca troverà sempre l’Italia pronta a sostenere il dialogo e la ricerca di una soluzione diplomatica – assicura -. Tuttavia, la Russia, in quanto membro permanente di questo Consiglio, ha una responsabilità che non può essere ignorata”. Il ministro ha poi ribadito il sostegno italiano a Kiev e alla popolazione ucraina, definendo prioritario il raggiungimento di una pace stabile.
“Siamo al fianco dell’Ucraina e del suo popolo coraggioso, che resiste a una guerra ingiusta. Il nostro obiettivo è una pace giusta e duratura”. Tajani ha inoltre condannato gli attacchi contro le infrastrutture civili ed energetiche ucraine. “Condanniamo fermamente gli attacchi russi alle infrastrutture civili ed energetiche in Ucraina”.
“Nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina”: il ruolo dell’Europa nel processo di pace
Nel suo intervento davanti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, Tajani ha sottolineato il ruolo centrale dell’Europa nelle decisioni sulla sicurezza continentale. “L’Europa ha interessi vitali in gioco, sia strategici che di sicurezza, e deve svolgere un ruolo centrale in questo processo”.
Il ministro ha poi ribadito un principio che, secondo il governo italiano, deve guidare ogni futuro negoziato. “La nostra posizione è chiara: nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina. E nulla sulla sicurezza europea senza l’Europa”.
Nel suo discorso ha richiamato anche gli appelli alla pace di Papa Leone XIV, indicando nella diplomazia lo strumento principale per affrontare le crisi internazionali. “Ci uniamo ai numerosi appelli alla pace e al dialogo lanciati da Sua Santità Papa Leone XIV. La diplomazia è l’unica via da seguire”.
L’inverno in Ucraina e il nuovo sostegno energetico italiano
Guardando ai prossimi mesi, Tajani ha evidenziato la necessità di intervenire sul fronte umanitario, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione invernale. “Si avvicina un altro inverno. Per questo motivo, rinnoviamo il nostro appello per un cessate il fuoco immediato. Si tratta di un’urgente necessità umanitaria”.
Il ministro ha ricordato il peso umano del conflitto: “troppe vite sono andate perdute. Troppi bambini non possono andare a scuola. Troppe famiglie hanno sofferto”.
L’Italia, ha annunciato Tajani, continuerà a sostenere il sistema energetico ucraino con nuovi interventi. “Con l’avvicinarsi dell’inverno, stiamo preparando un nuovo pacchetto di sostegno per il settore energetico ucraino”. “Forniremo nuovi generatori e continueremo a sostenere le famiglie che hanno perso la propria casa. L’Italia rimarrà in prima linea nella ricostruzione dell’Ucraina, anche attraverso il contributo delle nostre aziende leader”.
Grano, cereali e sicurezza alimentare: la Coalizione di Roma
Durante il suo intervento, Tajani ha richiamato l’attenzione anche sulle conseguenze globali della guerra sulle esportazioni agricole ucraine. “Siamo particolarmente preoccupati per l’impatto di questa guerra sulle esportazioni ucraine di grano e cereali. Le conseguenze vanno ben oltre l’Europa. Colpiscono anche le economie più vulnerabili”.
Secondo il ministro, la crisi delle forniture alimentari rischia di aggravare le difficoltà economiche in molte aree del mondo. “La carenza di grano e cereali fanno aumentare il prezzo del grano, dei fertilizzanti e, in ultima analisi, il prezzo del pane per milioni di famiglie. La libertà e la sicurezza della navigazione sono principi fondamentali e devono essere rispettate”.
Da qui l’iniziativa italiana della Coalizione di Roma. “È per questo che abbiamo lanciato la Coalizione di Roma: per migliorare l’accesso a cereali e fertilizzanti, ridurre le tensioni, individuare rotte alternative e sostenere gli scambi commerciali”.
Tajani critica l’impasse dell’Onu: “serve una riforma profonda”
Un passaggio importante del discorso è stato dedicato al futuro delle Nazioni Unite e alla necessità di una riforma del sistema multilaterale. “Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: troppo spesso questa organizzazione appare impotente. Per troppo tempo, la sua riforma è stata frenata da interessi contrapposti”.
Tajani ha indicato la necessità di un Consiglio di sicurezza più rappresentativo. “L’Italia vuole un Consiglio di sicurezza più legittimo, più rappresentativo e maggiormente responsabile nei confronti di tutti gli Stati membri. Non un club ancora più esclusivo, bensì uno dei pilastri di un profondo rinnovamento delle Nazioni Unite, che auspichiamo il nuovo segretario generale voglia portare avanti, rendendole capaci di decidere e agire quando c’è ancora tempo per cambiare il corso degli eventi. L’Italia ha sempre fatto la propria parte e continuerà a farla”.
La pace come responsabilità quotidiana
Nel finale del suo intervento, Tajani ha ribadito che la pace non può essere considerata un risultato acquisito, ma un obiettivo da perseguire costantemente. “La pace non è un’eredità acquisita, garantita una volta per tutte. È una responsabilità che dobbiamo assumerci ogni giorno. Deve essere difesa con determinazione, costruita con pazienza e perseguita senza mai arrendersi. E noi non ci arrenderemo mai. È questo il messaggio che l’Italia porta oggi a New York”.
Intelligenza artificiale, Tajani: “Servono regole comuni senza bloccare l’innovazione”
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’intelligenza artificiale, considerata una delle grandi sfide tecnologiche dei prossimi anni. Secondo Tajani, l’obiettivo non deve essere frenare lo sviluppo tecnologico, ma costruire un equilibrio tra innovazione e sicurezza.
L’intelligenza artificiale, ha spiegato, necessita di “un equilibrio tra trasparenza, supervisione, sicurezza e tutela della proprietà intellettuale. È proprio questo il compito delle Nazioni Unite: stabilire regole comuni prima che siano gli eventi, o gli attori più potenti, a imporre le proprie”.
Il ministro ha evidenziato anche i possibili rischi legati a un uso incontrollato delle nuove tecnologie. “Chi controllerà l’intelligenza artificiale godrà di un enorme vantaggio rispetto a chi resterà indietro. Il rischio è che emergano nuove disuguaglianze, nuove dipendenze e nuove concentrazioni di potere, dalle quali potranno scaturire nuove forme di dominio”.
Tajani ha citato anche gli effetti sul mondo del lavoro e sull’informazione. “Intere professioni potrebbero scomparire o essere trasformate. Falsificare e manipolare la realtà diventerà sempre più facile. Sistemi automatizzati che operano senza supervisione umana potrebbero produrre decisioni estremamente pericolose”.
Ma il ministro ha sottolineato anche le opportunità. “Governare l’innovazione non significa demonizzarla. L’intelligenza artificiale può aprire possibilità oggi inimmaginabili: per esempio, in medicina, nella ricerca, nell’istruzione, nella produzione industriale e nella tutela dell’ambiente. Ogni grande progresso tecnologico ha generato timori, ma ha anche creato opportunità e, nel tempo, maggiore prosperità. Tornare indietro non è né possibile né auspicabile. Ma non possiamo neppure consegnare il nostro futuro alla tecnologia senza regole”.
Medio Oriente, Tajani: “a Gaza la tregua deve essere consolidata”
Il ministro degli Esteri ha affrontato anche la situazione in Medio Oriente, soffermandosi sulla crisi di Gaza. “A Gaza la tregua ha fermato i combattimenti ma non ha ancora posto fine alle sofferenze. Non c’è un minuto da perdere. La tregua deve essere consolidata, gli aiuti umanitari devono poter entrare senza ostacoli e il disarmo di Hamas deve diventare realtà”.
Per Tajani la prospettiva politica resta quella della soluzione a due Stati. “La pace – aggiunge – può arrivare solo attraverso una soluzione a due Stati: due popoli, due Stati”. Sul fronte iraniano, il ministro ha richiamato l’importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. “Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto. Difendere la libertà di navigazione significa difendere il commercio, l’occupazione, la crescita e il dialogo, perché dove le merci possono circolare liberamente, è meno probabile che circolino le armi”.
Infine l’appello ai Paesi del Golfo: “i Paesi del Golfo -secondo Tajani- devono rilanciare il dialogo e chiedere all’Iran di abbandonare qualsiasi forma di minaccia nucleare e ogni politica aggressiva nei confronti degli altri Paesi della regione”.



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